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giovedì 1 dicembre 2011

Rosalinda, perché?

In foto, RosaLindo. Scusate, io e Etwas siamo sceme.

Due giorni fa è passata a casa una mia collega dell'università per finire una presentazione. Mentre preparo il caffè la sento rispondere ad un manifesto appeso da poco in cucina: no, io non la conosco una lesbica famosa..Ce ne sono? E valle a spiegare di Gianna, che però si dichiara pansessuale. No, non i cavalli, solo tutti i sessi..umani...maggiorenni..ammesso che "transessuale" si possa definire terzo sesso, collega. Ma non addentriamoci troppo, che dopo il caffè si deve studiare. Ecco però, collega, è possibile che a giorni la figlia di Celentano ci dica qualcosa in proposito, visto che l'hanno paparazzata mentre baciava una donna.
Ora, Rosalinda, perché già il giorno dopo tu ci devi far fare queste figure di merda? Perché mi costringi a spiegare l'effetto poiana all'unica collega con cui ho socializzato in sette anni di università? A dirle che tu non sei coscientemente lesbica, sei solo discretamente disturbata, e che non sempre i cliché che tanto amiamo noi Krisbian, sono affidabili. Rasatura, questa volta mi hai deluso. Alle volte, come molti tagli di capelli, sei solo esternazione di un malessere interiore.

domenica 7 agosto 2011

Io se fossi Dio II


E' tempo di aggiornare la rubrica Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente quelli di Libero, con l'appendice e quelli del Corriere.
E se non tutti, almeno Fabrizio Roncone, per l'articolo di ieri ripreso anche da Giornalettismo, una ghinga in testa l'avrebbe meritata.
Perché è inutile provare a recuperare in chiusura di articolo con una frecciatina sulla moralità di Berlusconi, se lo si è aperto con una premessa già tutta sbagliata: chiamare Daniela Santanchè per chiederle un parere sul matrimonio della Concia non fa onore ad un giornalista, è solo un espediente scontato e irritante. E non tanto per le ridicole e stantie risposte della fascistissima, quanto per l'intento di fare apparire normale il fatto di interpellare un sottosegretario in merito al matrimonio di una collega. Cosa che sarebbe suonata alquanto strana se la Concia avesse sposato un Riccardo al posto della compagna Ricarda.
Se poi al pezzo si aggiunge un insipido aneddoto sul tipo di calzature delle due abitanti di Montecitorio, le dita tornano a fremere per il desiderio di battere ancora sulla testa di Roncone.
Lo perdono solo per la splendida immagine di una Santanché che arrossisce per amore.

mercoledì 27 luglio 2011

See that idiot walk, see that idiot talk



La foto è stata scattata da the frog all'Europride
Il titolo del post viene da questa canzone dei The Hives

