martedì 5 maggio 2009

Close to the skin


Avete passato i 16 anni? Allora non guardate Skins (io l'ho fatto, ma io ho dei problemi con i telefilm e con l'insonnia). La storia è più o meno sempre quella del gruppo di amici, ognuno con qualche problema sulle spalle, e tanto alcool da fare da collante, spesso anche droghe. Novità? Un clima costante di tragedia che aleggia sulla storia. Va bene che il passaggio dall'adolescenza all'età adulta è problematico, ma mi sembra un po' ecessivo.
Cosa c'entra Skins con noi? Beh, poteva mancare, all'interno del gruppo, il gay o la lesbica? Ovviamente no, anzi, si preoccupano di fornirceli entrambi, il maschio nelle prime due serie, la femmina nella terza (ogni due serie il cast si rinnova completamente). 
Unica nota di colore, il personaggio della povera anoressica, adorabile e irrimediabilmente vestita in maniera buffa. Ad un certo punto sbanda anche tra ragazzi e ragazze, ma senze le seghe mentali solitamente annesse. Si limita a dire che I discovered the power of the pussy. Wow.

5 commenti:

cryppy ha detto...

anche io voto l'anoressica anche se è allucinatissima e mi ansia non poco °_°

the_frog ha detto...

Ma l'hai visto pure tu? O.o

LaCessa ha detto...

i 16 anni li ho passati da un pezzo ma skins mi piace...almeno mi sono piaciute le prime due serie (non sono molto motivata all'idea di guardare la terza) forse proprio per quell'alorne di tragedia di cui parli. sarà che nelle cose reali vedo sempre più tragedia che commedia. anche a me piaceva molto Cassie, un ritratto unico di persone con disturbi alimentari..nonostante tutto l'assurdo di cui skins è imbevuto in Cassie c'è un realismo quasi commovente

Anonimo ha detto...

ma se skins è una cosa straordinariamente adiacente a ciò che è la vita,all' AMICIZIA...evidentemente tu o voi sei/siete delle sante che i sedici anni li hanno passati in piena gioia e tranquillità
buon per voi/te -.-

etwas ha detto...

ne ho visto poco, quindi non sono in grado di giudicare il legame di amicizia che lega i personaggi, ma l'alone di tragedia, permettimi, sì.era costante e soffocante, almeno per i miei gusti. non si va a giudicare la storia in se, ma la "scelta stilistica" di inserire il tutto in una cornice così, talvolta, funerea. va bene che è inglese, e quindi partiamo già da presupposti diversi. non li ho passati in particolare gioia e tranquillità i sedici anni, una cosa nella norma credo. ma non mi hanno nemmeno mai rapito la sorella minacciandomi di farmela scopare.poi, io l'ho visto a 23 anni, l'adolescenza per me è bella che andata.mio fratello, che l'ha visto a 17 e gli è piaciuto molto, concorda però nell'iperboli di cui sopra