martedì 14 aprile 2009

Citizen gay


Durante questi (sparuti) giorni di vacanza, oltre ad aver riniziato a studiare, essermi tagliata i capelli ( mi spiace, ma arrivavano alla base del collo! la base del collo! insostenibile!), aver guadagnato il più grande livido che le mie gambe abbiano mai visto ( stupidi froci, stupido pic-nic), ho finalmente finito di leggere Citizen Gay.
Non si può recensire, Citizen Gay, perchè sarebbe un po' come cercar di scrivere la recensione di uno dei testi universitari che affollano la mia scrivania: sono concetti, da assimilare, imparare ben bene, teorie ben fondate che vi saranno utili quando ( e purtroppo, per quanto si cerchi di evitarlo, capita) cercherete di confrontarvi con opinioni come i gay non possono avere diriti,i i gay non possono avere bambini, i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre, crescerebbero malati ed emarginati, va bene essere gay, ma fate le vostre cose in privato...Ecco, citizen gay vi darà l'oppurtunità di ribattere queste sedicenti idiozie, e non con argomenti come "l'ha detto la bibbia", ma con teorie sviluppate sulla base di 25 anni di ricerche, decisamente dunque un po' più fondate. Vittorio Lingiardi attraverso i 4 capitoli che compongono il testo ( etero/omo, omofobie, minority stress, famiglie), smonta di volta in volta fallaci luoghi comuni per sovrapporvi la scienza, e mostrare la realtà in tutta la sua cruda, crudissima evidenza: l'italia fa assolutamente schifo per i gay.
Leggerlo, purtoppo, accrescerà il vostro senso d'odio ed insoddisfazione nei confronti della realtà circostante, perchè il libro ben segnala come questa invisibilità forzata a cui le persone gay sono relegate ( e non si parla d'invisibilità in tv, o nel mondo della moda, ma di diritti e riconoscimento sociale), genera una certa dose di stress, che a lungo andare logora profondamente. Gutta cavat lapidem. Un esempio su tutti: lo psicanalista Mark Blechner ha provocatoriamente suggerito un esperimento cui le persone esterosessuali farebbero bene a sottoporsi: per un mese provare a non menzionare mai il marito/la moglie o i figli nelle loro conversazioni, a descrivere un'esperienza che hanno condiviso con il/la partner come se l'avessero vissuta da soli, a dire sempre "io" anche quando dovrebbero dire "noi". Fare insomma le cose che molti gay e lesbiche fanno per tenere segreta la propria omosessualità. Gli eterossessuali che hanno sperimentato questa condizione l'hanno trovato molto debilitante.
Eh, già.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono contenta che il tutorial ti stia stato utile e che il blog vi piaccia!
"E morì con un falafel in mano" mi incuriosisce proprio, ora lo cercherò tra videoteche e emule... grazie per la segnalazione!
A presto,
Giorgia

The Ant ha detto...

GRAAAAZIE (n°2) per QUESTA recensione. Credo che stasera farò un salto in libreria!
Grazie di cuore.

Marta ha detto...

ma no, grazie a te dei commenti! se non dovessi trovarlo in libreria,qui:
http://www.libreriauniversitaria.it/citizen-gay-famiglie-diritti-negati/libro/9788842814672
è in sconto.
per e morì con un felafel in mano, invece,non ci sonono problemi si trova facilmente on line.
io sono milanese, ma non sapevo nulla di questo proliferare di softball nella zona!
ma bisogna essere molto allenate per poter giocare?