martedì 9 febbraio 2010

It's now or never



Coming out sul lavoro, ancora prima di stringere le mani e imprimere i nomi nella memoria. Prima ancora di vedere l'edificio, l'ufficio, la mansione. Scritto così, nero su bianco, l'indirizzo di questo blog. Che poi sia stato consultato o meno è tutto un altro discorso, ma di sicuro c'è che si sono sentiti chiedere in regalo Sarah Waters, alla fine del primo giorno di stage. E poi su, c'è poco da raccontarsela, me lo dicono tutti che mi si legge in faccia. Allora faccio come fosse fatto ovvio, conosciuto, e quando Etwas viene a trovarmi in pausa pranzo, oggi, la presento semplicemente come la mia ragazza, senza seghe mentali né finte né reali.
E le mani si stringono come si dovrebbero stringere e i sorrisi si allargano come si dovrebbero allargare e la conversazione procede secondo i soliti binari.
Il mondo sa ancora essere un posto piuttosto carino, quando vuole.

In foto Sarah Waters, un'altra a cui lo si legge in faccia.

lunedì 8 febbraio 2010

Gay scouts


Va bene, dopo quello sullo preferito sport dalle lesbiche,altro sondaggio molto molto impegnato.Pare che una tappa obbligatoria per ogni giovine gay/lesbica sia quella di fare lo scout: tende, chitarre, canzoni dedicate a Gesù, scarsa igiene e brutte divise con i pantaloni corti anche d'inverno.Fuori il rospo

venerdì 5 febbraio 2010

Lez cook: crema di zucchine e avocado



Quest'inverno mi sta distruggendo. Sono già arrivata alla bronchite numero due in pochi mesi, il sole non c'è mai e non ricordo un freddo così pungente da anni. Sogno giorni felici in cui poter indossare collant con meno di 100 denari e non vivere con massice dosi di tachipirina sempre in tasca. Motivo per cui la ricetta di oggi è "estiva", giusto per evadere almeno in cucina. (e ci sta a pennello, a Milano nevica da ore). Ricetta tratta da: La grande cucina del corriere della sera, volume zuppe e minestre

400 grammi di zucchine
2 cipollotti
500 ml di brodo vegetale
mezzo avocado maturo
5 foglie di menta
125 grammi di yogurt bianco, denso
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai olio d'oliva
sale
pepe nero

La prima cosa da fare, al solito, è il brodo. Poi bisogna lavare e tagliare cipollotti e zucchine, tutto a pezzi molto piccoli. Versare l'olio nella casseruola e cuocere per cinque minuti a fiamma moderata. Regolare di sale, versare il brodo caldo, e continuare la cottura per altri 15 minuti. Mentre zucchine cipollotti e brodo si sfreddano un po', pelare col pelapatate l'avocado e farlo a tocchetti. Unire al brodo l'avocado, lo yogurt e la menta. Frullare il tutto e rimettere sul fuoco per 5 minuti, finchè non diventa una crema bella densa, senza grumi.
Versare nelle ciotole, regolare di pepe e servire.


E' tremendamente scenica, come portata, ma assolutamente economica. Fate un po'attenzione quando comprate l'avocado, molto spesso si trovano troppo acerbi, inutilizzabili per cucinare. Deve avere la consistenza di una pera matura, per intenderci.
Il libro di ricette suggerisce di servirlo con uno chardonnay friulano, e io sono d'accordo: se non altro perchè è uno dei vini che potete comprarvi senza spendere una fortuna e senza però avere l'impressione di bere aceto.
E' facile da fare e buonissima, l'unica cosa a cui prestare un minimo d'attenzione è lo yogurt: bianco, va bene, denso, va bene, ma non deve essere dolce, meglio quelli piuttosto acidi. Altrimenti da al tutto un gusto assai strano. Lo yogurt di soia non funziona nemmeno, fa i grumi e il sapore di fagiolo emerge troppo. Per qualche strana ragione viene benissimo con lo yogurt bianco all'aloe del Lidl.
Con l'avocado rimasto potete fare delle bruschette, basta unire ai tocchetti di avocado dei pomodorini (o pomodori) anch'essi a tocchetti, condire e versare sul pane.
Ah l'avocado, che meravigliosa invenzione.

