mercoledì 11 gennaio 2012
I like girls because breasts
Il sonno della ragione genera miscellanee:
Autostraddle sul possibile coming out di Gaystew
Afterellen e il casting per il cast di The Real L Word tre. Perplessità
Shit straight girl say to lesbian: uno, e due
Nuova iniziativa italiana: diversamente uguali.
E' riniziato Pretty Little Liars e per ora è noiosissimo. Però potrebbe tornare Maya, l'amichetta di Emily. ah beh, allora tutto perdonato.
Harmony in salsa lesbica, Tierra de Lobos
via Soft Revolution is pornography draving men crazy?
Tavi ha intervistato David Sedaris. La odio (con molto affetto però).
Sempre da Rookie, girl first kiss (è impossibile odiarla, in pratica)
Sito interessante, Jezebel
Telefilm da guardare, two broke girls (grazie acrobat)
Antonella lo Coco su Afterellen. Tremate.
Tumblr: girls in underwear
Oh, un porcellino d'india!
venerdì 23 dicembre 2011
How to be a dyke, lesson two: femme, femme, femme!
Punto primo: la gonna. Non una minigonna, non robetta di jeans raffazzonata e inguinale, ma una bella gonna la ginocchio, ampia, magari a pieghe, magari con una bella stampa floreale, ancor meglio in pizzo. Se loro avevano la canottiera come totem, voi avete la gonna. Chiaro e semplice.
Meglio della gonna, meglio di qualsiasi camicietta in pizzo: vestiti. vita segnata, gonna ampia, tessuti sopracitati. Lunghezza al ginocchio, che siete signorine bene.
E ricordate:
Prossima (ed ultima) puntata, il connubio: Tomboy femme.
E nel frattempo, Buon Natale!
lunedì 19 dicembre 2011
Billy, don't be an hero
La foto di Ellen Page in Super l'ho presa da qui
Questo post non sarà particolarmente sulla notizia perchè la notizia (o meglio le notizie), sono se non della scorsa settimana ben più vecchie, ma hey, la scorsa settimana a me funzionava un occhio su due, facciamo che va bene lo stesso?
Non poter leggere/ usare il pc/ nemmeno riuscire a guardare lo schemo è una bella rottura. In compenso ho pensato tantissimo, giusto per tenermi compagnia. E ascoltato molto, video che non potevo vedere. Tipo questo.
Che poi ho visto.
E forse era meglio se avessi continuato a farmi leggere le notizie del giornale da the frog.
La prima considerazione che mi viene da fare è che la Bachmann non sembri ne così sorpresa, ne così sconvolta come ci piacerebbe pensare. Ovviamente è basita ( f4 basita, per gli intenditori), ma questa è un'ovvietà . E poi, cosa avrebbe dovuto dire: ta ghe resun bagaet, mo la smeto?*
