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domenica 4 settembre 2011

Lez cook: zuppa di patate all'aceto


Non fa più caldo. Oh gioia, oh gaudio. O almeno, a Milano non fa più caldo. La pioggia s'è portata via tutto, e io sono tanto tanto felice. Posso tornare a mangiare cibo che non sia solo melone e posso accendere il forno. Per cui, più zuppe per tutte:
zuppa di patate all'aceto, ingredienti per due (presa da Anna in cucina speciale patate, lontano 1996)

400 grammi di patate
20 grammi di burro
2 cucchiai d'aceto
1 cucchiaio di farina
sale, pepe
timo
1 litro d'acqua

Per prima cosa, mette sul fuoco il litro d'acqua e portatelo ad ebolizione.
Poi: pelate le patate, e pazientemente tagliatele a bastoncino. E' un po' una rottura di scatole e per far si che tutti i bastoncini siano della stessa grandezza ci vuole un minimo di precisione, ma ne vale la pena.
Fate sciogliere il burro in una casseruola, poi unite al burro sciolto il cucchiaio di farina. Mescolate bene per non far formare dei grumi, e quando s'è tostata versateci sopra i due cucchiai d'aceto prima e il litro d'acqua bollente poi. Continuate a mescolare per evitare che si formino dei grumi di farina, e poi buttateci dentro le patate. Salate, pepate, aggiungete il timo.
Lasciate cuocere a pentola scoperta per 40 minuti, salate ancora, aggiungete altro timo, portate in tavola.

Io amo le patate e amo l'aceto, quindi questa zuppa per me è il non plus ultra. Gusti personali a parte,è veramente una delizia.
Non so se la si può veganizzare sostituendo l'olio al burro (o la margarina), ma ho tutta l'intenzione di provarci.
In cottura l'acqua tende a ridursi parecchio, quindi se desiderate più brodo in cui far nuotare le vostre patate aggiungete un po' d'acqua di tanto in tanto.
Capitolo sale: attenendosi alla ricetta, non è una zuppa molto salata. Se vi piace il sale, raddoppiate le dosi. Capitolo aceto: 2 cucchiai secondo me non bastano. Potete arrivare tranquillamente a quattro. Io uso l'aceto di mele, la ricetta suggerisce quello di vino bianco, forse quello di vino rosso potrebbe creare dei problemi. (però è ottimo per togliere il calcare).
Anna in cucina ci informa che questo piatto ha 205 calorie a porzione, 3 grammi e 8 di proteine, 479 milligrammi e 70 di potassio. Secondo me da sola come cena non basta.
Il timo si compra una volta e dura mesi, ne vale la pena.
Cenetta romantica: hummus più zuppa più torretta di melanzane più vino = meta

ps, questioni tecniche: abbiamo attivato l'opzione mobile, quindi se avete uno smartphone eccetera eccetera ora il blog si vede molto meglio.
A breve chiuderemo questo profilo facebook e lasceremo questa pagina . Siamo ordinate.

mercoledì 6 aprile 2011

Eat pussy not animals

Foto presa da qui

Se seguite questo blog da un po' saprete che, oltre a infime dichiarazioni di preti, donne nude ,film di dubbio gusto e libri anche peggiori, qui si vuole bene agli animali (okay, solo una su tre, ma non facciamo i pignoli). E non solo gattini, uccellini, cagnolini, teneri conigliettini, ma anche quelli poco carini ma molto gustosi, come maiali,tacchini, mucche, pulcini cresciuti e così via.
In pratica ciao, sono un clichè. Anche se non mi è stata mai molto chiara la ragione per cui a lesbica = vegetariana (squallide e scontate battute sulla salsiccia a parte). Io stessa ho deciso di diventare vegetariana cinque anni fa in un periodo assai poco lesbico della mia vita, conosco vegetariane non lesbiche e lesbiche assolutamente non vegetariane, sono passati cinque anni sono molto più lesbica d'allora ma ugualmente vegetariana.
Allora oggi ho deciso di fare una ricerchina e svelare l'arcano.
Lo stesso quesito è stato posto su yahoo answers ( versione italiana,versione inglese) Afterellen, Lastfm, chi ne ha più ne metta, ma le risposte restano sempre piuttosto sul vago.
Però ho scoperto che esiste un sito per incontri romantici rigorosamente dedicato a vegetariani/ vegan con (ovviamente) spazio gay-dedicato, ampi elenchi di "personaggi famosi" lesbiche e vegetariane, guide per passare un sereno giorno del ringraziamento se sei una lesbica vegana.
Insomma, internet è il solito pozzo di San Patrizio con una miriade di informazioni, ma fino a questo punto risposte poche.
Allora, come al solito, mi sono rivolta a tumblr che oltre alle donne nude è bravo e diligente e ha tutte le risposte, lui.
Uno, due, ed infine, tre:


why are SO MANY gay(ish) ladies somewhere on the spectrum between vegetarian and vegan? why is this?!

