martedì 6 luglio 2010

Nuestros derechos no son negocio


Ebbene si, sono stata al Pride di Madrid. Orgullo, per la precisione, che gli inglesismi si sa, lì non sono ben accetti.

Gli amici rimasti in patria, che eccitati chiedevano resoconti all'altezza delle aspettative, sono rimasti un po' delusi. Motivo per cui ho aspettato fino ad oggi di chiarirmi le idee prima di raccontare questo immenso Gay Pride anche a voi. Immenso è senz'altro la parola chiave: 56 associazioni nel comitato organizzativo, 35 carri, più di un milione di manifestanti, senza contare la folla accalcata ai lati del percorso, arrampicata sulle impalcature dei cantieri, affacciata seminuda ai balconi dei palazzi. Ritrovare in quella bolgia gli altri membri del gruppo Arc goes to Madrid è stata un'impresa e neanche totalmente riuscita.

Partito intorno alle 18,00, la coda del corteo sarà arrivata a destinazione verso le 23. Voltaren emulgel, vero protagonista del mio Pride, mi ha tenuto in piedi in quelle ore di camminata. Numeri a parte il corteo era un corteo. Quello che fa dell'Orgullo di Madrid il più importante Gay Pride europeo è tutto il contorno. E' la vista di tante coppie omosessuali in giro per la città, e non solo per il quartiere gay Chueca, nei giorni precedenti e successivi al Pride. E' la bandiera rainbow che domina la città, esposta da tutti, ma proprio tutti gli esercenti di Madrid. Sono i concerti, gli spettacoli e le feste nei locali, ma più fuori dai locali, che ogni notte per giorni tengono svegli i madrileni, volenti o nolenti. Ed è anche il giro di soldi, si stima di 42 milioni di euro, generato dalla manifestazione in un solo weekend. D'altronde credo sia ben chiaro agli spagnoli quanto il turismo gay li stia aiutando ad uscire dalla crisi.


Chi l'ha capito anche meglio degli altri è sicuramente Mr. Mc Donald. Due dipendenti della multinazionale infatti quel giorno, al posto di panini e sorrisi, distribuivano ventagli rainbow ai manifestanti, lanciandoli dal cornicione del fast food lungo il percorso. Davanti la famosa M e la scritta Orgullo 2010, dietro l'elenco delle vie in cui trovare gli altri punti vendita della ditta in città. Sia chiaro, la solidarietà fa sempre piacere, vedere la nostra bandiera esposta ad ogni angolo di strada da ristoranti, bar, negozi, uffici, centri di ricerca, agenzie immobiliari, e chi più ne ha più ne metta come direbbe mia madre, è una cosa che appena scesa dalla metro dà una sensazione di protezione impagabile per chi deve fare i conti tutti i giorni in Italia con notizie di ordinaria omofobia. Però forse se non avessi visto quei ventagli non avrei realizzato bene neanche il senso degli striscioni del Bloque Orgullo Critico appesi ad alcune finestre di Chueca: uno dà il titolo a questo post, gli altri, tutti uguali, recavano la scritta Orgullo sì pero no asì.

Non so se sia stata questa presa di coscienza, che poi è un po' la scoperta dell'acqua calda se vogliamo dirla tutta, a far si che i miei racconti del Pride abbiano rincuorato gli amici invidiosi della mia partenza. Forse c'è di più. Forse anche sentirmi rispondere che in Spagna non esiste un'associazione delle famiglie omogenitoriali, mentre la cercavo in testa al corteo, ha fatto la sua parte. Chissà poi se è vero, il carro delle familias diversas c'era, ma loro erano lì per mostrare la propria realtà familiare al mondo, non per chiedere diritti o riconoscimento alle istituzioni. Quelli, loro, li hanno già. La visibilità, essere accettati dalla società è importante, il Pride non è mai superfluo, però..però. Però il Genova Pride dell'anno scorso mi aveva emozionato di più. Il gesto di solidarietà di una passante che applaude alla vista della manifestazione, un gesto per nulla scontato e totalmente gratuito, vale molto più della strizzata d’occhio del Mc Donald's. Manifestare per i miei diritti negati è qualcosa che mi è mancato all'Orgullo. La sensazione era più quella di una festa che non quella di una protesta, e io ho sempre difeso il Pride dalle accuse di carnevalata, perché credo nella sua essenza di rivendicazione di diritti. Questa essenza giocoforza si perde quando quei diritti li hai già raggiunti. Per questo trovare questo adesivo