A me spiazzano anche i bambini che mi chiedono: perchè regali le caramelle? E le caramelle non sono nemmeno un argomento che mi sta così tanto a cuore. In seconda battuta, gran tristezza la madre che lo spinge e lo incalza. Non che la Bachmann non si meriti qualcosa di più di un calcetto nei denti, ma mi piacerebbe vedere il buon senso degli elettori assestarle quel calcetto, non un bambino di otto anni recalcitrante e intimidito.
E ho poi ho rivisto questo video, di cui si era già parlato qui (e stranamente, insospettabilmente, se n'era parlato bene). Ma: primo, non aveva l'irritante, urticante titolo two lesbians raised a baby and this is what they got, secondo, ero nel mio periodo di tesi, aka quattro mesi d'instabilità emotiva costante e perpetua. Rivederlo ora, con quel titolo fastidiosissimo, fa solo innervosire.
E' l'effetto primo della classe, ben raccontato da Elena qui.
Un gay non è mai un gay, ma tutti i gay del globo messi assieme, pregi difetti inclusi in un comodo formato tascabile 160 centrimetri per 52 kg avvolto in taffetà rosa.
Un bambino figlio di coppie omogenitoriali non è mai un rompipalle di quattro anni che vuole giocare giocare giocare, ma sempre la prova del nove della bontà (o meno) di una famiglia atipica.
Una tizia che rilascia strambe dichiarazioni ad opinabili giornali non è mai un caso clinico sé stante, ma tutte le lesbiche messe assieme nella loro collettiva follia.( per quelle in carne con i capelli lunghi e un genitore non famoso non abbiamo ancora deciso che etichetta appiccicare).
Il problema? Al solito, la mancanza di visibilità.
Agli onori delle cronache salgono sempre i casi esemplari, quelli che, nel bene e nel male, raccolgono milioni di visite su youtube e riescono a strappare un titolo strappalacrime anche a Studio Aperto. Come questa storia qui,vera o falsa non si è ancora capito, che comunque s'è meritata dieci minuti di ovvietà con sottofondo del valzer del Favoloso mondo di Amelie.
La soluzione? Al solito, essere più visibili tutti. Raus poiana, raus.
* in milanese: hai ragione ragazzino, adesso la smetto.
Cose a caso:
Scovato tramite Soft Revolution, xoJane
Mancano due giorni due all'uscita di the girl with the dragon tattoo, Fincher's edition. Per quanto Noomi Rapace resterà sempre l'indimenticabile Lisbeth del mio cuore, il remake americano ha questa canzone nella colonna sonora. Mica cazzi.
Non sono divertenti come i recap di The Real L Word ma ci andiamo molto vicini: Autostraddle riassume Glee.
Tumblr tumblr tumblr, the invisible femme.
H&M, oops i did it again! belle fanciulle asiatiche per tutte anche quest'anno.
venerdì 25 novembre 2011
How to be a dyke, lesson one

