martedì 1 dicembre 2009

A qualcuna piace donna

(In foto: Paola Concia e la collana hawiana che avremmo voluto anche noi per il Pride)

Il partito democratico ha anche un canale televisivo online, youdem, con una trasmissione a tematica gay: O'. Qualche giorno fa la sesta puntata (intitolata, come questo post, A qualcuna piace donna) cercava di affrontare il tema del lesbismo in Italia. In studio Paola Concia, Daniela Maiorca, Daniela Bellisario, Ricarda Trautmann. In collegamento telefonico, Delia Vaccarello.
Mi aspettavo qualcosa di più.
In sostanza la trasmissione risulta annacquata un po' come il PD, con la tendenza a non andare nè da una parte nè dall'altra, il momento della marchetta (ad un certo punto davvero imbarazzante) e una discussione un po' sfiancante (fra i punti toccati, di nuovo la contrapposizione tra scelta omossessuale ed innamorarsi della persona, di nuovo le lesbiche come fantasia dell'uomo etero, incredibilmente la presunta antipatia fra gay e lesbiche).
Non che ci sia qualcosa di esplicito da criticare (a parte gli interventi ilari di Daniela Maiorca), ma nel complesso la trasmissione è stata mal condotta, dando l'impressione di una conversazione informale o, meglio, di mancanza di serietà, con la sola eccezione di Daniela Bellisario (c'è da dire però che Delia Vaccarello non vi ha realmente preso parte, sia per l'assenza in studio che per problemi di collegamento, e che la partecipazione di Ricarda Trautmann era resa difficoltosa dallo scarto linguistico).

5 commenti:

Federica/p.a. ha detto...

Che scatole questa storia che lesbiche e gay dovrebbero odiarsi! Uff... non si contano più i miti che odbbiamo sfatare!

Barbara ha detto...

In che senso contrapposizione tra scelta e omosessuale e innamorarsi della persona? Di solito questa storia di innamorarsi della persona si tira fuori o per i bisex oppure per "giustificare" il comportamento dell'omosessuale che si innamora di una persona "nonostante" sia dello stesso sesso. Qui in che senso era inteso?

Etwas ha detto...

Daniela Maiorca (la regista di viola di mare) sostiene che il suo film non parli delle amore fra due donne, ma dell'amore fra due persone. che le etichette gay/ lesiche/ etero non servono, perchè tanto ci si innamora delle persone. bah! quindi per chi si innamora di una persona nonostante sia dello stesso sesso. bah
la trasmissione dura 50 minuti,ed è piuttosto ilare....

Barbara ha detto...

Mmmh... penso che questa idea di innamorarsi della persona nasconda un'omofobia che ormai non è più necessariamente latente... a me questa cosa viene in mente quando conosco un uomo che mi piace. Penso "mi piace come persona". Di una donna non ho mai pensato "mi piace come persona", ma mi piace e basta.

Barbara ha detto...

Un'altra cosa che mi viene in mente è, è odiosa questa storia di riferirsi all'amore tra due donne come amore tra due persone. Come se fosse impossibile innamorarsi di una donna in quanto tale, e allora deve esserci qualcosa oltre, che va al di là.

Mi ricorda un po' le costruzioni culturali maschili, in cui il modello è l'uomo che si innamora della santa (degli aspetti spirituali), oppure è attratto dalla puttana. Non sia mai che apprezzi la donna così com'è, che si allontana da questi due "ideal-tipi". Se al posto dell'uomo mettiamo un'altra donna, allora l'unica attrazione che ci può essere è spirituale (quindi la persona), perché l'altro ideal-tipo viene scartato per presunta incompatibilità fisica (?!?!). Anche in questo caso è impossibile che una donna si innamori di un'altra donna per come è, in tutti i suoi aspetti.

Insomma fondamentalmente penso che sia un retaggio della misoginia, cioè della difficoltà ad accettare / apprezzare le donne per quello che sono, senza incanalarle dentro stereotipi...