alla fine del percorso in un certo senso mi ha fatto piacere. Mi ha permesso di rifocalizzare l'obbiettivo, lo scopo della mia presenza a Madrid.

Per il resto, mi porterò dietro questo ricordo..sono pur sempre stata al Pride di Madrid, per dio! Ma averlo visto una volta per me può bastare, Madrid mi rivedrà in altre occasioni, magari meno agorafobiche. Finché gli omosessuali italiani non dovranno più invidiare gli spagnoli, il mio ginocchio si infiammerà nel mio Paese.

ps: sparata finale a parte, provate a propormi il Pride di Stoccolma e vediamo dove finiscono i miei propositi patriottici.

14 commenti:

Barbara ha detto...

beh i tuoi propositi patriottici però sono credibili... non ha molto senso continuare ad andare a sfilare senza reclamare diritti in un paese in cui quei diritti ci sono già, quando si vive tutto l'anno in una realtà così diversa. È un po' come andare al cinema a vedere un film disney a lieto fine per dimenticare le cose brutte della vita...

detto questo, McDonald's che distribuisce arcobaleni significa che, sì, sono proprio arrivati, e non c'è più nessuno da "convertire alla causa" (a parte qualche marginale frangia di nostalgici incalliti). Sarebbe fico considerarlo un indicatore per fare confronti internazionali tra paesi (mi immagino le timelines che si sovrappongono: distribuzione arcobaleni McDonald's, Spagna, 2010)

LaVero ha detto...

Io so che ogni hanno l'orgullio espanol sceglie un tema,2 anni fa era la visibilita' lesbica, l'anno scorso era contro l'omofobia nelle scuole, quest'anno il riconoscimento dei diritti dei transessuali.
Nonostante hanno alcune leggi che li/le tutelano c'e' ancora tanta strada da fare e so di certo che non si sono rassegnati.
Le leggi ci sono, ora c'e' da cambiare la mentalita' tradizionalista spagnola di tante persone che ancora vedono l'omosessualita' come un problema.
Qual era il tema del Gay pride italiano di quest'anno? se non sbaglio quello del Roma pride era "ogni bacio una rivoluzione" ma che rivoluzione???

Etwas ha detto...

per quello milanese era "ora ne abbiamo abbastanza", per quello di napoli se non erro "alla luce del sole" a madrid i volantini sul pride e l'omofobia a scuola c'erano già quando andammo noi, ad aprile (abbiamo la foto da qualche parte)

Geco(l'amica della rana) ha detto...

si, el orgullo di quest'anno era dedicato all'igualidad trans...è un tema importante, il pride di roma infatti è stato molto criticato e boicottato per la scelta "intimista" di celebrare i baci(???).
Il manifesto politico dell'orgullo spiegava molto bene le mancanze e le richieste rispetto alle condizioni delle persone trans. L'unica cosa che ho notato è che i manifestanti non sembravano molto coscienti di essere lì per quello. Non c'erano cartelli o striscioni che riprendessero il manifesto politico, non c'erano carri che leggessero qualcosa al riguardo...ho letto giusto qualche slogan sui pochi carri non delle discoteche di chueca: politica para TRANSformar e TRANSformando la familia. E all'arrivo concerto di Kylie Minogue..
io pensavo ai cartelli e alle magliette di genova, al carro dell'agedo e a quello dell'associazione certi diritti che col megafono spiegava come partecipare al progetto di portare in corte costituzionale i matrimoni gay, a lella costa e agli altri interventi alla fine del corteo. Ho solo avuto la sensazione che il mio posto fosse più quello, ma so bene che anche in spagna c'è ancora bisogno di pride!