Foto presa da qui
Ho un'amica, chiamiamola Gaia (no, non è questa Gaia). Gaia è lesbica e da diversi anni porta i capelli corti (decisamente corti) che, sicchè beata lei è dotata di un minimo di manualità, si taglia da sola. Una mattina arriva il consueto appuntamento con la regolatina delle punte, ma quella mattina, purtroppo, Gaia ha troppo sonno per rendersi conto di quello che sta combinando e dove lo sta facendo. Allora Gaia fa un buco. Siccome i buchi, quando i capelli di base sono corti in partenza, è difficile dare una sistemata, Gaia decide di affrontare la situazione con un cipiglio denso di coraggio: prende in mano la macchinetta per rasare i capelli, la setta su un onorossimo 5 mm, e trasforma il danno in una cresta molto molto hip.Ora, questo accadeva un martedì (mi pare).
Il venerdì della stessa settimana Gaia e la sua acconciatura sono uscite per andare a ballare, e sapete cosa è successo? Gaia ha rimorchiato, è stata fotografata per immortalare tutta la sua dykness, Gaia è stata una perfetta lesbica, quella sera. Cosa ci insegna la storia di Gaia? Che talvolta essere stereotipo paga. Prendete queste due ragazze:

Link! Link!
Sono lesbiche, nevvero?
Errore!
E' solo il taglio di capelli che trae in inganno.
Ora, se non avete nessuna intenzione a- di rasarvi i capelli b- di tatuarvi c- di farvi dei piercing in tutta fretta e d- diventare vegetariane (controindicazioni, nell'ordine a- quando ricrescono ve ne pentirete. giuro. Niente è peggio di un taglio asimmetrico che cerca di tornare pari. Solo la nuca rasata è indolore. b- non ci sono controindicazioni c- restano i segni, eccome d- come lo dimostrate? ) quello che dovete fare per attirare l'attenzione di altre lesbiche è vestirvi da lesbiche.
I am a cliché I am a cliché! I am a cliché I am a cliché ! I am a cliché you've seen before!I am a cliché that lives next door!I am a cliché,you know what I mean, I am a cliché pink is obscen!
Ecco una rapida guida per vestirvi come si presuppone si vesta una lesbica incallita, e tornare a casa in compagnia di venerdì sera: (i collage li ho fatti tutti io con polyvore e poi ritagliati col mio nuovo amico, il comando "ritaglia" di anteprima)
Ovvio, no? La canottiera. Cosa c'è più da lesbiche di una sana, bianca canottiera? Perfetta per mettere in mostra i tatuaggi di cui sopra. Economica, utile in tutte le stagioni, tinta unita o righe. La canottiera è un evergreen che non delude mai.
La camicia è da tenersi aperta sulla vostra canottiera d'ordinanza.
Per evitare con cura la pleurite: blazer, maglioni, felpe.Il blazer sopra la camicia anche no, potreste sembrare delle impiegate che hanno staccato tardi. Blazer sopra canottiera? Perfetto!Maglione da uomo/ragazzo/ nonno sopra maglietta o canottiera, felpa sopra canottiera, da levarsi con unico pratico gesto. Roar.
Pantaloni e scarpe: con cosa stanno tanto tanto bene le canottiere i blazer? Con quei pantaloni assassini chiamati anche skinny, quelli che quando ve li levate avete il segno della cucitura lungo tutta la gamba. Su su, niente lamentele: volete portare a casa, no?Scarpe: piatte. Lapalissiano. Stringate, creepers, plimsoles, stivali. Piatte.

Capitolo accessori: l'ideale sarebbe riuscire ad incastrare tutto nelle tasche dei vostri pantaloni. In alternativa (è un'arte non facile da maneggiare) potete ricorrere a delle borse (come da foto) degli zaini (come da foto), o dei marsupi (opzione non prevista su poly7ore, chissà perchè).Sciarpe da avvolgere intorno al vostro diafano collo, bracciali (rigorosamente senza fronzoli), anelli grossi ma semplici, per mettere in risalto le vostre manine (ci siamo capite), matita per occhi per dare profondità al vostro sguardo da swagger, ed infine cappello.
Due tipi di cappelli, e due differenti motivi per indossare un cappello: motivo uno, se per strane congiunzioni astrali i vostri capelli quel dì fanno schifo e non c'è modo di smuovere la situazione, il cappello accorre sempre in vostro aiuto. Motivo due, capello come stratagemma per attirare l'attenzione: possono rubarlo per attirare la vostra attenzione (true story) o bussarci sopra per attirare la vostra attenzione (true story), o potete fare voi lo stesso con il cappello di qualcun'altra.
Completate il quadro con un'aria vagamente scazzata, (Gaystew insegna), bicchiere in una mano e aria da bella tenebrosa. E' venerdì, ragazze: some people call it a one night stand, but we can call it paradise.
lunedì 21 novembre 2011
Rumor has it


Bye bye, birdie.
venerdì 11 novembre 2011
Lesbians are forever
mercoledì 9 novembre 2011
This ain't science fiction