In Canada un paio di mesi fa, davanti ad una platea di studenti universitari riuniti lì a sentirlo discorrere di sicurezza, Micheal Sanguinetti, affabile poliziotto, se ne uscì placidamente con una frase decisamente infelice: "se le donne smettessero di vestirsi come puttane forse avremmo meno vittime in giro " Che simpatico. (Slut Walker United!)
Un'affermazione simile l'avevamo già riportata qui, quando l'altrettanto affabile Monsignor Alfeo Giovanni Ducoli ci aveva ricordato che va detto che alcune donne oggi vestono in modo indecente e scollacciato, mostrando in pubblico le loro forme sensuali. Questo può eccitare menti deboli o poco ordinate e spingerle ad atti di violenza. Non mi sembra di ricordare che Maria Goretti fosse una a cui piacevano abiti particolarmente audaci, ma andiamo avanti.
Basta fare un rapido giro in rete (qui qui e qui ) per capire quanto il pregiudizio sia sedimentato: se ti vesti da zoccola, te la sei andata a cercare. Se ti vesti da zoccola e cammini pure da sola, allora sei veramente scema. Se ti vesti da zoccola e cammini da sola e lo fai di notte, allora mi spiace, forse sei troppo stupida anche solo per uscire di casa. Per altro, sarebbe da capire che cosa ti fa rientrare nella categoria sono vestita in modo che me la sto andando a cercare gonna troppo corta? Tacchi troppo alti? Scollatura troppo scollata? Tutto insieme? E vale solo se mostri in "pubblico le tue forme sensuali" o va bene anche se hai una prima scarsa? Ma i pantaloni molto stretti valgono lo stesso o la percezione di nudità è solo legata alle gonne corte? E le camicie sheer come le valutiamo? Sempre in base al volume delle tette? Non esiste un decalogo?
Va bene, ma questa è l'opinione dell'uomo comune, no? Quel tipo di uomo gretto, da cliché, con la canottiera macchiata di sugo e un folto cuscinetto di peli, che pensa veramente a- mia moglie è troppo scema per uscire di casa, non sa nemmeno guidare la macchina e b- quella era vestita in maniera provocante, se l'è cercata, non è colpa mia e c- mia moglie non la faccio mica uscire vestita di casa così, e comunque c'ha da stirare.
Non proprio, o almeno, non solo. Arriviamo ad oggi: il comune di Roma nel mese di luglio ha distribuito circa 10.000 copie di un opuscoletto sulla sicurezza, dall'infelice titolo Sicurezza, un lusso che noi donne oggi vogliamo permetterci". Se non fosse abbastanza il titolo veramente cretino (un lusso? scusami? un lusso è quando decido di comprare la birra da un euro e trenta e non quella da 70 centesimi, non il mio sacrosanto diritto di tornare a casa indenne) passiamo all'illuminante, sempreverde saggio consiglio: non camminate in strade buie e non indossate abiti appariscenti. Anche una tuta da sci in neoprene viola è appariscente, ma non credo che si riferisca a quello. Quindi è comunque colpa vostra. Non che so, del comune, che dovrebbe fornirvi strade con la giusta illuminazione, o ancora meglio, dell'uomo in questione. No, l'uomo in questione è stato attirato dalle vostre gambe troppo esposte, e ora sono affaracci vostri, voi e la vostra passione per le passeggiate notturne in vicoli bui troppo svestite.
Come? Stavate camminando in un vicolo buio perché avete aspettato invano la sostitutiva della metro per mezz'ora e poi avete deciso di andare a piedi? I mezzi pubblici la notte non funzionano? Va beh, ma non ce li avete i soldi per il taxi? A certo, li avete spesi tutti per quei vestiti di dubbio gusto! Forse forse se vi foste comprate una comoda tuta in terinda taglia xxxl 10 euro vi sarebbero avanzati!

venerdì 24 giugno 2011

Pippo Franco, prega per noi

In foto, Pippo Franco in Giovannona coscialunga disonorata con onore.

Sono giorni in cui a farsi un giro su internet risuona in testa quella scena di Sogni d'Oro, un vecchio film di Moretti, ripresa anche da Caparezza nel suo ultimo album. Tutti parlate di cinema. Io non parlo di cose che non conosco. Parlo mai di epigrafia greca?, gridava Michele. Ecco, io non parlo di oncologia e non parlo nemmeno di fede. Al massimo parlo di Clero, ma la fede non so più cosa sia da almeno 14 anni e non mi permetto di metterla in discussione nei credenti.
Un oncologo e un vecchio comico del Bagaglino però in questi giorni parlano di cose che io conosco, loro no. Omosessualità, ovviamente. E perché privarcene.
Pontifex è decisamente un irritante sito di trolls da evitare, ma come si fa a non cliccare su un link che promette un'intervista a Pippo Franco sulla degenerazione dei valori?
La prima riga dell'articolo (oddio, articolo..) ripaga con una risata di aver ceduto alla resistenza iniziale: Con Pippo Franco, ATTORE DI GRIDO, parliamo a tutto campo di religione.Il resto è un bla bla che ci interessa poco, ma la conclusione merita: Pippo Franco prega per noi. Per la nostra conversione e guarigione. Amen.
Una cosa sensata, anche se impossibile da dimostrare, però l'ha detta. Che omosessuali si nasce.
Non la pensa così Veronesi, che dopo il 95% di calci in culo al nucleare al referendum, è passato a difendere altre cause. La nostra. Con scarsi risultati.
Dopo aver dichiarato che l'amore omosessuale è il più puro perché non strumentale alla procreazione, continua affermando che l'omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta, e conclude facendo rigirare Giorgio Celli nella tomba, uno dei primi a studiare l'omosessualità negli animali. Secondo l'oncologo la pratica omosessuale tra gli animali è un bisogno di ottenere un rapporto sessuale, come l'onanismo. Pazienza per tutti gli studi e i documentari che dimostrano come non sia l'assenza di partners del sesso opposto a far ripiegare su un accoppiamento omosessuale, dal momento che questi casi si verificano all'interno di un branco. O colonia, per i nostri amici pinguini!
Insomma Umberto, grazie del tentativo, ma forse è meglio se dal sindaco di Sulmona ci difendiamo da soli.

