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giovedì 17 novembre 2011

Unbearable lightness

Foto presa qui.

Ultimamente leggo molte biografie. Non so perché non riesco a trovare un romanzo che mi soddisfi e allora mi riverso nei retroscena della vita di personaggi più o meno famosi. Devo anche notare che buona parte di loro sono in inglese, non so se sia perché il mercato editoriale italiano non condivide con me questa passione o perché sono più interessata a personaggi esteri rispetto a quelli autoctoni.
Fatto sta che grazie ad E. in questi giorni sto (finalmente) leggendo Unbearable lightness di Portia de Rossi che, non è un mistero né uno spoiler, racconta principalmente della sua anoressia e del tormentato rapporto con la sua omosessualità. Il libro è piacevole e ben scritto, pur causando una costante sensazione di dispiacere per come una ragazza (e, prima ancora, una bambina) possa costringersi ad un circolo vizioso e senza fine di anoressia e bulimia. 
Ricordo perfettamente come, ormai una marea di anni fa, aspettavo le puntate di Ally McBeal e l'apparizione nella scena Nelle Porter, e leggere come si sentisse Portia prima (e dopo) di indossare crocchia e completo è piuttosto destabilizzante.
Leggerlo dopo A thing of beauty, tra l'altro, è particolarmente interessante perché mi permette di mettere a confronto due periodi differenti del "mondo della moda" e soprattutto i suoi opposti, da un lato una Gia superstar, desiderata da tutti, capricciosa e fuori dalle regole, dall'altro Portia come modella "ordinaria" costantemente tesa ad una realizzazione mitica e irraggiungibile, intimamente convinta di non meritarsela, di non essere all'altezza, e quindi disperatamente impegnata a rispettare le abitudini e le regole di quel mondo nella speranza di farne parte. 
Ora, come questa donna:
possa non piacersi rimane al fuori dalla mia comprensione, ma tant'è.
Gli aneddoti sulla sua omosessualità sono, invece, decisamente più divertenti e dal sapore vagamente ingenuo (nella prima parte, per lo meno), come quando ammette candidamente di aver capito solo a ventiquattro anni che non per tutte le ragazze il massimo del divertimento consisteva nell'ubriacarsi e baciare le amiche in discoteca. 
Insomma, voi che abitate in Inghilterra non avete scuse, e per chi come me sta in Italia: abbiate fede, avrete anche voi una E. che può prestarvelo (e in alternativa esiste sempre Amazon).

In aggiunta, la mia amica E. ha anche pubblicato su Women Mag di Novembre un'intervista a Annie Salzman-Pini e Micaela Pini, coppia lesbica milanese (sposata a Boston), che ha fondato Famiglie Arcobaleno (hanno infatti due bambini).
Potete leggerla qui, 

giovedì 4 agosto 2011

Ballad of a teenage queen

Foto presa qui.

Piccola interruzione dalla vacanza per segnalare che:
si dice che Ellen Page sia gay.
E non del tipo "l'hai vista quella di Juno? secondo me è lesbica". No, intendo articoli nei maggiori blog lesbici d'Europa e d'America e foto incriminante che rimbalza da tumblr a tumblr, il tutto scatenato da un articolo piuttosto rancoroso che gridava al gay e all'ipocrita.
Ora, la notizia non è ancora stata confermata (né smentita, per quel che vale) e potrebbe anche risolversi in niente, io eviterei di commentarvela, visto anche che scatena in me sensazioni piuttosto accese.
Ognuno giudichi da se, e io attendo pazientemente di scrivervi di Kristen.

Foto incriminante presa da tumblr.

lunedì 25 luglio 2011

Die young, stay pretty



Foto presa qui.
Il titolo del post, ovviamente ed estremamente amaro, è il titolo di una canzone di Blondie, gruppo che Gia amava particolarmente.