giovedì 4 febbraio 2010

Six Nation Party


Oggi volevo parlarvi di un locale molto carino in via Ludovico il Moro, e no, non si tratta del Rhabar. Il toilet è un locale veramente piccolo che tende a riempirsi tanto e in fretta ma che sa regalare delle belle serate aggratis a Milano (previa tessera arci, ovviamente). Nell'ultimo anno io ed Etwas (e chi con noi) ci siamo andate abbastanza spesso, siamo anche riuscite a farci regalare degli imbevibili quanto gratuiti shootini dal barista (ciao, amico!).
Ora, il Toilet non è un locale gay, è un locale gayfriendly, che a parer mio è ben meglio.
Certo, può capitare che se ti metti la gonna i ragazzi ti ronzino attorno (sorpresa ed imbarazzo!) ma evita di rinchiudersi in mondi da stereotipo e facce da stereotipo e situazioni giù a valanga.
Questo venerdì, però, il Toilet fa un passo in più e si dedica interamente a noi ghei, offrendo una serata contro l'omofobia (Six Nation Party, aggratis cum tessera arci fino all'1) in collaborazione con rugby Parabiago & Libreria LaBabele Bookshop & more, alla quale, si dice, parteciperanno un bel po' di rugbisti nudi, gay e neri.
(n.b. gli ultimi tre aggettivi sono aggiunti random dalla fantasia delle persone che mi stanno attorno e non sono, sottolineo: non sono, confermati)

Plus: sempre a Milano, stasera, ore 20 e 22.15 proiezione al cinema Apollo di Over the rainbow, presente in sala la regista Maria Martinelli allo spettacolo delle 20. Intervista alla regista medesima qui

lunedì 1 febbraio 2010

Jesus is my homeboy



E che cos'è una pasqua?
E' una festa per piccolo figlio di Dio che chiama a sè Gesù e....merda.
Lui chiama a sè Gesù poi un giorno muore su...due...pezzi di legno.
Lui muore e poi va su sopra testa a vivere con il padre. Aveva capelli lunghi, e dopo che muore il primo giorno dopo ritorna di nuovo a dire ciao a persone.
Lui bravo, Gesù. Fa cose buone, e alla pasqua noi tutti tristi perchè qualcuno uccide lui, oggi.

David Sedaris, Gesù si fa la barba.

A Gesù in questi giorni gli tirano tutti la giacchetta (o il saietto, come preferite). La simpatica discussione di cui sopra per quanto paradossale e letteraria, nulla può con le dichiarazioni dei veri soldati di Gesù, che son molto bravi a spararla sempre più grossa. Non so, magari ho frequentato, anni e anni fa, un catechismo diverso io. Di quello in cui ti insegnano la storiella del buon samaritano, la carità, l'ammmore universale, il volemose bene e comportiamoci bene che solo dio ci può giudicare. Magari la suore dove ho fatto l'asilo erano delle riottose con un culto strano e differente, perchè l'esempio di cristianità che ci viene offerto in questi giorni si discosta un po', giusto un pochino, da quello che ricordavo.
Reperto uno, il lungimirante conduttore di Cultura padana (un ossimoro?) e le sue dichiarazioni sul diario di Anna Frank, i gay, il moralismo e satana. Il tutto nel giorno della memoria, giusto per non farci mancare nulla. Ma si sono messi d'accordo, questi qui, per chiudere i loro phamplet con possono morire, vadano a crepare, eccetera?
Reperto due, tal arcivescovo Leonard che forte di non si sa quale competenza in non si sa bene quale ambito, paragona l'omosessualità all'anoressia, gente a cui non piace la cosa giusta, insomma.
Bisogna riconoscerglielo, questa gente ha una certa inventiva e non poca fantasia. Non battono sempre la stessa strada: sono dei veri maestri di retorica, nell'inventarsi una cazzata nuova ogni giorno. Ci vuole molta immaginazione per uscire dal solito siete contro natura, gnè gnè, dio ci ha creato uomo e donna, gnè gnè ed arrivare a queste vette inesplorate di baggianate. Fantasia quasi pari a quella di Jim Rutz, strenuo sostenitore che l'utilizzo della soia provoca femminilità e provoca una diminuzione della misura del pene, confusione sessuale ed omosessualità.
Sono dunque molto preoccupata: in quanto lesbica, che mai potrà succedermi se continuo a mangare tofu?