probably because vegetarians and vegans taste better


Ciapa su e porta a ca'

lunedì 7 marzo 2011

Lez cook: banana bread al cioccolato


Questa è la ricetta per il giorno dopo, o meglio, la mattina dopo. (dopo cosa non credo serva che ve lo spieghi). Perfetta per essere servita a colazione insieme a una tazza di fumante the/caffè/orzo/ latte. Postulato che lo conserviate con tutti i crismi ( ovvero senza lasciarlo impunemente all'aria aperta che poi diventa poss) dura una settimana buona.
L'idea del banana bread è mi è venuta leggendo Finalmente un dolce... più leggero più sano più gustoso ma è stata poi realizzata seguendo questa ricetta (grazie Fra!), con la variante del cioccolato ripresa dal libro sopracitato (il quale proponeva si una ricetta più sana etcetera, ma anche di difficile realizzazione)
Ingredienti:

250 grammi di farina
una bustina di lievito in polvere
un cucchiaino di bicarbonato
100 grammi di zucchero
2 uova
75 grammi di burro
2 banane schiacciate
2 cucchiai di latte
1 pizzico di sale
80 grammi di cioccolato fondente

Per prima cosa accendete il forno a 160 °. In particolare se avete uno di quei nuovi, fastidiosi forni ventilati che si scaldano piano e cuociono lentamente, meglio farlo subito.
In una terrina mescolate farina, lievito, bicarbonato ed in seguito il pizzico di sale. Prima mescolate farina lievito e bicarbonato, e poi il sale. Il sale (come una volta ho imparato a mie spese) "attacca" il lievito inibendone il lavorio.Lasciare da parte il composto.
In un'altra terrina mescolate zucchero e burro (per facilitarvi l'operazione potete far ammorbidire un po' il burro in micronde e sul calorifero), aggiungete poi una alla volta le uova, il latte, ed in seguito la farina. Aggiungete le banane schiacciate con una forchetta, mescolate bene per evitare grumi.
Ora c'è da sciogliere il cioccolato. Avete due opzioni: o a bagnomaria (lunghetto) o semplicemente facendolo a pezzetti e mettendolo in un pentolino con un po' d'acqua (2, tre cucchiai) finchè non acquisice una consistenza abbastanza fluida.
A questo punto dividete in due parti l'impasto, ed in una versateci il cioccolato fuso mescolando bene. Imburrate e infarinate la tortiera (uno stampo da plumcake sarebbe l'ideale, ma posso immaginare che non tutte l'abbiano in casa. Sebbene nello stampo da plucake venga proprio così bene!) e versateci il composto, alternando quello "normale" con quello al cioccolato.
Infornate per circa 40 minuti, controllandone di tanto in tanto la cottura con il classico stuzzicadenti.
Buona colazione a voi e alla vostra conquista!


sabato 8 gennaio 2011

Lez cook: hummus di ceci



L'hummus di ceci è un must. Nulla è più buono, facile, economico dell'hummus.
Niente vi leva dall'intoppo di oh dio, ho una vegana a cena, che preparo come antipasto?
L'hummus va bene con tutto, sta bene con tutto, si fa in dieci minuti ed è buono. Tremendamente buono.L'hummus va bene anche per quelle volte che la vostra voglia di cucinare per voi stesse è pari a zero ed il frigo langue.L'hummus a quanto pare è anche un cibo decisamente da lesbiche.
Questa nn è la ricetta "orginale". E' stata epurata della thaina (troppo cara) e dell'aglio (a crudo, buona fortuna con la digestione)

Ingredienti:
una confezione di ceci già lessati (si, vanno bene anche quelli secchi. solo che li d0vete lasciare ammollo per 24 ore, e cuocere per almeno tre. un po' laborioso)
il succo di mezzo limone
sale
pepe
olio, circa due cucchiai
prezzemolo, circa tre cucchiai

Prendete ceci (dopo averli sciacquati per bene), sale, pepe, olio, limone e frullate il tutto con un frullatore ad immersione. Aggiungete il prezzemolo, regolate ancora di sale nel caso, portate in tavola. Il risultato deve essere una crema abbastanza fluida da poter essere spalmata, ma non troppo liquida.
Finito. Nulla di più. Potete farci dei crostini, mangiarvelo al cucchiaio, farcirci i panini il giorno dopo, accompagnarci i falafel, spalmarlo sulla polenta...