giovedì 5 maggio 2011

Era meglio tacere


Fonte: queerblog

Dyo santo Giovanardi, basta. Ma che ti avremo mai fatto di male? (a parte essere ggggay, eccetera eccetera, ovviamente ). Perchè oggi santo giorno che l'invisibile unicorno rosa ci manda sulla terra dobbiamo sorbirci una tua sconclusionata, ipocrita dichiarazione? Insomma: sei per caso in campagna elettorale? Sei per caso in lizza per qualche non ben definita carica di stampo semil clericale? Sei per caso in uno di quei brutti periodi della vita per cui devi prendertela con gl'altri per sentirti meglio con te stesso? No? E' perchè diavolo, allora, senti il bisogno di lasciarti andare (quotidianamente ormai) a farneticazioni come questa?

Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze. Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca fastidio immenso

Sottolineiamo un'unica cosa (direi che la dichiarazione si commenta abbastanza bene da sola):

un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce


Ora, secondo me non è che i baci fra lesbiche gli diano meno fastidio. E' che non se li immagina proprio, bontà sua.

PS: sulla pagina di Wikipedia di Giovanardi potete trovare altre "divertenti" dichiarazioni su un sacco di argomenti che danno fastidio al nostro sottosegretario buontempone. Ce nè per tutti, insomma.

mercoledì 27 aprile 2011

Era meglio tacere



Fonte: queerblog

Colonna sonora: La canzone del maggio, De Andrè

E poi una si chiede, ma come si fa a non incazzarsi?

Giorgio Merlo
, Partito Democratico, anche lui dice la sua sull'affair Ikea (santa Ikea, punto):

Un conto è denunciare il fallimento del governo sulle politiche per la famiglia e per l’infanzia - è appena sufficiente ricordare il pesante taglio deciso dal governo Berlusconi a favore delle famiglie italiane - altra cosa, invece, è ricordare e custodire il valore costituzionale della famiglia. Su questo terreno il sottosegretario Giovanardi ha ragione. Senza e senza ma. E il messaggio pubblicitario dell’Ikea va denunciato. Almeno per chi crede nel valore costituzionale della famiglia

Capite? Non ci siamo proprio, no no
A parte che, complimenti, tutti molto sulla notizia. Giovanardi per primo. La pubblicità Ikea è uscita a marzo (ne ha parlato Scalfarotto qui). Dev'essere che Giovanardi aveva poco da fare durante il ponte di Pasqua e dev'essere che Merlo è, umh, com'è quella parola? Un leccaculo.
Aggiungo, caro Merlo, che episodi come quello di Paola Concia della scorsa settimana e tutti gli episodi di omofobia in genere che costellano questo bel paese, sono anche colpa di quelli come te, no per carità no io non ho nulla contro i gay, ma per carità no la famiglia la famiglia è quella tradizionale.

