sabato 21 febbraio 2009

L'Ottocento secondo Sarah Waters



Corpetti, carnagioni pallidissime, cipria, gonne, gonne e ancora gonne, sottovesti, forcine, specchi, calze, scarpe col tacco, pettinature raccolte, capelli lasciati sciolti lunghissimi, grandi finestre dalle quali entrano quadrati di luce, macchie d'inchiostro, calamai, penne d'oca e pennini, mani bianche, bianchissime, dita lunghe, affusolate, dall'aspetto oltre che dal tatto morbidissimo. E poi candele, candelabri, ombre, tazze di tè, servizi di porcellana, fazzoletti ricamati, vestiti di velluto, di raso, di pizzo, decoltè su bellissimi seni, colli scoperti, lunghissimi colli scoperti. E, ovviamente, un'infinità di sesso saffico. La cameriera che si innamora della padrona, colleghe che si innamorano, baci nelle carrozze, sorelle che dormono assieme, amiche che dormono come sorelle, per il freddo, per il buio, per la paura, e mani che sfuggono, e baci che vengono. Ladre che con un colpo di spugna si trasformano in bellissime dame, dame vestite da gentiluomini, o solo da uomini. Castelli, palazzi, sale, ricevimenti, orli di vestiti che si sfiorano.
L'Ottocento secondo Sarah Waters si presenta così.


Si consiglia: Fingersmith, romanzo (titolo italiano: Ladra) e miniserie inglese; Tipping the velvet, pure romanzo (titolo italiano: Carezze di velluto) e miniserie inglese; Turno di notte, romanzo (che però, c'è da dire, non è ambientato nell'Ottocento, bensì negli anni quaranta del Novecento).

3 commenti:

Geco(l'amica della rana) ha detto...

senza recensione, amica! ricordati l'ottavo punto di quella lista..

Anonimo ha detto...

ho tovato x caso questo spazio. molto bello, davvero. complimenti e un saluto, anche se non c sentiamo piu da molto. j

etwas ha detto...

grazie per i complimenti...
ho risposto su msn, ma siccome sono paranoica e credo possa non arrivare,mi fa piacere risentirti!
e nel caso non ti sia arrivato tramite msn, hai la mia mail. un bacio