lunedì 22 novembre 2010

Lez cook: torretta di melanzane, pomodorini olive piccanti e basilico



Torna, a grande richiesta (si è successo) lez cook, con una deliziosa ricetta di melanzane (anche se la persona che mi ha chiesto di ripredenre in mano questa rubrica non mangerebbe mai una cosa del genere)
Per prima cosa: il titolo è inventato, e male, perchè la ricetta è il risultato di un frigo con troppe melenzane e una tesi che proprio non ho voglia di scrivere.Però nonstante il nome prolisso e un po' sciocchino, il risultato è buonissimo.Per due persone vi servono:
una melanzana di medie dimensioni
4 o 5 olive (io ho usato quelle nere e piccanti da snocciolare, ma va bene qualsiassi tipo di oliva)
5 pomodorini
basilico
1 spicchio d'aglio
olio, sale e pepe
uno stampo da budino
La prima cosa da fare è tagliare la melanzana a cubetti, possibilmente grossi un centimetro, possibilmente grossi tutti uguali. Poi versate l'olio (2 cucchiai) nella casseruola, fatelo scaldare e buttate in padella lo spicchio d'aglio tagliato a metà (non levategli la buccia).Come l'olio è sufficientemente caldo (per testare la temperatura potete far cadere una goccia d'acqua nella padella, se sfrigola è ora), buttate in padella i cubetti di melanzana. Rimescolate bene i cubetti, in modo che tutti entrino a contato con l'olio, e aggiungetene un altro cucchiaino. Per essere più chiara: ogni cubetto di melanzana deve essere "bagnato" dall'olio, non inzuppato ovviamente.Coprite e lasciate cuocere per 5 minuti, rimestando di tanto in tanto. Nel frattempo
tagliate le olive a pezzettini, e come scadono i 5 minuti buttatele in padelle.
Rimastate, salate e pepate, coprite e lasciate cuocere per altri 5 minuti rimestando di tanto in tanto.Tagliate i pomdorini in 4, e buttateli in padella allo scadere dei 5 minuti rimestate ancora, aggiungete le foglie di basilico spezzetate e lasciate cuocere a pentola aperta per un paio di minuti, finchè i pomodori non si saranno ammorbiditi. A questo punto (circa 15 minuti da quando avete acceso i fornelli) la melanzana dovrebbe essere cotta, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare un attimo.
Ora entra in gioco lo stampo da budino (o le coppette per gelato, o anche delle tazzine da caffè più grosse del normale) bagnatene i bordi con dell'acqua fredda, prendete un cucchiaio e versate dentro lo stampo i cubetti di melanzana, i pomodorini le olive e il basilico. Prendete un piatto, coprite lo stampo e capovolgetelo. La torretta è fatta.Ora, mentre aspettate che la vostra ospite arrivi, stappate il vino (perfetto un bianco) eccetera eccetera, e giusto un attimo prima che suoni alla porta sfilate lo stampo, asciugate il liquidino che si sarà formato tutt'intorno alla torretta e portate in tavola decorando con delle foglie di basilico.
E' buono! E tremendamente scenico, per non dire assolutamente economico. Alla fine non sono altro che delle banalissime melanzane in padella, ma la messa in scena della torretta da l' idea che abbiate passato ore al fornello per compiacere la vostra ospite,il che non è male se il vostro interesse si spinge al di là del puro amore per la cucina.
Accompagnatelo con crostini di pane e una zuppa di verdura leggera (e vino, vino vino)




Nella foto l'originale torretta di melanzane per uno concepita in un momento di profonda, profondissima noia

giovedì 18 febbraio 2010

Lez cook: asparagi e uova



Questa ricetta non ha nulla a che fare col nutrirsi, le calorie, il riempirsi la pancia: questa ricetta a che fare solo con la lussuria. Questa ricetta è la, ricetta. La ricetta che preparate quando, dopo appuntamenti e zuppe, ve la volete portare a letto.

un mazzetto di asparagi (quanto pesassero non ne ho davvero idea)
2 uova
burro, tanto burro
sale
pepe nero (di quello in grani con annesso macinapepe)

