mercoledì 18 novembre 2009

Paranoid eyes


Fonte: afterellen.

Newsweek sostiene che i telefilm americani diffondano più che altro stereotipi del mondo omosessuale, citando ad esempio Glee, Grey's Anatomy, True Blood, House.
Personalmente trovo il dibattito sulla rappresentazione veritiera/stereotipata dei gay particolarmente sterile (come ben è stato detto, se in un film apparisse un personaggio negativo che è astronauta, difficilmente la categoria degli astronauti si lamenterebbe per l'onore ferito), ma anche a volerne discutere, non sono d'accordo sugli show su cui si punta il dito contro.
Non mi esprimo su House e True Blood che non seguo, ma tutto mi sembra tranne che in Grey's Anatomy Callie sia uno stereotipo, e così anche Arizona e Erica. Al contrario, l'intera storia è stata sviluppata con serietà e soprattutto personalità.
E per quanto riguarda Glee, giù le mani da Kurt. Cosa dovrebbe renderlo uno stereotipo? L'essere effeminato? Indovinate un po', i gay effeminati esistono. La passione per la moda? Semplicemente adorabile. E vi dirò di più, il discorso "moda" è abbastanza curato nell'intero telefilm (basta prestare un attimo attenzione ai vestiti di Emma, per rendersene conto) da non risultare uno stereotipo in Kurt. E poi, non può la passione della moda far parte di un personaggio gay senza renderlo automaticamente uno stereotipo? Sex and the city era uno stereotipo perchè Carrie aveva una passione per le scarpe?
Mi sembra ben più interessante il fatto che, ogni qual volta il personaggio di Kurt si trovi a situazioni delicate riguardo la sua omosessulità, si comporti sempre in maniera intelligente.
Sterile sterile sterile.
Più telefilm!

3 commenti:

Marta ha detto...

Kurt santo subito, punto.

PosterGirl ha detto...

Approfondimento, poichè "la partecipazione è vivamente consigliata".
Non ho mai seguito True Blood e quindi non mi esprimo, ma ho sempre seguito e seguo House. Eccezion fatta per una puntata nella quale la malata di turno era una lesbica alla quale la sua compagna (consapevolmente cornuta e ipocritamente generosa) donava un rene, l'unico personaggio gay (che poi gay non è, ma è dichiaratamente bisessuale -che a casa mia sono due cose diverse, ma accetto repliche) è "Thirteen", la quale nell'unica scena dal sapore vagamente lesbo seduce una ragazza in un bar e se la scopa, salvo doverla poi trasportare nel bel mezzo della notte in ospedale a causa di un attacco di convulsioni.
La domanda ora è: Newsweek trova stereotipate delle bisessuali che abbordano delle donne nei bar? O forse lo stereotipo sta nel farsi venire un attacco di convulsioni dopo una scopata con Thirteen?

Silvia ha detto...

Gaia, grazie davvero del commento, a parte riempire un mio vuoto, mi ha fatto davvero ridere di gusto!