Provate pure a credevi assolti, siete lo stesso coinvolti.

lunedì 25 aprile 2011

Il riassuntino della settimana


Foto presa da qui


In ordine sparso, non crolonologico e non per importanza, cosa è successo nella passata settimana:

1 Evan Rachel Wood si è dichiarata bisessuale. Sei tanto una bella fanciullina, ma che ci frega?
2 E' stato annunciato il cast per la seconda stagione di The Real L Word. Prepariamoci ad un' altra estate piena di risatine
3 A Roma hanno aggredito Anna Paola Concia e compagna. Questo triste mondo malato.
4 Giovanardi l'ha sparata di nuovo grossa, stalvolta contro l'Ikea. A Giovanardi piace dire cazzate, ci dobbiamo venire a patti?
5 Anche Pontifex l'ha sparata grossa (Pontifex e Giovanardi non ci deludono mai), non contro l'Ikea ma contro il nuovo film di Moretti.
6 L'invisibile unicorno rosa è apparso in piazza San Pietro
7 Davis Sedaris sarà a Roma il 26 maggio, ed è anche uscito il nuovo libro di Sedaris, Bestiole e bestiacce (David ti prego ti prego ti prego vieni anche a Milano. Ti prego. Hai scritto un libro che parla di scoiattoli, devi venire a Milano.)
8 Il 28 aprile inizia a Torino il festival del cinema lgbt "da Sodoma ad Hollywood"
9 E' uscito il nuovo singolo delle Uh Huh Her, bene brave bis
That's all, folks!

martedì 29 marzo 2011

Era meglio tacere


Fonte: tumblr gay news 24

Era meglio tacere per questa volta cambia la sua solita foto (ciao Lindsay) e la sostituisce con questa bella ed esaustiva vignetta, che è stata presa da qui.


La dichiarazione la riporto con un certo ritardo e son sicura che (purtroppo) l'avrete già sentita, ma è talmente colossale da meritarsi comunque il suo era meglio tacere, perché, dyo, stavolta sarebbe stato veramente meglio.
Arcivescovo Silvano Tomasi, membro dell’Osservatorio Permanente del Vaticano alle Nazioni Unite:

”La gente viene attaccata perché prende posizione contro le relazioni fra persone dello stesso sesso (…) quando esprimono dei pareri del tutto normali basati sulla natura umana vengono stigmatizzati, e ancor peggio, perseguitati e sviliti”. “Questi attacchi sono una chiara violazione dei diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessun caso (…)"

No, va beh. Con comodo

mercoledì 9 marzo 2011

Era meglio tacere



Fonte: Mos Informa.

Adinolfi, PD:

Sulla sua pagina Facebook Mario Adinolfi ha scritto mercoledì mattina: «ragiono sulla questione dei figli, sul matrimonio omosessuale e le conseguenti genitorialità “inventate” contro ogni legge di natura, e mi continuo a chiedere perché venga considerata tanto “de sinistra” l’artificialità di rapporti generati solo per soddisfare un egoismo…è più di sinistra considerare il diritto di ogni bambino a avere una madre e un padre, non due che si possono stufare della “macchina nuova”». Tra i commenti poi scrive: «e poi, co’ ‘sta storia degli orfanotrofi…ma per fare del bene a un bambino orfa
no, sicuri che il modo migliore sia travestirsi da papà e mamma quando si è Gino e Gabriele? I bambini orfani si possono amare concretamente anche senza inventarsi una finta genitorialità contro natura». E ancora:«meglio avere persone che ti vogliono bene davvero, rispetto a quelle che si devono travestire da mamme per farlo». Abbandonando la “discussione”, senza rispondere a chi gli fa notare che un figlio come desiderio egoistico non è una prerogativa delle coppie omosessuali, ribadisce: «il problema è che il tema dei figli è il tema serio per eccellenza, ne va della cultura complessiva del contesto sociale in cui si agisce, non si può ragionare su schemi stereotipati, tipo: se sei di sinistra è figo dire che è normale per i gay avere figli, senza ragionare sul tipo di schema sociale che questa affermazione induce, dove persino l’ultimo baluardo di sacralità into
ccabile (il neonato, il bambino) viene ridotto a puro oggetto che soddisfa un egoismo».

Sono davvero senza parole.