sabato 30 gennaio 2010

Some people are straight, get over it


Nel suo ambiente gira, da anni, la voce che lei sia lesbica.
Sciocchezze. Ma se è per questo, si dice anche che ho l'Aids, che sono in fin di vita, che la mia vera mamma è morta quando ero piccola... Sono i "miracoli" della notorietà. Queste balle le prendo come un gioco.
(Vanity Fair, 3 Febbraio 2010)

venerdì 29 gennaio 2010

Affittasi previo casting, astenersi gay




Non ho mai capito i paletti di chi affitta case. Questo si, questo no, questo solo se mi paghi di più. Davvero, I don't get it. I miei genitori hanno una casa che affittano in estate ma non ho mai visto pretese del genere. Forse, loro, esagerano pure in disponibilità. Una volta si sono svegliati alle 2 del mattino per far dormire gli inquilini fino a quell'ora invece di far fare loro una notte in auto.
Vabbè, mi rendo conto che si tratta di un'eccezione e che la razza degli affittuari sia solitamente una razza di ******* (inserire insulto a piacere), ma ci sono dei limiti.
Essendo una studentessa fuori sede, e frequentando molti studenti fuori sede, ne ho viste di ogni, dai boiler che scoppiano alle 2 del mattino, all'assenza di acqua calda per una settimana, in inverno, a Milano, dalle stanzette di 4 metri quadri vendute come palazzi alle restrizioni sulla settimana corta, l'uso cucina, il camminare sul parquet.
Ho sempre pensato (ingenua speranza) che ad acquisire lo status di lavoratrice ci si guadagnasse qualcosa, che so, in rispettabilità (o credibilità). Credevo, sinceramente, che, trovandosi davanti ragazzini sbarbati e ragazzine alte come un fagiolo, se ne approfittassero, sapendo di avere il coltello dalla parte del manico e di poter fare un po' la voce grossa. Tanto, soprattutto di studenti, ce ne uno ad ogni angolo della strada. Siamo un po' come la rucola, non ha senso coltivarla che tanto vien su da sola.
Quando il tuo padrone di casa decide di non rinnovare il contratto e ti trovi di nuovo con l'evidenziatore in bocca a spulciare siti e giornali di annunci, essere gay può essere un handicap in più. E' un problema che mi sono posta io per prima, e una lunga serie di amici con me. Certo, se si è single, e si parla col proprietario che non si farà vedere se non per battere cassa, si può sempre evitare di dirlo (ma qui si potrebbe aprire una lunga parentesi su quanto sia giusto dover nascondersi per paura di perdere un alloggio), ma ci sono davvero tante situazioni che si trasformano in punti interrogativi.
I miei coinquilini saranno omofobi?
Potrò portare a casa la conquista di una notte?
Potrò portare a casa il/la mio/a ragazzo/a?
Potrò dire dove vado a ballare, o è meglio mentire?
La convivenza è già abbastanza difficile di suo, senza bisogno di aggiungere fastidiosi imbarazzi.
La mia ingenua speranza, però, è appunto un'ingenua speranza. A quanto pare, anche se lavori e vai a vivere con qualcuno che conosci, le richieste assurde continuano a fioccare. Recentemente, una coppia lesbica che cercava casa a Roma, si è vista scartata prima perché la casa era "destinata o ad una persona sola o ad una coppia" (le ragazze avevano taciuto inizialmente sulla loro relazione) e poi in quanto gay.
Insomma, non ne va bene una.
Voglio trasferirmi a Dublino e vivere in una casetta a schiera a due piani e con tanto di giardino. (Qualsiasi riferimento è, ovviamente, puramente casuale!)

