giovedì 22 ottobre 2009

Punti di vista


Io non sono stata in Irlanda. Non ho visto il suo cielo la scorsa settimana, ma il soffitto della mia stanza e lo schermo di un cinema. Nel soffitto, una chiazza di pioggia dell'inverno passato. Nello schermo, Viola di Mare.
Ho sentito pareri discordanti su questo film. Bellissimo per me, una cagada 'e film per la capofila di una carovana di lesbiche nella mia stessa sala. Non so dirvi dove stia la verità. Ma io sono proprio sicura che sia bellissimo. Lo so perchè a distanza di due giorni ancora ci penso. Perché dopo il cinema, prima di addormentarmi, ho risentito i dialoghi nella mia testa. Perché sono rientrata a casa fischiettando Sogno. Perché se ripenso allo sguardo fiero di Angela nel finale mi tornano i brividi. Lo so perchè il mio cervello mi ha sempre difeso dai brutti film ruba biglietto resettando anche la trama. E stavolta non l'ha fatto.
Viola di Mare è un pesce ermafrodita che nasce femmina, ma per necessità ad un certo punto della vita si trasforma in maschio. I siciliani anticamente lo chiamavano Minchia di Re, e questo è il nome che Giacomo Pilati ha scelto per il suo romanzo, nel 2004. Il primo nome invece, più romantico, è il titolo della versione cinematografica.
La principale critica al film che ho sentito finora è che la storia non sia realistica. Ma la fantasia degli autori si è concentrata soltanto sul contorno. Quello che colpisce più del bello mentre si guarda il film è sapere che quasi 150 anni fa nell'isola di Favignana in Sicilia visse una certa Pina, possidente di un palazzotto ottocentesco ancora in piedi, che fece cambiare il proprio nome all'anagrafe in Pino, divenne il potente curatolo di una cava di tufo, sposò una donna e mise a tacere col potere della sua posizione tutto il paese. Paese che ancora oggi non racconta niente di più sulla vita di questa donna omosessuale nata fimmina nel 1868 e morta masculo 100 anni esatti dopo.
La forza del film è già in questo, nella consapevolezza in chi guarda che sia successo nella realtà. Finanziare un progetto simile nell'Italia di oggi come ha fatto tra le altre la Cucinotta è stato un gesto coraggioso, perché il messaggio è uno di quelli belli potenti e non deve diffondersi troppo. L'amore tra due donne ha sconfitto legge e morale già nell'ottocento in un paesino siciliano, riuscendo a strappare persino un matrimonio in chiesa con una mascherata che salvava giusto la facciata. E noi più di un secolo dopo, ancora ci azzuffiamo nei salotti della televisione mentre il pubblico a casa decide se sia o meno opportuno concedercelo. Il coraggio di investire dei soldi in un film che racconta questo è dimostrato dal fatto che nella mia città, che conta 3 multisala e vari cinema d'essai, nella prima settimana dall'uscita, Viola di Mare è proiettato in un'unica sala e in un unico orario al giorno.
Il contorno, sceneggiato da una squadra di donne assieme all'autore del romanzo e diretto da Donatella Maiorca, dà alla storia la bellezza che merita. Sara e Angela (Pina), i paesaggi, le musiche di Gianna, tutto questo vi porterà dentro il film e vi ci terrà per giorni. E vi farà sopportare i salti mortali da una scena all'altra con cui la regista ha provato a far stare un romanzo in 110 minuti.

16 commenti:

skin ha detto...

mi pare sia uscito il 15 ottobre se non sbaglio...e in tutta la provincia di venezia o di treviso non sono riuscita ancora a trovare un cinema...multisala o schermo da sagra che lo trasmetta :(
spero di poterlo vedere prima o poi....

Barbara ha detto...

Ok. Quindi se ho ben capito è un film da vedere. Non una ma due, tre, quattro volte. Per diversi motivi.

(Per la cronaca, sono a Stoccolma. Per la cronaca, oggi la Chiesa Luterana ha approvato il matrimonio religioso tra persone dello stesso sesso. Cosa manca per la piena e totale uguaglianza, mi chiedo.)

Geco(l'amica della rana) ha detto...

@ skin: che tristezza..
@ Barbara: io vorrei rivederlo almeno un'altra volta..