Nella speranza di risollevarsi l'umore:
per la rubrica Lesbiche con un bell'accento ammetto di aver ceduto a Coronary street, dopo averne letto e sentito ovunque nel web (qui ad esempio Afterellen). Si tratta della soap opera inglese più seguita e più duratura (va in onda su ITV, in prima serata, dal 1960), che recentemente ha introdotto una relazione fra due giovani protagoniste, Sophie e Sian (con un accento più marcato di quello di Skins, si fa fatica a crederlo). La storia è ovviamente allungata e diluita come Soap Opera comanda, ma è recuperabile in un pratico riassunto in quattro parti su youtube (ci si può davvero fidare delle lesbiche: qualunque, e dico qualunque, film o telefilm o soap abbia una trama o sottotrama lesbica si trova su youtube adeguatamente tagliato e montato per liberarsi del superfluo).
Devo anche ammettere che ha il suo perché, oltre alle fasi e controfasi d'obbligo (confusione / drama / autocoscienza / drama / scoperta dei genitori / drama / coming out con gli amici / drama / etc ), e poi parliamo di soap opera, il che vuol dire vecchi, casalinghe, etc.

lunedì 21 febbraio 2011

Era meglio tacere



Da Glamour del mese di febbraio, rubrica recensioni cinematografiche:

I ragazzi stanno bene: Nic e Jules sono una coppia lesbica che vive felice con i due figli concepiti con un donatore sconosciuto. Ma all'improvviso, dopo 18 anni, l'uomo si fa vivo rivendicando il suo diritto di padre. Ne nasce una commedia sofisticata, un po' radical chic. La firma una delle regine del cinema indie americano.

Ehm, no?

post scriptum: ecco la foto del cartello Lisbeth Salander pensaci tu (signora, ancora una volta, le rinnovo tutta la mia stima)

martedì 1 febbraio 2011

Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente quelli di Libero

Come da titolo, canzone consigliata per questo post Io se fossi Dio, del signor G.