La foto è presa da qui
Ah, Kristen Stewart, gaystew per le amiche. Una si dimentica della sua figura e di tutto quello che comporta e poi, bum! Torna su tumblr, cerca gaystew, e fioccano link come neve a Natale, e all'improvviso ti ricordi tutto: le scenette con Dakota, i meravigliosi meme, le pose e gli abiti improbabili, le fan che ne sanno una in più del diavolo. Non vi ricorda qualcosa?
Si fa accenno ogni due righe alla (presunta? confermata?) relazione con Rober Pattison ma del fatto che la ragazzina sappia perfettamente che cosa sia una krisbian nemmeno un accenno.
E' strabiliante e non voglio certo gridare al complotto, ma la vicenda di Ellen Page qualcosa ci ha insegnato: gay people know when other gay people are gay. I don’t know why or how, but we do. If you’re a gay celebrity, we know you’re gay. Ricky Martin being gay isn’t news. Ricky Martin coming out, on his own, to say that he’s gay, kind of is. (autostraddle)
E' una mera questione di ermeneutica: ci sono dei simboli, li raccogli, tracci un percorso.
Ci sono dei simboli, li raccogli, tracci un percorso.
Che poi sia gay o meno, poi, chissenfrega. Ma almeno non facciamo finta che sia la nuova findanzatina d'America tutta in brodo di giuggiole perchè sta per partorire un incrocio fra un vampiro e un'umana (puah non ce lo vogliamo aggiungere? E' la trama di Alien, in pratica!)
lunedì 7 novembre 2011
Take every day as it comes, some are good and some are bad
Ma, come dicevo, l'Italia non è sola in queste notizie. Una studentessa dell'università Sant'Antonio del Texas è stata aggredita da due uomini mentre aspettava un passaggio. Dopo averla stordita con alcuni pugni, i due uomini l'hanno caricata su un camion, dove hanno continuato a picchiarla per qualche tempo prima di lasciarla al bordo di una superstrada.
Nel Colorado, invece, un simpatico burlone ha dipinto kill the gays sul cancello del garage di una coppia di lesbiche.
E infine, per la serie cosa c'è dopo l'happy ending?, vi raccontiamo che l'adorabile coppia lesbica che qualche settimana fa è stata nominata King and Queen del proprio liceo, dopo numerose manifestazioni di supporto, sta avendo a che fare adesso con diverse hate mail. Molte delle persone che hanno contattato la scuola per lamentarsi, tra l'altro, non sono nemmeno residenti a San Diego.
La notizia di cui vi voglio parlare oggi, però, riguarda la mia amata Gran Bretagna. Un rapporto del consiglio della contea dell'Essex, infatti, ha messo in luce l'impreparazione e l'omofobia interiorizzata di molti insegnanti dei licei. Numerosi ragazzi gay vittime di bullismo hanno infatti riportato che, quando si sono rivolti agli insegnati per avere supporto o protezione, si sono sentiti rispondere di comportarsi meno da gay, così da non avere più problemi. Le associazioni gay sono ovviamente sconcertate dalla notizia e, in collaborazione al comitato dell'Essex contro il bullismo, promettono di darsi da fare per formare insegnati più sensibili e preparati ad affrontare questo tipo di situazioni.
Insomma, per rimanere nella saggezza popolare, paese che vai notizia che trovi, e oggi come oggi nessuno sembra particolarmente invitante.
giovedì 3 novembre 2011
Ex gay stringate da "uomo"