giovedì 28 gennaio 2010

Chiesa e Omosessualità



Lo so che sono andata a comprare le sigarette e non sono più tornata. Che ho abbandonato il blog dopo aver piagnucolato perché non chiudesse. Tante volte sono stata sul punto di chiamare per dirvi che stavo bene, col pretesto di un post sul risarcimento ad Arcigay nel processo a Svastichella, o sui nostri amici pinguini gay, dopo aver saputo di un fumetto e un libro ispirati alla loro famiglia arcobaleno. Ma non l'ho fatto e so che giustificarmi con la solita carta esami e tesi non basterà. Bambini, mamma è pentita e ha intenzione di tornare a casa, se la vorrete ancora. Intanto però ha una comunicazione di servizio per Cagliari e dintorni.
Da stasera a sabato 30, dalle ore 20,30 in Sala Cosseddu (Casa dello studente, via Trentino), l'associazione lgbt Arc presenterà la rassegna cinematografica Chiesa e Omosessualità. Si parte con due documentari: Una Questione Delicata, regia di Peter Marcias (già autore di Ma la Spagna non era Cattolica?), un'intervista al giovane Christian Floris, conduttore di Radio Deegay aggredito a Roma nel 2008 e omosessuale cattolico, presente in sala per rispondere alle nostre legittime domande a proposito. A seguire, nella stessa serata, Il Diavolo nell'Acqua Santa, girato a Roma durante l'incrociarsi del Giubileo col primo Gay Pride internazionale. Venerdì 29 verrà proiettato When Night is Falling e sabato 30 Il Prete. Si entra con tessera F.I.C.C. al costo di 5 euro per tutte le 3 serate, o con la tessera associativa 2010 di Arc.

mercoledì 27 gennaio 2010

Can you make it to the end of the deja vu?


Bene: io pensavo forse un argomento così scemo scemo scemo da non doverci spendere su nemmeno una riga, ma a quanto pare le speculazioni han travalicato i patrii confini, e così...
Afterellen ha fatto un articolo sulle due tizie del grande fratello (aka Veronica & Sarah, si dai che sapete chi sono.E nel caso, google è lì in alto a destra apposta) Parliamone: insomma, afterellen è bello frequentato, se lo leggeranno in tutto il mondo, no? E sono lì a parlare di Veronica. E Sarah. Dai che viene da ridere anche a voi. No che non sono una di quelle lebiche arrabbiate che pare (pare, eh! si cercano conferme! )girino per la rete chiedendo vendetta per una sacra- fantomatica-identità lesbica violata da queste due sciaquette che ci fanno solo e non ci sono, indegne sporcaccione, ma dai, Veronica, Sarah, afterellen, Italia, mondo!Mondo! Grande fratello italiano! Mondo!
Ciao internet, vado a tagliarmi i capelli così si che avrò di che ridere.

martedì 26 gennaio 2010

Fair enough


A me va bene, Lella Costa: sii un'icona gay. Colma il vuoto di quell'antipatica della Cuccarini (Lorella, tradimento!)Prenditi pure il posto vacante: non ti vestirai in maniera abbastanza ridicola, ma hai un gran cervello. Fair enough, insomma.
Qui il video (non so come, ma io riesco a non vederlo mmai che tempo che fa)

lunedì 25 gennaio 2010

Immagini dal Burlesb








Chiedo scusa, ma sono giornate piuttosto stressanti.
Le foto non sono mie, grazie Skinzu!

giovedì 21 gennaio 2010

Notizie sparse


Fotografia di Mooishi, modella: Tasha Tilberg.