Questa era la terza volta in tutta la vita che cucinavo degli asparagi, li scoperti solo l'anno scorso quando ormai la loro stagione era finita, e con grande grandissimo rammarico ho scoperto anche quanto siano cari (difatti questi che li hanno regalati). Insomma, non sono un'esperta di asparagi, ma questa ricetta è facilissima da fare e dio, credo non esista nulla di più buono al mondo.
Allora, la prima cosa da fare è dare una lavatina agli asparagi, e togliergli la parte finale del gambo, quella dura e più chiara. Ci sono due modi per farli cuocere: o li lasciate sbollentare in acqua salata per una decina di minuti, o per una decina di minuti li fate cuocere al vapore.Quando sono diventati teneri e di un bel verde brillante (la vaporiera li rende di un bel verde brillante, una gioia per gli occhi) li scolate e li mettete da parte. Poi si passa alle uova: bisogna separare i tuorli dagli albumi, e quindi buttare il grosso pezzo di burro in padella, far sciogliere il grosso pezzo di burro, versare nella padella gli asparagi, ungerli ben ben, versare nella padella bella imburrata gli albumi, farli rapprendere un pochino,versare nella padella i tuorli, farli rapprendere pochissssssimo. Salare, tanto. Pepare, poco. Versare in un piatto e mettere in tavola.

Noi abbiamo messo il tutto su un solo piatto, e li abbiam allegramente mangiati con le mani. Asparago nella mano destra, sale nella mano sinistra. Birra per accompagnare il tutto (non so quanto sia ortodosso ma la weiss ci stava proprio bene.), poi un budino al cioccolato. Insomma, gli asparagi sono il piatto forte e l'unico piatto in tavola. Giusto un po' di pane per spezzare e raccogliere il sughetto dal piatto.
Finita questa luculliana cena, si aprono dinnanzi a voi due scenari: scenario numero uno ebbre di grassi insaturi, alcolici e burro vi gettate una sopra l'altra,e degnamente concludete la cena più buona del mondo. Scenario numero due, ebbre di grassi insaturi alcolici e burro vi addormentate placidamente l'una nella braccia dell'altra alle 23.30
Noi però avevamo fatto le sei, la notte precedente. Non incorrete nel nostro errore e dormite, il pomeriggio! Sarete in splendida forma e senza occhiaie, pronte ad affrontare l'imprevedibile.

giovedì 11 febbraio 2010

Lez cook: crema di spinaci



Ogni volta che mi metto a dieta, per contro inizio forsennatamente a cucinare. Niente mi fa passare la fame come un'oretta a fornelli, e m'impedisce di pensare ad orari improbabili oh, si, questo è il momento perfetto per un pacchetto di fonzie/ pop corn/ merendina cattiva della kinder. Ne stanno traendo giovamento tutti, insomma. Questa crema di spinaci l'ho preparata oggi, mentre da brava casalinga aspettavo che il mio uomo tornasse a casa dal lavoro per pranzo.E' buona, ricca di ferro e si prepara in fretta, sciura Maria!
Ricetta originaria tratta da La grande cucina del corriere della sera, volume zuppe e minestre, ma decisamente semplificata ed alleggerita che va bene l'amor per la cucina, ma non posso infilare mezzo frigo in un solo piatto.

500 grammi di spinaci (io ho sempre e solo usato quelli surgelati)
10 grammi di burro
3 cucchiai di yogurt bianco
20 grammi di grana grattuggiato
800 ml di brodo
paprika in polvere
sale

Al solito, per primo va fatto il brodo. Poi: gli spinaci surgalati non possono essere buttati così, senza colpo infierire, nella casseruola. Lasciateli a bagno per cinque minuti in acqua calda, e poi strizzateli ben bene. Mettete il burro nella casseruola (capitolo burro, io vado ad occhio. La ricetta originale prevedeva 40 grammi di burro, che anche dimezzando le dosi era troppo, 10 grammi mi sembra una cosa accettabile, ma vedete un po' voi. Il tanto che basta per ungere padella e spinaci senza farvi chiudere le arterie), unite gli spinaci, e come si sono ben ammorbiditi versateci sopra il grana grattuggiato e il pan grattato, mescolate bene finchè non si diventa un'informe pappetta verde e buttateci sopra il brodo caldo. Rimestate il tutto e lasciate cuocere per 15 minuti (dando sempre una rimestatina di tanto in tanto). Quando si è raffreddato un po,' frullatelo con frullatore ad immersione, rimettetelo sul fuoco, aggiungete lo yogurt, lasciate rassodare per 5 minuti, spegnete i fornelli e servite. La paprika va messa direttamente nel piatto, e poca se anche voi al supermercato avete trovato solo quella forte.