Mesi fa ho visto il film su Gia e non sono più riuscita a togliermela dalla testa (ve l'avevo detto). Dopo aver cercato su internet, e guardato mille volte, le sue foto, dopo aver letto tutto quello che il web sapeva dirmi, dopo aver scavato lo scavabile gratis (e aver anche rischiato di offendere qualcuno chiedendo speranzosa se avesse copie di Vogue degli anni '77-'83), sono passata al lato oscuro della forza e ho addirittura speso i miei soldini per farmi spedire dall'inghilterra una copia di A thing of beauty - The tragedy of supermodel Gia, la splendida biografia scritta da Stephen Fried.
E finalmente mi sono quietata.
Il fatto è, e forse ce lo si poteva aspettare, che a vedere soltanto il film non si sa niente, ed io non riuscivo a quietarmi perché non riuscivo a capire (per quanto si possa capire qualcuno morto due giorni dopo la tua nascita).
Il libro di Stephen Fried riempie molti buchi, da senso a quello che nel film (e nei racconti superficiali) viene raccontato senza i perché, e non lesina in aneddoti e citazioni, oltre a fare ad accurato resoconto del mondo dei beautiful people e dell'alta moda newyorkese dei tardi anni settanta. Si ha davvero l'impressione (che pure è solo impressione) di arrivare a capire qualcosa, qualcuno come Gia, il mondo e il modo in cui viveva. E forse, a storia completa, riuscirò anche a togliermela dalla testa.
Spero davvero che leggiate l'inglese, perché è un libro che merita di essere letto e che ovviamente non è stata tradotto.
Io andrò a mettere moneta dopo moneta nel salvadanaio in attesa di comprarmi, fra molti e molti anni, la stampa di una foto di Chris von Wangenheim.


Foto presa qui.

domenica 6 febbraio 2011

'Cause everybody knows, she's a femme fatale


Lou Doillon (vedi sopra) è il mio ideale di donna.Oltre ad essere bellissima ha anche fascino da vendere, si veste in maniera impeccabile e pare sia anche parecchio intelligente (ha anche una certa predisposizione al posare nuda, il che rende me e il mio tumblr molto felici)
Fra le altre cose, è anche la sorellastra di Charlotte Gainsbourg, donna altrettanto bella e talentuosa. Lou Doillon ha appena finito di girare un film ,Gigola, in cui interpreta una prostituta lesbica. Muoio.
Intervistata da vanity fair (numero tre 2011) ci dimostra tutta la sua bellezza et intelligenza:

perchè ha accettato di girare Gigola?

vivo circondata da omosessuali maschi da quando sono nata, e nella mia famiglia c'era una grande libertà di costumi, ma le lesbiche sono sempre state una specie di tabù. Quando mi sono avvicinata a loro, ho scoperto che tutto l'immaginario sull'omossessualità femminile è frutto delle fantasie maschili. Per girare il film, ho guardato molti siti porno lesbici, e mi sono resa conto che servono solo al piacere degli uomini. In Gigola le donne fanno sesso fra loro a pagamento per procurarsi un piacere che non a niente a vedere con quello dei maschi.


pensa davvero che il mondo lesbico possa essere così crudo e violento?

è una storia vera. Laure Charpentier, la regista, l'aveva raccontata in un libro autobiografico, che però nel 1972 fu censurato e ritirato dalla circolazione, per essere ripubblicato solo nel 2002. Per il film Laure cercava una ragazza alta e magra, un po' maschile: ero io.Per di più, nessuna voleva la parte. Insomma, se io non avessi accettato, forse il film non si sarebbe fatto, quindi mi sono buttata.


come ha fatto a calarsi nel personaggio?

