domenica 25 aprile 2010

La Liberazione, 65 anni dopo.


Vauro per Annozero, puntata del 22 aprile 2010.

Comprensibile e condivisibile cinismo del grande Vauro a parte, oggi è la festa della Liberazione. Revisionismo storico di Cirielli a parte, oggi è la festa della Resistenza e dei partigiani italiani, gli unici patrioti degni di tale definizione. La loro bandiera, stella rossa su sfondo bianco, rosso a destra e verde a sinistra, l'unico tricolore che porterò mai in manifestazione.
Oggi è il giorno in cui, per 24 ore, possiamo smettere di lamentarci dei diritti civili negati, perdonare i padri costituenti per aver ignorato le unioni omosessuali nel 1946, e ringraziare chi ha combattuto contro il nazifascismo per liberare l'Italia da Mussolini e ricacciare il "tedesco invasore".
Da cittadina di una repubblica democratica, pur con tutte le sue mancanze e contraddizioni, sono grata a chi in quel tempo ha deciso di non abituarsi al regime, rifiutando una tessera che assicurava una relativa serenità, e scegliendo invece di rischiare la vita per combatterlo. Da omosessuale in una repubblica democratica non posso non ricordare la persecuzione di centinaia di migliaia di omosessuali, bollati col triangolo rosa nei campi di concentramento nazisti. Lo scopo della salvaguardia della razza ariana ha limitato questo sterminio ai soli tedeschi, ma la presenza delle associazioni glbt ai cortei del 25 Aprile è importante e doverosa. A Cagliari tra le bandiere rosse e quelle delle Brigate Garibaldi c'erano anche le magliette di Arc. A Bologna, a vent'anni dalla sua inaugurazione, non è mancato l'omaggio al monumento in ricordo delle vittime omosessuali del Nazismo.
Chissà se oggi i partigiani sarebbero contenti dell'uso che abbiamo fatto della libertà per cui hanno dato la vita. Nel dubbio, buon 25 Aprile a tutt*.

3 commenti:

Barbara ha detto...

Sono d'accordo col nonno, ce ne vorrebbe un altro, di 25 aprile. Dovremmo fare un accordo con Obama: due liberazioni ogni secolo, perché poi i fascisti ricrescono, come i peli.

Geco(l'amica della rana) ha detto...

Mmm, non credo che chiederei ancora man forte agli Usa...stiamo ancora pagando il conto in servitù/ servilismo dopo l'ultima volta...

Barbara ha detto...

Anch'io penso che gli Stati Uniti siano il paese peggiore possibile, a parte tutti gli altri che sono ancora peggio.

Mi farei liberare volentieri dalla Svezia e dalla Norvegia ma, come dire, gli stati non sono numeri reali e le opzioni sono (ed erano) finite.