Questa ricetta avvalora uno dei consigli del primo post Lez Cook: cucinate solo da sole e mettetevi un grembiule, si sa mai che la vostra innocente cremina decida di diventare blob il fluido che uccide e voglia uccidere voi, macchiando il vostro bellissimo cardigan e ustionandovi le mani (bucce di patata sulla scottatura, in quel caso.) Blob il fluido che uccide a parte, è meglio prepararla con un po' di anticipo perchè bollente non è buonissima, meglio un po' più tiepidina. Accomagnatela con dei crostini e, stando al libro di ricette, un vino bianco ben freddo.
In chiusura, un'interessante notizia lesbica: Elly Jackson ( aka La Roux), ha sputato il rospo.Aspettami, Elly, che fra un mese sarò magra!

venerdì 5 febbraio 2010

Lez cook: crema di zucchine e avocado



Quest'inverno mi sta distruggendo. Sono già arrivata alla bronchite numero due in pochi mesi, il sole non c'è mai e non ricordo un freddo così pungente da anni. Sogno giorni felici in cui poter indossare collant con meno di 100 denari e non vivere con massice dosi di tachipirina sempre in tasca. Motivo per cui la ricetta di oggi è "estiva", giusto per evadere almeno in cucina. (e ci sta a pennello, a Milano nevica da ore). Ricetta tratta da: La grande cucina del corriere della sera, volume zuppe e minestre

400 grammi di zucchine
2 cipollotti
500 ml di brodo vegetale
mezzo avocado maturo
5 foglie di menta
125 grammi di yogurt bianco, denso
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai olio d'oliva
sale
pepe nero

La prima cosa da fare, al solito, è il brodo. Poi bisogna lavare e tagliare cipollotti e zucchine, tutto a pezzi molto piccoli. Versare l'olio nella casseruola e cuocere per cinque minuti a fiamma moderata. Regolare di sale, versare il brodo caldo, e continuare la cottura per altri 15 minuti. Mentre zucchine cipollotti e brodo si sfreddano un po', pelare col pelapatate l'avocado e farlo a tocchetti. Unire al brodo l'avocado, lo yogurt e la menta. Frullare il tutto e rimettere sul fuoco per 5 minuti, finchè non diventa una crema bella densa, senza grumi.
Versare nelle ciotole, regolare di pepe e servire.


E' tremendamente scenica, come portata, ma assolutamente economica. Fate un po'attenzione quando comprate l'avocado, molto spesso si trovano troppo acerbi, inutilizzabili per cucinare. Deve avere la consistenza di una pera matura, per intenderci.
Il libro di ricette suggerisce di servirlo con uno chardonnay friulano, e io sono d'accordo: se non altro perchè è uno dei vini che potete comprarvi senza spendere una fortuna e senza però avere l'impressione di bere aceto.
E' facile da fare e buonissima, l'unica cosa a cui prestare un minimo d'attenzione è lo yogurt: bianco, va bene, denso, va bene, ma non deve essere dolce, meglio quelli piuttosto acidi. Altrimenti da al tutto un gusto assai strano. Lo yogurt di soia non funziona nemmeno, fa i grumi e il sapore di fagiolo emerge troppo. Per qualche strana ragione viene benissimo con lo yogurt bianco all'aloe del Lidl.
Con l'avocado rimasto potete fare delle bruschette, basta unire ai tocchetti di avocado dei pomodorini (o pomodori) anch'essi a tocchetti, condire e versare sul pane.
Ah l'avocado, che meravigliosa invenzione.

lunedì 11 gennaio 2010

Lez Cook: bavarese al cioccolato bianco


Non sono una grande appassionata di dolci, trovo che la maggior parte delle volte siano csì intrisi di zucchero/grassi/melassa da risultare semplicemente nausenti. Amo le bavaresi, però. Così come i budini, tutti i dolci al cucchiaio. In piccole, monoporzioni, alla fine di un pranzo/cena assolutamente non eccessivo. La bavarese è il non plus ultra, dei dolci al cucchiaio. In questa variazione col cioccolato bianco, poi, assolutamente uber alles (per quanto stra calorica, da evitare il pensiero calorie proprio.)
Ricetta tratta da Anna in cucina: speciale dolci (grazie mamma per non averli mai buttati nel camino)

1, 5 dl di latte
1 dl di panna fresca
1 tuorlo
25 grammi di zucchero
75 grammi di cioccolato bianco
8 grammi di gelatina in fogli (io non transigo, non deve essere d'orgine animale.Non so che effetto possa fare a delle non vegetariane, ma io i resti di mucca nel mio dolce non ce li voglio)
cacao amaro in polvere