Talune biblioteche oltre ad avere libri hanno anche giornali. La mia in particolare un sacco di giornali: oltre ai quotidiano settimanali, mensili, da vanity fair a Top Girl, a Wired eccetera eccetera. Per non fare torto a nessuno hanno anche una rivista di cucina vegetariana e quella dei testimoni di geova. Aver passato un paio di orette a leggere giornali mi ha portata a capire due cose: una, Wired versione stampata proprio non mi piace. Due, Top Girl è rimasto lo stesso di quando avevo 14 anni io. Tre, ogni tanto vanity Fair fa degli articoli che mi fan rimpiagere l'abbonamento. Giusto ogni tanto, perché comunque bisogna scavare con doviziosa attenzione in mezzo a pagine e pagine di marchette letterarie sul libro del tal personaggio televisivo x che ha scritto un per la casa editrice y sul quell'interessantissimo argomento z (Benedetta Parodi, guarda che casino che hai combinato!).
La scorsa settimana mi sono persa un articolo sugli ex gay. Un articolo molto interessante e toccante, fatto di esperienze di gay che han provato a diventare ex gay e invece, siccome l'omosessualità non è una malattia, ergo non si può curare, gay son rimasti. Quelli che sono rimasti in vita, ovviamente. Perché di terapie riabilitative si può morire. Nulla a che fare con le terapie coercitive all'arancia meccanica, nulla di truculento. Semplicemente, ti suicidi perché non ce la fai proprio più.
Un dato interessante è che tutti, ma dico proprio tutti gli intervistati erano stati spediti dallo psicologo perché presentavano dei comportamenti "non conformi al loro genere". Il solito, you know: bambini che giocano con le bambole e bambine che giocano con le macchinine. Il solito, sommato a genitori ipercattolici ed iperapprensivi = terepie riparative. Una combinazione pericolosa. Cito testuale per rendere l'idea dell'abisso di follia in cui sguazzano questi "riparatori": Nicolosi gli insegnava come comportarsi da eterosessuale, come sembrare un vero uomo.” O anche lo lasciavano da solo in una stanza con due tavoli: da una parte le Barbie e il servizio da thè. Dall'altra le macchinine e le armi. Gli dicevano ora noi ce ne andiamo, ricordati però che sappiamo cosa fai. Noi vediamo, ricordati che sei un maschietto. Gli hanno insegnato la paranoia a cinque anni.
Cambio di scena, dai giornali gratis della biblioteca si passa ai giornali gratis che gente varia sta per buttare. Io li raccatto, li leggo, trovo argomenti utili o meno a questo blog, trovo cose che mi piacciono ed altre che non mi piacciono affatto, trovo l'ennesimo, insipido, inutile editoriale sui vestiti da uomo per le donne che si voglio vestire da uomo mantenendo la loro femminilità, ripenso a questo letto in “farsi un'idea, gay e lesbiche” circa i comportamenti maschili e quelli femminili veicolati dalla società e dalla cultura e non dal dna, eccetera eccetera, accendo la tv, sento Enzo Miccio che urla contro una povera signora “una donna senza gonna non è una vera donna!” cerco di ricordarmi quando è stata l'ultima volta che ho indossato una gonna (non ne ho idea) e mi chiedo, questo fa di me una donna un po' meno donna o una vera lesbica? Non indosso la gonna da un po' per varie ragioni x, però ieri avevo una deliziosa camicia di seta color cipria, vale comunque? Oppure siccome le mie gambe erano coperte e no, non portavo tacchi, ero un po' meno donna? Oppure il rossetto mi salvava in corner? E se mi vesto un po' meno da donna, sarà mica perchè sono lesbica? E se non mi vesto a sufficienza da lesbica, è perchè non sono sufficientemente lesbica? E se sto cercando disperatemente di liberarmi di questo stupido, stupido taglio assimmetrico significa che mi sto ravvedendo e presto vorrò un marito e tanti bambini a cui agitare in faccia gaudente i miei boccoli tutti pari?
L'unica regola aurea è un'affermazione di Kate Lanphear scovata per caso in rete:
that's the thing about fashion: you can use it to hide, but it's only magic when you use it to express who you really are
E che, se siamo ancora così indietro in Italia, forse è anche un po' colpa di certa editoria. Così, per dire.
martedì 1 novembre 2011
Live like king and queen