Se a qualcuna il film non è piaciuto, non tema di offendermi scrivendo qui le ragioni! si, è probabile che mi metta a piangere, ma sono anche curiosa di capire cosa non ho notato..cosa passa tra un "bellissimo" e una "cagata"!

Michele ha detto...

è solo un gioco fra me ed etwas: POIANEEEEEE

Federica/p.a. ha detto...

Geco, il tuo resoconto mi ha fatto correre su mymovies per cercare il cinema più vicino! Ma secondo te e secondo chi lo ha visto... piace solo alle ragazze (perlopiù lesbiche) o può risultare interessante anche per i ragazzi? Lo so che è una domanda un po' scema, è che ci vorrei andare con un amico, ma non vorrei mai che si annoiasse o fosse poco coinvolto...

The Ant ha detto...

Geco: la tua prosa mi incanta.
Per questo e non solo cercherò di andare a vedere Viola di Mare appena possibile.
Grazie!

Geco(l'amica della rana) ha detto...

nella mia sala c'erano anche coppie eterosessuali giovani e non. Non ho capito se sia piaciuto però. Ieri sono andate anche etwas e the frog e alla prima non è piaciuto (sigh) mentre a silvia si. E' un film drammatico, ambientato a fine '800, con una buona recitazione e un bel cast (tra gli altri, ennio fantastichini e la cucinotta). C'è uno spaccato di Sicilia del tempo,con la famiglia patriarcale e un padre\marito dispotico, un paesino in cui tutti gli uomini sono impiegati nella cava, il curatolo che ha il potere "di farli abbaiare" se vuole, la famiglia potente che comanda anche il parroco, il silenzio della gente su un fatto inaccettabile perché comunque l'apparenza è salva e l'obbedienza è totale. In alcuni punti può sembrare esagerato, ma in una realtà poco regolata dalle leggi dello stato e molto dalla volontà di un potente, tutto è possibile.
Fammi sapere come lo trovi!

Geco(l'amica della rana) ha detto...

The Ant..grazie.. se non ti piacerà mi sentirò molto responsabile..

Michele ha detto...

io il film non l'ho visto e nemmeno lo andrò a vedere, salvo un divx fra qualche mese in un pomeriggio invernale. tuttavia credo che sia fin troppo pubblicizzato come "film per pubblico di lesbiche" e su questo ci hanno mangiato sopra, vedi el protagoniste che si baciano sul red carpet a Roma (e poi ci si lamenta di tutte quelle statunitensi che inneggiano alla loro sessualità/pubblicitaria) e alla colonna sonora con la Nannini che non ci sta a fare un cazzo in un film con ambientazione locale e temporale di quel genere..

Etwas ha detto...

@ Michele
sottoscrivo in pieno

@ Barbara
ho già iniziato a dare un'occhiata agli ostelli di Stoccolma, quella voglio sia la mia prossima meta!

Geco(l'amica della rana) ha detto...

e che musiche dovevano mettere, il suono del marranzano? (strumento siciliano da tenere tra i denti)

Vio' ha detto...

Scusate ma colonna sonora della Nannini non significa "album della Nannini ficcato nel film" è solo musica, non ci sono parole, non si sente Gianna che canta come nel trailer. Tra l'altro quella di inserire quel tipo di musica è una scelta ben precisa e finalizzata ad attualizzare il film, a velocizzarlo. Avreste preferito le musiche stile "Elisa Di Rivombrosa"?...

Etwas ha detto...

ma erano messe a caso! c'erano scene con solo il fruscio degli ambienti, e scene in cui ta daan, partiva della musica. a caso.

Geco(l'amica della rana) ha detto...

ahahah! noi non l'abbiamo notato, ma l'ipod dimenticato acceso mi ha fatto pestare!

porsch ha detto...

ripeto: il film è un romance, non un novel.
chi critica dicendo che la storia non è realistica evidentemente non ha in mente questa differenza ^.

i difetti del film sono altri.

Anonimo ha detto...

Avevo detto che non vi avrei più mollato e infatti invece di studiare sono qui a leggermi il vostro blog...

Comunque ecco, questo è un post di ottobre 2009, pensate che dalle mie parti il film non è ancora stato proiettato! L'unica proiezione ci sarà il 28 Gennaio nel piccolo e purtroppo poco frequentato cinema del mio paese (ebbene sì,città sarebbe esagerato coe termine...)

Detto questo, ovviamente non mi perderò l'appuntameto data l'unicità dell'evento e la lunga attesa :)

AB