La prima cosa da fare è mettere a mollo i fogio di gelatina in acqua fredda. Se non avete una bilancia di precisione, fate la misura ad occhio. Generalmente nelle confezioni della gelatina ci sono una 20 di grammi, quindi prendete poco meno della metà dei fogli. E' sempre meglio abbondare, nel dubbio, che senza gelatina la bavarese non sta letteralmente in piedi.
Portate ad ebollizione il latte e mescolate in una ciotola il tuorlo e lo zucchero, uniteli al latte e mescolare (cucchiaio di legno) finchè non si addensa. unire il cioccolato bianco spezzettato e la gelatina strizzata (dopo una decina di minuti che se ne sta a bagno nell'acqua fredda, diventa molle. Contenere il disgusto mentre strizzate ben bene e buttate nel pentolino).Lasciar sciogliere cioccolato e gelatina (la gelatina deve sparire, se no, da capo, la bavarese non sta in piedi); togliere dal fuoco e la panna ben montata (con le fruste elettriche o il frullatore ad immersione, non montatela a mano che ci impiegate il doppio del tempo).Inumidite uno stampo da budino (se ne trovano anche nei negozi "tutto a un euro" per poco più di un euro, o compratevi al supermecato gli stampini mono uso ma anche no di alluminio), versate il composto e lasciate riposare in frigo per almeno tre ore. Prima di servire, tuffate lo stampo in acqua bollente per un minuto: non in modo che si bagli anche la bavarese, solo da immegere lo stampo. Faciliterà l'ingrato compito di tirar fuori il dolce dallo stampo senza attriti. Ricoprite la bavarese con un po 'di cacao ed è fatta.
E' buona, davvero, è buo-nis-si-ma. L'unico passaggio che richiede un po' di attenzione è l'ultimo, quando dovete far uscire la bavarese dallo stampo. E' facile che l'operazione richieda un po'di tempo, e soprattutto di pazienza.Motivo per cui, è meglio se preparate il dolce con grande anticipo, e lo lasciate in frigo già "sfornato".
Tenetevi leggere con il resto del pranzo/cena perchè altresì questo dolce uccide direttamente qualsiasi impulso ad attività differenti dal dormire.

martedì 5 gennaio 2010

Lez cook: zuppa rossa di peperoni



Le vacanze tendono a far perdere la cognizione del tempo, si sa, ma io credo di aver battuto tutti i record quando ieri, sorridendo come una bambina, ho dichiarato: oggi è Natale! Sarà che le pubblicità natalizie che continuano a passare in tv mi destabilizzano, o che ieri è stata una giornata particolarmente proficua in fatto d'acquisti (no, non ho fatto il bagno di folla per arrivare ai saldi), o ancora che me ne sono stata placidamente sulla mia poltrona nuova (beccata, ecco gli acquisti!) davanti al fuoco a leggere, come faccio sempre durante le vacanze di Natale. Non so.
Vi propongo però una ricetta molto natalizia (se non altro per il colore): zuppa rossa di peperoni.

Ingredienti per 2 persone:
1/2 peperone rosso
1 patata piccola
400 gr di pomodori
1/2 cipolla
1 carota
1 gambo di sedano
brodo vegetale
1 cucchiaio di farina
peperoncino (o tabasco)
vino bianco
sale
olio
pepe nero

Dopo aver preparato del brodo (circa 350 ml), far scaldare un po' d'olio in una pentola e soffriggere cipolla, carota e sedano tritati. Spruzzare con un po' di vino e far evaporare a fiamma vivace, quindi aggiungere il peperone, la patata e i pomodori precedentemente tagliati a dadini. Far cuocere a fuoco moderato finché le verdure non si ammorbidiscono, quindi spolverizzare con un cucchiaio di farina e girare attentamente per evitare che si formino grumi. Coprire col brodo vegetale e, raggiunta l'ebollizione, lasciar cuocere coperto per 20 minuti, a fuoco basso. Qualche minuto prima della scadenza aggiungere un pizzico di peperoncino (a seconda del gusto lo si può aggiungere anche prima, tenendo conto che gli alimenti piccanti rilasciano il piccante in quantità proporzionale al tempo di cottura). A cottura ultimata, frullare con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema e rimettere sul fuoco qualche minuto.
Servire calda con pepe nero e, in caso non sia stato utilizzato il peperoncino durante l'esecuzione, tabasco.


Ottima se accompagnata con panna acida, che si può comprare o anche fare in casa facilmente, aggiungendo a mezzo vasetto di yogurt bianco due cucchiai di succo di limone, sale e pepe.