#1, prima di tutto: la modella della foto è Tasha Tilberg. Su google troverete di sicuro delle foto più esplicative della sua bellezza, ma avendo un debole per la fotografia io ho optato per questa. Inoltre, la ragazza è stata scelta come immagine del post non per la sua bellezza (indubbia) ma perché, grazie ad afterellen, ho scoperto che è anche una persona molto intelligente (mancanza mia, ovviamente Etwas aveva più che chiaro chi fosse, è il suo campo).

#2: qualcuna di voi ha letto Patricia Corwell? Ecco, come vi siete immaginate Kay Scarpetta? Come Angelina Jolie? No, vero? E invece sarà proprio lei ad interpretarla nel film ispirato non ad uno ma a tutti i 17 libri della serie poliziesca. Il che vuol dire che indubbiamente ci sarà anche Lucy.

#3: diciamo grazie a Venezia che estende alle coppie gay la possibilità di fare richiesta per le case popolari, con l'unica clausola di dimostrare la convivenza.

#4: voi volete vedere questo film, fidatevi: Room in Rome.

(Si consiglia vivamente di seguire i link per una corretta comprensione)

mercoledì 20 gennaio 2010

A single man


Bellissimo. Dolorosamente, assolutamente bellissimo.
La regia è così perfetta da farti piangere. Le luci, la fotografia, i costumi, le musiche ,gli attori, la storia, tutto un pugno nello stomaco. Perfetto, questo è un film da distribuire nelle scuole (si, la mia campagna contro viola di mare non finirà mmmai. )

lunedì 18 gennaio 2010

Uomini & uomini/donne & donne

We accept her! One of us! We accept her! One of us! Gooble gobble, gooble gobble! We accept her! We accept her!

Mavia, io ho fiducia in te. So che quella cazzata con i vecchietti era solo un tastare il terreno, che uscire dal caldo e comodo seminato dei tronisti-tamarri-corteggiatrici-barbie-sgualdrina è difficile. So che la formula è collaudata, per carità, sono la tua prima adepta fra le 14.45 e le 16.15 (ovviamente se non mi addormento prima). Ma, Mavia, io ho fiducia in te. Portaci il trono gay, emancipaci oh Mavia. Insomma, non possiamo essere secondi a nessuno in quanto televisione trash. Gli americani hanno Tila Tequila (perrima!) e le gemelle bisessuali un cervello in due Ikki Twins, noi siamo ancora fermi ai litigi fra le signore del pubblico e la malcapitata di turno per la lunghezza della sua gonna. Mavia, portaci il futuro. Portaci le checche che scheccano e le lesbiche che si picchiano, il Moige che s'infuria per i baci gay alle tre del pomeriggio e le signore del pubblico che commentano l'esterna al Rha Bar.
Fai vedere a quelli del grande fratello che i loro strambi delle ultime edizioni son nulla, in confronto a quello che puoi fare tu. Scava nei meandri del Borgo, entra nei bagni del Coming out e portaci la nuova generazione, dimostraci che nulla è più trash di una scenata isterica fra checche isteriche, fatti pionera di un sogno, Mavia.
Sii la nostra nuova eroina (Lorella fatti più in là, brutta antipatica): we have a dream.

domenica 17 gennaio 2010

Signore, abbi pietà di loro, perché "non sanno quello che fanno"



Devo dire grazie a Gioventù Cristiana per avermi fatto sorridere, questa mattina. La mia casa da povero studente continua a dare problemi e il mio umore era seriamente compromesso già da ieri, ma mai disperare. Si può sempre trovare (via queerblog) una notizia come questa:

Il Mos (Movimento Omosessuale Sardo) pubblicizza a Sassari un Queer Party utilizzando un manifesto con l'immagine di Gesù (Il sacro cuore) che fuma. Altre volte aveva affiancato a Cristo due uomini nudi e aveva posto la Madonna davanti ad uno sfondo di preservativi. Gioventù Cristiana si indigna e pubblica un comunicato stampa in cui, oltre a chiedere la rimozione dei manifesti, si legge:
"Ancora una volta ci ritroviamo a denunciare situazioni di inaudita intolleranza nei confronti dei cattolici da parte di un gruppo che rivendica diritti e pretende il rispetto per le proprie opinioni. Ci chiediamo se tale gruppo voglia realmente un dialogo con la parte cattolica, [...].
Siamo passati dall'arme omofobia a quello della cristianofobia. Per questo chiediamo anche al Sindaco Gianfranco Ganau che più volte ha patrocinato a nome del Comune eventi del Mos, di questi attacchi nei confronti dei cattolici.