Baciare una donna o simulare il sesso con lei non è difficile, ho imparato abbastanza in fretta a compiere i gesti giusti, compresa la violenza sessuale.Ma non mi sono ispirata all'amore saffico: ho pensato a tutti gli uomini stronzi che ho incontrato nella mia vita, quelli che mi hanno fatto del male

Qui potete vedere i teaser di Gigola e sperare che il film venga portato in Italia (certo come no)
L'intervista contiene anche un trafiletto Noi lesbo siam così (noi siamo tutte blu, aggiungo io) Paola Concia, deputato omosessuale, spiega l'amore tra donne, che non riporto perchè beh, son cose lapalissiane.

vado a rispolverare il mio francese arrugginito in attesa del film

venerdì 19 novembre 2010

Lez Lemon


Quando si tratta di Tina Fey non so nemmeno da dove iniziare per esprire la mia totale, assoluta devozione ed adorazione. Io amo Tina Fey, e credo che ogni lesbica (nonchè ogni persona di buon senso ) dovrebbe farlo. Tina Fey, in poche parole, è la perfezione incarnatasi e fatta ancora più perfetta, è la quintessenza di tutto il più meglio fatto ancora più migliore and much more.
Tina Fey ha creato Liz Lemon e questo è semplicemente un dono perchè Liz Lemon rende questo mondo un posto migliore, e questa affermazione semplicemente non può essere confutata.
Se ancora non guardate 30 rock fatelo e poi ne riparliamo, perchè Liz Lemon lei si che è una maestra di vita, magari non avrà gli occhi bistrati la cantottiera e lo sguadro truce ma c'è più saggezza (saggezza- saggezza e gay- saggezza) in una puntata di 30 rock che in tutte le sei serie di L Word messe insieme più quel progettino semi- fallimentare che risponde al nome di Lip Service. (ma di questo ne parliamo dopo)
Quindi: Tina Fey è la perfezione, ha creato Liz Lemon e nel ritirare il mark twain prize for american humor (nulla di che, giusto il massimo riconoscimento americano per la comicità) ha fatto un discorso di ringraziamento da lacrime agli occhi ed eterno ammmmore devozione:

I would be a liar and an idiot if I didn’t thank Sarah Palin for helping get me here tonight. My partial resemblance and her crazy voice are the two luckiest things that have ever happened to me. Politics aside, the success of Sarah Palin and women like her is good for all women — except, of course, those who will end up paying for their own rape kit and stuff. But for everybody else, it’s a win-win. Unless you’re a gay woman who wants to marry your partner of 20 years. Whatever. But for most women, the success of conservative women is good for all of us. Unless you believe in evolution. You know — actually, I take it back. The whole thing’s a disaster. All kidding aside I’m so proud represent American humor. I’m proud to be American. I’m proud to make my home in the Not Real America.

il video potete vederlo qui, non è bellissima?

Ora passiamo a Lip Service, che questa settimana ci ha abbandonate e probabilmente, visti gli scarsi ascolti, non tornerà più. Sei settimane, parecchie canzoni degli xx dopo e praticamente nessuno sviluppo di trama questo esperimento di L Word in salsa scozzese, è finito lasciandoci esattemente al punto in cui eravamo: orfane di un telefilm lesbo decente.
vogliamo ricordarle così, impegnate nel più classico dei clichè: pronte ad andare a convivere dopo poche settimane di mutua conoscenza.


Mi autorettifico (grazie Barbara): pare che gli ascolti non siano andati affatto male, anzi. La bbc comunque non si è ancora espressa su un eventuale rinnovo della serie.