Ottima per rimorchiare perchè:
  • fare la panna acida a casa è facilissimo, ma trovarla handmade ad una cenetta fa sempre una signora figura (possibilmente preparatela, o servitela, in una ciotola e non nel vasetto dello yogurt!);
  • il piccante porta bere, e un buon vino (rigorosamente bianco) aiuta a socializzare;
  • il peperoncino dovrebbe pure essere afrodisiaco, ahah.

mercoledì 23 dicembre 2009

Patate al forno


Come ben sapete in questi giorni Milano si è trasformata nella versione brutta e disorganizzata di Stoccolma, e le strade sono impraticabili. Giusto il tempo di uscire a tagliare (troppo) i capelli, aspetto fiduciosa ed ingenua che il postino mi porti i miei autoregali, e nel frattempo cucino. Cerco di battere un po' la mia pigrizia, se no finisce che mangio caramelle per pranzo come ieri, amo le caramelle, ma non sono sicura che apportino al mio organismo la giusta quantità di proteine e sali minerali.
Patate al forno, un classico. Non saranno forbite come la zuppa a la francaise dell'altro giorno, ma sono incredibilmente buone. Diciamo che vanno bene per l'appuntamento numero due o tre, quando volete dimostrare quanto siete brave anche in versione più understatement, sceglimi e allieterò le tue domeniche piovose dul divano. (Lo so Silvia che te l'ho cucinate la prima volta in assoluto che siamo "ufficialmente uscite insieme", ma la nostra situazione era un po' diversa...)
Ricetta vecchissima, me la porto dietro dalle scuole medie. Ingredienti:
3 o 4 patate di media grossezza, possibilmente a pasta gialla (non ho idea di quanti grammi siano, media grossezza per me quanto un pugno chiuso, anche qualcosa di più)
un limone
olio
sale
vino bianco, sempre quello in cartone stile tavernello , un bicchiere bello pieno(sempre, sempre avere del vino bianco per cucinare!)
rosmarino
salvia

La ricetta è piuttosto lunghetta, soprattutto con quei nuovi antipatici forni ventilati che si, non bruciano, ma nemmeno cuociono tanto in fretta. La prima cosa, quindi, accedere il forno. 150/200 gradi, dipende da quanto è lento. Mettersi a pelare le patate, e farle tutte a cubetti. Cubetti piccini, di circa 2 cm l'uno. Versare l'olio (a occhio uno, due cucchiai) in un'insalatiera, aggiungerci un po' di sale (qualcosa come 2 cucchiaini scarsi), rosmarino (non il rametto, solo gli aghi) e salvia spezzettata.Bene: ora vi rinboccate le maniche, mettete le manine dentro l'insalatiera, e rimestate: ogni cubetto di patate deve ricoprirsi di olio, rosmarino, salvia e sale. Poi passate alla teglia: unta con un po' d'olio, e poi ci riversate dentro le patate. Livellatele a fate un unico strato, e buttateci sopra ancora un po' di rosmarino. Poi, nell'ordine: il succo di un limone, il bicchiere di vino, sale (poco, o saranno davvero immangiabili) pepe nero. Le patate, insomma, saranno sommerse da un sacco di roba. In forno per 40/50 minuti, controllatele ogni decina di minuti, io le tolgo dal forno quando hanno fatto una bella crosticina e del vino e del limone non c'è più traccia. Sono buonissime, davvero. Valgono tutto il tempo passato a prepararle.
Ecco, magari questo è un piatto la cui preparazione non è l'attività più eccitante da osservare (in particolare quando dopo che avete rimescolato le patate nell'olio e rosmarino avete tutte le mani unte), per cui fatelo in anticipo. Calcolate i tempi in modo che la vostra lesbica arrivi ta-daan! proprio mentre leggiadre, guanto da forno alla mano (proprio come per i grembiuli, ne esistono di non imbarazzanti), poggiate la teglia in tavola, affianco alla bottiglia di vino già stappata.Altro momento da tenervi per voi: le imprecazioni al tappo di sughero che minaccia di rompersi e rovinare il vino.
Io ti aspetto, oh postino!


