lunedì 27 luglio 2009

Quel tesoro alla fine dell'arcobaleno


Prima di tutto, mi scuso per la mia presenza altalenante, ma al momento mi trovo in un posto dimenticato da dio e dalle telecomunicazioni e anche ad avere la pennina per internet (un padre programmatore fa sempre comodo), ci si riesce a connettere più no che si, e sempre ad orari improbabili. Ad ogni modo, spesso l'isolamento si rivela una cosa positiva, evitandomi ad esempio i consigli sessuali di un settantacinquenne, ma mi fa perdere anche le foto di Madonna a Madrid, e a me piace Madonna. Ma soprattutto, mi costringe a star lontana da questo blog. Per fortuna siamo in tre a tenerlo e col passaparola riesco più o meno ad essere informata sulle novità e i commenti, perchè, insomma, mi manchereste altrimenti.
Per fortuna, grazie a Geco e alla sua magica pennina tv, sono anche riuscita a vedere Over the rainbow. Che dire? L'avevo consigliato sulla base del trailer e ho trovato conferma nella visione integrale. Over the rainbow è molto corto e molto intenso. E' come far breccia sulla vita di due persone, spiare dal buco della serratura. Quel che si vede sono istantanee, complete e perfette, ognuna col suo carico di significato. La storia non si costruisce, è già lì, e la sensazione di "spiare" è data dalla veridicità di ogni gesto, delle parole, del loro modo di guardarsi. Non si può che immedesimarsi, condividendo il desiderio di maternità o anche solo un'idea di giustizia che non sa e non vuole "aspettare che la società sia pronta". Certe cose che vengono dette sono come un pugno nello stomaco, ma alla fine il documentario lascia commossi, felici per loro, speranzosi.
Quello che a me è piaciuto di più sono le precisazioni che di volta in volta Daniela e Marica facevano nel corso delle discussioni, dimostrando di non voler scendere a compromessi e di avere una forte, sana e orgogliosa coscienza di se stesse e del loro rapporto.

5 commenti:

Michela ha detto...

A me è piaciuto questo documentario-spaccato di vita!!
come aveva detto qualcuna la tv migliore è solo da una certa ora in poi...
non so se avete mai visto Pelle un documentario sui costumi sessuali più o meno trasgressivi trasmesso da all-music!
comunque complimenti alle protagoniste per il loro coraggio e la loro volontà :)

ciao

Federica/p.a. ha detto...

Allora, rispondo a Geco (scusa, non avevo letto) qui, visto che se ne parla ancora.
Io l'ho guardato giovedì -tra l'altro c'è sul sito della rai, se qualcuno non l'ha visto- e all'inizio ne sono rimasta entusiasta. Le ragazze sono simpatiche, e come non condividere le loro preoccupazioni e le loro difficoltà? Le viviamo tutte. Solidarietà al massimo per queste due donne tanto coraggiose da condividere momenti così privati. Però poi mi sono resa conto che è dal lato "umano" che il documentario mi piace molto. Solidarizzo, appunto. Ma come documentario in sè lascia un po' a desiderare: non tratta in maniera dettagliata nè degli ostacoli legali nè di quelli sociali. Li lascia un po' nel vago, mentre per un lavoro come questo, che punta ad educare oltre che a condividere, bisognerebbe che fossero più chiari... sembra che si rivolga ad un pubblico lgbt, che queste cose già le sa. Si intuisce che certe domande se le siano fatte, ma non ci dicono se e come hanno risposto, che è il vero punto della questione. Rimane l'indiscusso merito di aver messo in luce una situazione di cui non si parla mai o non interessa nessuno, e di averlo fatto con toni pacati, da "persona normale"... che è cosa di cui c'è ancora tanto bisogno.

the_frog ha detto...

Mi permetto di riportare il commento di The Ant, visto che l'argomento è lo stesso. Essendo piuttosto in fondo coi post rischiava di essere ignorato ^^

Eccomiiii!!
Mi scuuuso con voi per la latitanza (ultima settimana prima delle ferie = lavoro troppo), continuo a seguirvi quotidianamente senza riuscire a trovare il tempo e la forza per scrivere due righe...
Allora: io mi sono addormentata, poi svegliata a documentario già iniziato, ho provato a scuotere S. che dormiva accanto a me... ma niente da fare. Siccome dormiva troppo bene non me la sono sentita di insistere (sigh!). La mattina dopo in bagno mi ha interrogato: "E allora mi racconti?" "Cosa hanno detto?" "E poi?" - senza peraltro mai recriminare sul fatto che non avevo insistito per svegliarla... :D
A me è piaciuto tantissimo. Soprattutto ho rivisto tante cose nostre... Ho sorriso da sola nel buio, dimenticando il caldo opprimente, sorriso a certi discorsi e ai dubbi, agli interrogativi che sono anche i nostri ("non voglio padri, nemmeno ipotetici, tra noi" questo dicevo a S. qualche giorno fa).
Insomma, scoprire che siamo tante e diverse, ma in fondo 'comuni'... mi ha scaldato il cuore. E poi loro sono belle davvero. Così come TUTTE dovremmo essere. Felici e determinate.
Un sentiero tracciato. Questo mi pare che 'certe' maternità siano per noi... presto (che piaccia o no a quelli che benpensano) quel sentiero sarà una strada, visibile e chiara agli occhi del mondo...
Un abbraccio a tutte voi, ragazze!

PS: la nostra partenza per Copenhagen (buffo scoprire che hanno contatto la nostra stessa clinica!!) è purtroppo rimandata all'inizio del 2010 - causa lavoro... ;o)

The Ant

the_frog ha detto...

Ed ora rispondo per me. Federica, sono d'accordo con te, il documentario ha qualche pecca a livello tecnico e di chiarezza, ma secondo me i "toni pacati da persona normale" giustificano tutto ^^

The Ant ha detto...

x The_Frog: graaazie! In effetti non avevo pensato a postarlo (più opportunamente) qui il mio commento...

Trovo assolutamente azzeccate le "critiche" di Federica/p.a. e allora dico anch'io la mia: il documentario secondo me è VOLUTAMENTE un racconto piccolo, fatto più di domande che di risposte. Non posso certo parlare in vece di chi lo ha realizzato, ma mi sono chiesta anch'io il perché di tanta scarsità di informazioni dettagliate. E mi sono marzullianamente risposta che è proprio per lasciare a ciascuno/a le risposte che meglio crede che il tutto è stato pensato.
Come certe canzoni: brevi sprazzi di una certa realtà... e tu che stai lì a interrogarti su cosa volesse veramente dire l'autore. Poi un bel giorno non te nefrega più che tanto e scopri che ti piace quello che TU vuoi leggerci, dentro quel testo. Certe ballate, di contro, sono come le storie che raccontano i nonni, piene di risposte e spiegazioni... ma sono fatte per spiegare ai bimbi qual'è la strada da seguire, non per spostare la tua attenzione...
Opporc! Ho di nuovo scritto troppo, scusate.

Ancora su Ov. the Ra. dico: ora alè tutte noi in cerca di risposte a certe domande... perché c'è un po' di Daniela e un po' di Marica in tutte noi.
O no?