mercoledì 16 giugno 2010

I gotta run



A me piacciono i teen-movie anche quando sono sono stupidi e godibili, a maggior ragione se sanno essere qualcosa di più. 10 cose che odio di te è uscito nel 1999, io non l'ho visto al cinema ma sarà stato su per giù quell'anno lì. Io, nel 1999, avevo tredici anni; dodici, in realtà, per la maggior parte (rapido calcolo, ancora per poco sono più giovane del quarto di secolo, ah!).
L'ho rivisto, poi, da allora, parecchie volte. Perché mi piacciono i teen-movie, perché ho un debole per quella Julia Stiles così irriverente, ma soprattutto per la sua colonna sonora.
Insomma, ad una ragazza di tredici anni (o dodici, perfino) un film che si apre con Bad reputation di Joan Jett and the Blackhearts spalanca un mondo.
Dieci anni dopo, con ansia, ho aspettato che uscisse The runaways, ho fatto in tempo a stressare anche voi. Ora l'ho visto (ovviamente ricevendone una copia dalla produzione, visto che Etwas ed io siamo persone importanti, si si). Due volte in tre giorni. E ancora non mi basta. Non è un film perfetto, no, ha quella lentezza e quel dilungarsi sulla fotografia e sulla colonna sonora tipici dei film che raccontano la musica (indimenticabile Control, ma anche Velvet Goldmine), e mi rimarrà sempre la curiosità di come sarebbe stato con Tylor Momson a fare Cherrie Currie, nonostante la bravissima Dakota. Eppure c'è qualcosa che mi ci fa tornare, qualcosa nel clima, nei vestiti, nell'incredibile somiglianza di Kristen Stewart con Joan Jett.
Che altro può fare una ragazza che a tredici anni si è innamorata di Joan Jett, e poi delle Runwayas delle Tilt delle Bikini Kill de Le Tigre [...] ?

martedì 16 marzo 2010

Fuck yeah, tumblr


Freja Beha Erichsen, Purple Magazine

Una settimana fa l'ho scoperto dal blog di Barbara, l'ho divorato in poche ore, è diventato la mia droga quotidiana. Tumblr. Dyke, tumblr. Lesbian, tumblr. Sapphic, tumblr. Tumblr tumblr tumblr.

fuckyeahdykes.tumblr.com/
(il mio preferito in assoluto)

autostraddle.tumblr.com/

fuckyeahladylove.tumblr.com/

sapphoria.tumblr.com/

Quando avevo 15, 16 anni, guardavo trasognata le foto di improbabili darkettoni cum cresta, capelli rosa, piercing ovunque, abiti impossibili. Crescendo li ho avuti capelli rosa, cresta, piercing tatuaggi e abiti impossibili (leggi:pressochè inesistenti.) Sono tutte cose che con po' di impegno puoi ottenere.
Ora, a 24 anni sospiro guardando le foto di queste ragazzette tanto magrine, tanto androgine, con i capelli tanto lisci, tutte tanto adorabilmente tomboy, e soprattutto tanto, tanto fotogeniche.
Tutte cose che nemmeno con l'impegno puoi ottenere! ( La fotogenia in particolare.La fotogenia è un grosso mistero, per me)
A girl can dream, right?

mercoledì 16 dicembre 2009

Lesbian yellow-sour-fruit



Caro dio della televisione, grazie per Tina Fey.
Cara Tina Fey, grazie grazie grazie per Liz Lemon.
Caro Babbo Natale, per Natale vorrei proprio Liz Lemon.
Baci, Marta.

(se non avete mai visto 30 rock, fatelo)

venerdì 13 novembre 2009

Addicted to you: Ellen Degeneres & Portia De Rossi

Io sto ancora male. Le mie tonsille hanno smesso di cercare di uccidermi, ma ancora non posso uscire di casa, col risultato che mi annoio parecchio e passo buona parte della mia giornata davanti al pc.
Oggi sono inciampata nell'intervista di Ellen Degeneres e Portia De Rossi all'Oprah Show:




Prestare attenzione a:
#1 Lo sguardo di Ellen quando Oprah le parla di Portia.
#2 Finalmente le intervistano in quanto "coppia sposata", e brava Oprah.
#3 Non si rinuncia alla pubblicità nemmeno nei video di youtube (ma l'uomo di cioccolato, lo ammetto, mi ha fatto venire fame).
#4 Verso la fine del secondo filmato, Madonna!

E' tutto, torno alla mia borsa dell'acqua calda.