lunedì 21 dicembre 2009

Lez cook



A grande richiesta, la rubrica di cucina, ovvero "prendi per la gola la tua lesbica"!
Cucino piuttosto bene, io. Quando si tratta di farlo per altri. Se devo sfamare me basta un brodino e delle carote (troppo pigra anche solo per sollevare una padella); ma se devo farlo per altri (generalmente tha frog, perchè se le porzioni da preparare superano i due partecipanti torna in gioco la pigrizia), mi ci applico, con risultati piuttosto soddisfacenti. So prendere una lesbica per la gola: difatti l'ultima che ho irretito con delle patate al forno è la mia cara fidanzata da quasi tre anni buoni.
Quindi datemi retta, care lesbiche: la cucina funziona, sempre. Che so, zuppa di zucchine e avocado, un vino bianco decente, niente candele (scontato!) ma una colonna sonora ad hoc = meta! In questo caso, mi spiace, ma la cucina sarà vegetariana. Non tocco ne cucino carne da 4 anni, e comunque le verdure fanno più bene, davvero. Costano meno (così potete investire sul vino), non vi restano sullo stomaco e non si infilano fra i denti in maniera antiestetica.
Un paio di considerazioni generali:
  • No ai fritti. NO.Sono buoni, buonissimi i fritti. Ad avere Burdocks in Italia ci mangerei una volta alla settimana, ma se dovete cucinarli voi i fritti sono un no-no. La frittura perchè non si ammosci va fatta al momento, la casa puzzerà di friggitoria, l'olio bollente è notoriamente subdolo e le mani a chiazze causa scottatura da olio non sono esattamente eccitanti.
  • I piatti migliori sono quelli che possono essere preparati in anticipo, e rifiniti quando arriva l'ospite. Come zuppe, budini, risotti: vostra lesbica vi vedrà solo armeggiare leggere col cucchiaio mentre fate rassodare la vichysoisse, e non mentre parlate con le polpette chidendogli perchè diavolo non vogliono rassodarsi.
  • Gli alcolici: sempre. Sempre. Risparmiate i soldi delle candele e comprate una bottiglia di vino almeno decente. O birra. La birra va sempre bene.
  • Procuratevi un grembiule poco imbarazzante, che possa essere visto anche da occhi altrui. E' peggio, molto molto peggio (ve lo assicuro) ritrovare i vostri vestiti (nuovi) macchiati e correre in negozio per comprarvi lo stesso identico maglione macchiato mentre facevate rosolare le zucchine.
  • Le porzioni: no a quelle microscopiche da nouvelle cousine che sembrano antipasti, mentre in realtà sono trionfi di pasta in un nido di gamberi ripassati flabè ovvero "il primo". No anche ai piatti abbondanti, fanno venire sonno e poi vi ritrovate sul divano a guardare assieme L word.
  • No ai piatti cretini come filetto al cioccolato rosolato ai lamponi verdi del Tibet. Non sono intriganti, sono disgutosi.
  • No alle decorazioni stile nouvelle cousine di cui sopra, con una macchietta di cibo al centro del piatto e strane stelle filanti di decorazione a lato: non siete Pollock.
  • Si a provare il piatto prima, almeno una volta, se è una cena davvero importante o non l'avete mai fatto. E' peggio, molto peggio, scusarsi imbarazzate per la crosta bruciata del polpettone, con la vostra lesbica che vi guarda con un po' di imbarazzo misto a compassione, e scansando con grazia la parte carbonizzata sospira ma no, tranquilla...
  • Tenere sempre in casa una confezione di magnesia. Sempre. Costa 90 centesimi, ve la vedono al supermecato, è più veloce del sorbetto e c'è sempre il non si sa mai in agguato (scusa, posso avere doppia porzione di verdure gratinate? Certo, prendi pure! Troppe porzioni= sonnolenza e nausetta= magnesia!)
  • Informatevi sempre sui gusto dell'avventrice. Allergie a parte, ognuno ha le sue fisime alimentari. Io ad esempio non sopporto i broccoli, l'odore dei broccoli mi fa venire la nausea e una casa che puzza di broccoli certo non mi fa venire voglia di spogliarmi.
Va bene, ed ora una ricetta. Facile da fare e di sicuro effetto, la zuppa di cipolle alla francese. No, non lederà il vostro delicato fiato. Le cipolle danno problemi solo da crude, cotte a puntino sono proprio come una qualsiasi verdurina
Le dosi sono per due persone (ricetta presa da un vintage Anna in cucina: speciale minestrone e zuppe, anno del signore 1996)

200 grammi di cipolle "bionde"
750 ml di brodo vegetale
mezza baguette a fette
un cucchiaio di farina
vino bianco secco (va benissimo quello da un euro stile tavernello)

Prima cosa da fare è il brodo: acqua, dado vegetale, un filo d'olio, sul fornello finchè non bolle.
Tagliare le cipolle a julienne, e farle imbiondire (devono diventare morbide e leggermente dorate) in una casseruola con una noce di burro. Bagnarle col bicchiere di vino e lasciar evaporare. Cospargete col cucchiaio di farina (attenzione a non fare grumi), mescolate ben bene le cipolle e versate il brodo bollente. Cuocere per mezz'ora a fuoco medio, pentola scoperta.
Una volte pronta avete due opzioni: versarla nelle ciotole così com'è, oppure frullarla e riemetterla poi sul fuoco. La versione frullata è meno rustica e più facile da mangiare. Accompagnare con la baguette leggermente tostata, sale e pepe nero in tavola.

La zuppa di cipolle è facile da fare, tremendamente buona, e potete sempre uscirvene con battute come si, siediti pure e versati un bicchiere di Chardonnay. Per antipasti ci sono tartine di brie e miele. La zuppa è subito pronta, solo un minutino