Anonimo ha detto...

Io sono stata al pride di roma e l’ho trovato disorganizzato e squallido, non si è quasi parlato di diritti ne negli slogan ne nei discorsi alla fine, e quando lo hanno fatto sono riusciti a tirare fuori delle banalità imbarazzanti…per non parlare dei carri e della musica che erano veramente pessimi. La sensazione è stata che la mancanza di un obiettivo abbia dato troppo spazio all’esibizionismo dei singoli..che secondo me va bene fino a un certo punto.
Qualche anno fa invece la mia ragazza e io siamo andate in Svezia proprio nel periodo del pride, ma lo abbiamo scoperto solo una volta a Stoccolma e avevamo già programmato di andare fuori città proprio nei giorni dei festeggiamenti… ci era dispiaciuto, eravamo ancora giovani e disorganizzate..:-(
Martina

Geco(l'amica della rana) ha detto...

io ho letto la lettera di protesta delle associazioni che avrebbero dovuto partecipare all'organizzazione del pride di roma e che poi hanno preferito aderire al nazionale di napoli. pare che a furia di escludere le posizioni differenti e più politiche/consistenti, siano rimasti in 4 a organizzare il roma pride: Di’Gay Project(imma battaglia), Arcigay Roma, Gaylib Roma e Azionetrans. Speriamo abbiano imparato la lezione in vista dell'europride....

Geco(l'amica della rana) ha detto...

se qualcuno di voi volesse leggere il documento di non adesione al roma pride..si capiscono meglio le ragioni del flop descritto anche da martina..

http://orgogliosamentelgbtiq.blogspot.com/

Etwas ha detto...

i miei genitori hanno partecipato al pride di Londra. erano lì, han wisto la manifedtazione passare, si sono accodati. al pride di londra partecipawa sindaco della città medesima e sidacato dei poliziotti gay. sigh

Parole_alate ha detto...

Com'è stato??? Dettagli, per favore, sono tornata da londra giusto due giorni prima e sono ancora abbattuta...

Barbara ha detto...

A proposito di Londra, ieri il mio team leader londinese ci ha raccontato che una volta aveva nel team aveva un esperto di informatica molto bravo che ogni tanto andava alle riunioni coi fuseaux e i girocolli. Dopo un po' l'ha chiamato per chiedergli se poteva fargli da testimone di fronte allo psicologo prima dell'operazione di gender reassignment. E lui, con la sua solita aria isterico-paranoica da workaholic "sì ma basta che ci consegni il lavoro che siamo indietro!". Va beh non dico altro. Insomma non ho mai saputo di trans "integrati" nella "normale" società. Magari prima o poi ci faccio un post.

Etwas ha detto...

@ parole alate: eh, mi sono dimenticata di specificare che non era quest'anno, ma nel 2005. se lo sono goduto molto, comunque, impressionati dalla quantità di persone e soprattutto dalla presenza del sindaco. sono anni che cerco di portare mia madre al pride di Milano, ma nulla. ci voleva il carroarmato rosa a londra per farla scendere in strada

Anonimo ha detto...

a proposito di Pride, guardate che bella campagna hanno realizzato in irlanda per la marriage equality
http://www.youtube.com/watch?v=9481f8T23_0&feature=related

F.

Geco(l'amica della rana) ha detto...

la conoscevo, è geniale. E' davvero assurdo, ma ha centrato il punto

dark side of pop ha detto...

Bel resoconto!

E bello il benvenuto del patronato de turismo, altro che i cazzo di archi dorati!