Ora, se devo dare la mia opinione, ritengo che la scelta dei manifesti fosse consapevolmente provocatoria, e pertanto non mi stupisco (e non credo dovrebbero farlo nemmeno al Mos) della reazione di Gioventù Cristiana, per quanto l'allarme di "cristianofobia" mi sembri decisamente eccessivo. Però, sempre personalmente (per quel che vale), non avrei utilizzato quel soggetto per il manifesto di una serata in discoteca, non tanto perché la religione, le immagini sacre, la blasfemia, ma si andava a toccare, sterilmente, una delle immagini dell'identità cattolica, e i sardi che qualcosa sanno di identità avrebbero dovuto saper fare di meglio.
Per questo ho scelto di non mettere come immagine del post il manifesto in questione, preferendogli la bandiera del Mos, geniale proprio perché piega un'immagine di identità all'espressione di un messaggio.

Diverso discorso invece per il sito internet di Gioventù Cristiana, nel quale il comunicato stampa è stato pubblicato e che ha scatenato una cascata di commenti sorprendenti e sorprendentemente divertenti (e, ancora una volta, grazie). Non ho resistito dal riproporvene qualcuno (giusto qualcuno), oltre al sempreverde Signore, abbi pietà di loro, perché "non sanno quello che fanno" già del titolo.
La pagina completa qui.

Carissimi fratelli vi chiedo di intervenire al più presto.
Il male si vuole divulgare, ma vi chiedo di non dare vita a tutto ciò.
Noi con il battesimo Siamo Re, Sacerdoti, e Profeti e come tali dobbiamo combattere con le armi dell’amore, invece con la Cresima siamo Soldati di Nostro Signore Gesù e per tale vi chiedo di riunirvi a noi per combattere questa battaglia nel Nome di colui Che a sconfitto la Morte con la Resurrezione . Pace e Bene a tutti Voi.

Credo che siamo di fronte a delle menti sature di tremenda illogicità mentale: soltanto menti “deformate” possono arrivare a tanto.
Io dico una cosa. Ma la Chiesa cosa avrà fatto di male agli omossessuali? E gli omosessuali perché sono contro la Chiesa e noi credenti? Ma cosa abbiamo fatto noi per subire questi attacchi pesanti?
Noi che gli omossesuali sono fratelli nostri li rispettiamo, non li attacchiamo con immagini sconcertanti di Santi con preservativi o uomini nudi con il Cristo… e con frasi e attacchi non indifferenti sulla Chiesa per il loro matrimoni gay. [...]

Che dire ! I gay chiedono tolleranza per la loro anti-naturalità e sono i primi a manifestare oltre che intolleranza anche superba sfacciataggine..

Povera gente, con una poverissima vita, incapaci di sentimenti che non siano di bassissima lega, dai quali loro sono animati.

Chiedere a chi compete la rimozione e la difesa della religione è scontata, tutti chiedono questo da varie parti rispetto, e noi non abbiamo diritto al rispetto? Dall’altra è necessario ricordare sempre gli avvisi di Gesù: Come hanno perseguitato me, così perseguiteranno voi, per causa mia!!!
E’ stato e sarà sempre così.

Alla faccia del pacifismo omosessuale!
Finalmente hanno buttato via la maschera da buonista per rivelare la loro vera identità diabolica e blasfema.

Per completezza c'è da specificare che qualche commento più intelligente e/o di diverso stampo è presente.