Foto presa qui
A San Diego nel liceo Patrick Henry High School Rebecca Arellano viene eletta Prom King. Nessun scherzo di pessimo gusto à là Carrie, o voglia di bullizzare la lesbica della scuola regalandole un titolo maschile perchè ah ah, tanto fa l'uomo. No no: Rebecca viene eletta prom's king in maniera assolutamente genuina.
Qualche tempo dopo la sua ragazza,Haleigh Adams, viene eletta prom's queen, il che fa di loro la prima coppia lesbica eletta prom's queen and king nella storia dei licei americani, il che rende questa storia assolutamente adorabile, una goccia nel mare, si, ma veramente adorabile.
Ovviamente il paese è piccolo, la gente momvora, e non a tutti (ma guarda un po') va giù l'elezione di Rebecca, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio, ovviamente usando come argomento la solita tradizione eccetera eccetera, e allora la ragazza "rilascia su facebook" uno statement veramente esemplare, perfetto per zittire le comari di tutto il globo terracqueo:
For all the girls who think tradition should be continued, go back to the kitchen, stop having sex before you're married, get out of school and job system, don't have an opinion, don't own any property, give up the right to marry who you love, don't vote, and allow your husband to do whatever he pleases to you. Think about the meaning of tradition when you use it in your argument against us.
lunedì 31 ottobre 2011
I just wanna be your teddy bear
venerdì 28 ottobre 2011
Get crazy, get wilde, let's party, get loud
Il "collage" fa schifo, l'ho fatto io. Non ho photoshop, mi pare chiaro.Detto questo, per quanto da graaaande fenomeno di massa sia diventato un piiiiicolo argomento di conversazione, ignorare il grande fratello è difficile. In particolar modo quando inzia la caccia alla trans/ all'omosessuale/ alla lesbica/ a quello che va con le trans. E puntualmente, capita ogni anno. Quest'anno però google ha reso le cose più facile a tutti: aveva messo il piedino nella casa da soli cinque minuti, ma nel world wilde web la notizia rimbalzava già da una parte all'altra: Gaia Elide Bruschini (per altro, che bel nome Gaia Elide) è stata Miss Lesbica 2010. Ora, sicchè la ragazza non è entrata vestita da boscaiola con un coltello in tasca masticando tabacco urlando sono una leccapassere!, automaticamente le è stato intimato di nascondere la sua omosessualità. Si è subito gridato al complotto: ah, maledetti autori, anche stavolta ci volete fregare!
A quanto pare ieri Gaia si è liberata dal giogo autoriale e ha fatto coming out con i suoi conquilini: si, ammette, sono bisex. Seguono frasi di circostanza, seguono opinioni di circostanza. Ora: il grande fratello è iniziato lunedì, l'ammissione di colpevolezza c'è stata giovedì, da lunedì a giovedì si è fatto in tempo a dire di tutto: era lesbica e ora è etero, ha partecipato a miss lesbica e non è lesbica, non è lesbica, non è eterosessuale, non può dirlo lo potrà dire solo più avanti, vuole dirlo ma non può dirlo, vuole dirlo ma ha paura, non vuole dirlo, saranno anche fatti suoi, no?
Il punto è questo: guardate gli altri concorrenti: ce n'è uno, anche solo uno, che abbia un aspetto "normale"? Che non sia stato levigato, piallato, abbronzato, depilato, confenzionato a modino, che non abbia grossi problemi in famiglia ma un cuore grande così? Che effettivamente possa essere uno spaccato dell'italia contemporanea? (dyo ce ne scampi).Che, per parafrasare un bellissimo post apparso su tvblog, non sembri uscito dal catalogo postalmarket? No.
No: non possiamo incazzarci/indignarci perchè al grande fratello non ci sono lesbiche o gay, o un qualsiasi esponente della comunità lgbtq: al grande fratello non c'è proprio nessuno.Possiamo incazzarci se dal censimento non verranno fuori omosessuali, perché il censimento copre effettivamente l'Italia tutta. Ma dal grande fratello, ormai non più. E' verosimile quanto è versosimile che il suo colorito color mattone Snooki l'abbia ottenuto semplicemente stendendosi al sole. E in quanto a Miss Lesbica, diamole tempo. E diamole una partner, altresì, come si è abbondantemente dimostrato, non andrà proprio da nessuna parte.
E nel frattempo: o mamma mia! il cibo italiano! pizza, gelati, buongiorno, ciao, grazi, bella, come se dice fuck you in italian?
martedì 25 ottobre 2011
Farsi un'idea: gay e lesbiche

E' buffo pensare d'essere "oggetto di studio" e "materia vaga et indefinita" ma probabilmente la stessa cosa potrebbero dirvela anche tutti gli altri soggetti "oggetto di studio" della catena del Mulino (per citarne un paio, cabala ed omosessuali a parte il cervello, le staminali, nuovi madri e nuovi padri, i neuroroni specchio, l'autismo, l'homo sapiens, gli ebrei, e parecchi altri), e che sia necessario spiegare cosa significa "quando si è attratti da persone dello stesso sesso", però hey! c'è gente che pensa che se gli dai dell'omofobo significa che gli stai urlando ciao frocio, quindi forse è necessario mettere tutti i puntini sull i e le virgole negli elenchi e chiudere bene le parantesi.
Questo libro è un libro interessante. Anche se siete gay e lesbiche e sapete tutto di gay e lesbiche è interessante. Il taglio scientifico e chiaro (gli autori sono due docenti di psicologia sociale) con cui sono condotte le 143 pagine fa si che, anche se non è nulla di nuovo sotto il sole, si legga volentieri e ne possiate trarre degli annedoti. Come quello sulla nascita del termine tribade. O questa interessante dissertazione sul concetto di comportamenti maschili/ comportamenti femminili:
Il ruolo di genere denota appunto l'insieme delle aspettative e delle norme riservate a ciascuno dei due sessi. Ogni comportamento, infatti, è tipizzato per genere e ogni cultura o società in un determinato periodo storico ne definisce i criteri di appropriatezza. [ ... ]
Il grado di adesione agli schemi culturali di questo insieme di caratteristiche determina una bassa o una alta conformità ai ruoli di genere. Non è un caso che il sistema educativo e sociale abbia un peso decisivo nella formazione del ruolo di genere: nelle interazioni familiari o in contesti prescolastici bambini e bambine sono premiati se il loro comportamento è conforme al ruolo di genere e puniti quando non lo è.
Inoltre: animali omosessuali, esistono veramente? Esperienze sul luogo di lavoro, coming out, riconoscimenti giuridici e omogenitorialità, eterno dibatitto natura cultura (natura 0- cultura 1).
Luca Pietrantoni e Gabriele Prati "Gay e lesbiche" il Mulino, 2011, 9 euro e 80.
lunedì 17 ottobre 2011
(Io sono), io lavoro
sabato 24 settembre 2011
Il fuori salone delle lesbiche

nella città del Salone del Mobile, da un im/possibile parallelismo con uno degli eventi simbolo che consentono alla città di trascendere i suoi confini interni ed esterni, nasce l’idea di un evento che si articoli “dentro” e “fuori” in chiave lesbica.
Milano è forse una delle città che conta il maggior numero di lesbiche in Italia. Ma quanto contano nel tessuto urbano, come possono contare l’una sull’altra? Su che cosa potrebbe contare la città se le lesbiche contassero di più?
mercoledì 21 settembre 2011
News of the world
mercoledì 14 settembre 2011
Girls who are boys who like boys to be girls
Ora, la mia amata parrucchiera racchiude in sé entrambe le caratteristiche, e quando la settimana passata sono andata da lei per lasciarmi alle spalle il mio alternative lifestyle haircut (cit) ho ingannato il tempo leggendo Cosmopolitan. Cosmopolitan per un po' mi ha illusa con quel suo prezzo promozionale di un euro, pensavo di poter instaurare una relazione duratura. Poi è passato a due euro e 20 ed allora ciao Cosmopolitan, i will survive.

Mentre questa, beh, questa potrebbe essere una mise un po' controversa:

Motto ribattuto anche da un altro numero di Cosmpolitan:
Non troppo, mi raccomando.

(Non fatevi fregare, ragazze. American Apparel produce da parecchi anni le stesse identiche mutande per fanciulle, e senza la fastidiosa scritta Intimissimi. Stesso prezzo, mi dicono anche.)
Mentre se vi vestite così:




Per fortuna che c'è il pensierino della conclusione a rimettere tutto nella giusta prospettiva:
uno (fonte) and then I found out that gender can have fluidity, which is quite different from ambiguity. If ambiguity is a refusal to fall within a prescribed gender code, then fluidity is the refusal to remain one gender or another. Gender fluidity is the ability to freely and knowingly become one or many of a limitless number of genders, for any lenght of time, at any rate of change. Gender fluidity recognizes no borders or rules of gender.
E due (fonte)

mercoledì 7 settembre 2011
Lisbeth Salander pensaci tu

