Questo post arriva un po' in ritardo rispetto al senso di nausea che lo aveva ispirato, ma ve lo propino ugualmente.
Se nelle ultime settimane vi è capitato di leggere Gay.it o Queer blog.it (do per scontato che se vi piacciamo noi, non leggiate Libero) saprete già tutto dell'ultimo passatempo del quotidiano Libero, dopo la caccia alle case di Fini: dagli all'untore gay alla Statale di Milano. Per coloro ai quali invece tutto questo risultasse nuovo (buon per me e per il mio post tardivo) ecco un breve (non ci contate) excursus storico della vicenda: primi di gennaio, Gay Statale, il collettivo universitario lgbt della Statale di Milano, inizia la promozione di un laboratorio dal titolo Omosessualità-Un mondo nel mondo. Una cosa seria: una lezione ogni giovedì da gennaio a marzo, 11 relatori scelti tra docenti universitari, giornalisti, sociologi, storici, giuristi e personalità di spicco del movimento lgbt, 3 crediti formativi conseguibili con la stesura di un elaborato finale su uno dei temi trattati. Lo scopo, combattere l'omofobia con la conoscenza. Far conoscere, quindi, la cultura omossessuale, la teoria queer, la questione di genere, la situazione politica e giuridica dei diritti civili, per combattere luoghi comuni e diffidenza che, come si sa, spesso sfociano in episodi di violenza da cui il mondo universitario non è immune.
Contestualmente alla pubblicizzazione dell'evento, Libero parte all'attacco con titoli e articoli che fanno sorgere il dubbio che più che essere stronzi, non abbiano proprio capito di cosa si stia parlando: corso di alta froceria, no, Guida al corso di barzellette sui gay, o ancora all'università insegnano a fare gli omosessuali. Questo è un assaggio dei toni alla vigilia della prima lezione.
20 gennaio, il corso ha inizio. un centinaio abbondante gli astanti, tra studenti iscritti al laboratorio, me compresa, e semplici interessati di ogni età. Come si scoprirà poi il 22 gennaio, tra i presenti anche Carla Giordano, un'infiltrata di Libero.
Ma prima dell'accurato resoconto di Carla, Libero non si fa mancare il dossier scoop! Scandalo alla Statale di Milano, erotomani gay tra cui anche docenti gay fanno sesso gay nei bagni della facoltà. gay. Gliel'ha detto un ragazzo etero che poi gli ha chiesto di filmarlo mentre si masturbava nei bagni delle donne. Chi siamo noi per mettere in dubbio l'attendibilità delle fonti? E poi prima, prima del ragazzo e delle sue proposte, il giornalista in quei bagni aveva sorpreso una coppia intenta a fare sesso, e prima prima, su un pianerottolo, c'era un signore sospetto che leggeva il giornale guardingo. Chi o cosa aspettava? Insomma alto giornalismo d'inchiesta.
E ora torniamo a Carla e al suo articolo Corso di omosessualità, foto di frustate e discorsi sconci. La cosa che mi ha fatto più incazzare di questo pezzo, più dei contenuti che rivelano quanto la poverina si sia annoiata ad una lezione universitaria di sociologia, è proprio l'aver scoperto, dopo aver immaginato la mano di un uomo sulla tastiera nella redazione di Libero, che la mano era quella di una donna. Non voglio fare la femminista perché non ne ho la cultura, ma purtroppo il mio cervello non aveva concepito che a sminuire il lavoro della professoressa Sassatelli, docente, sociologa e relatrice della suddetta lezione, potesse essere un'altra donna. La signora Giordano, che amo immaginare nascosta tra i banchi a ridacchiare come alle scuole medie delle slides proiettate, racconta una lezione confezionata per solleticare i bassi istinti dei folkloristici gay in sala, con foto di uomini nudi e termini sconci. La lezione a cui ho assistito io introduceva il concetto di genere e ne spiegava la differenza con l'orientamento sessuale. Passava poi ad analizzare alcune pubblicità, col supporto delle slides incriminate, per dimostrare come gli stereotipi, sul vero maschio o la vera famiglia italiana, per fare due esempi, siano sfruttati persino per vendere un prodotto. Così una crema autoabbronzante può utilizzare la fissazione degli uomini per il pene grande fotografando dall'ombelico in giù un uomo palestrato con un flacone di crema nello slip e sovrapponendoci la scritta fake it, appunto: fingi il pacco e l'abbronzatura. Ma tutto questo discorso la Giordano deve averlo sentito in lontananza, intenta com'era ad individuare tra il pubblico i personaggi più stravaganti per il suo resoconto, e sintetizzando con un acuto certo la scusa era quella di parlare dello stereotipo della maschilità, ma intanto tutti si leccano i baffi.
Orwell nel suo 1984 ipotizzava gli slogan di un potere che si fondava sul rovesciamento della realtà: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza. Oggi viviamo in una società alla rovescia, con un giornale per cui un signore che legge un quotidiano in un'università è un maniaco sessuale, mentre un altro signore che intervista un ragazzo mentre questo si masturba è un giornalista. Un giornale di servi che si fa chiamare Libero.

giovedì 6 gennaio 2011

She said shhhh

Foto presa qui.

Devono aver pensato che, per quanto alternativi, invertiti, etc., avrebbero dovuto tutti fare i conti col natale. Con le famiglie, per lo meno, il rientro a casa, i pranzi infiniti, le prese d'aria necessarie. Chi avrebbe voglia, in tutto questo, di stare anche a leggere i giornali (online e non) e di farsi venire il sangue amaro?
Si trattava quindi del momento perfetto per dire quello che si voleva, indisturbati e, si spera, anche inascoltati. Se lo sono lasciato scappare? Macché!

Il vescovo Demetrio Fernandez ha approfittato della messa del 26 per dire:

L'UNESCO, riunitasi pochi giorni fa, sta lavorando affinché per i prossimi 20 anni la metà della popolazione mondiale diventi omosessuale (...) l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura utilizza vari programmi per introdurre "l'ideologia di genere", che in realtà è già presente nelle nostre scuole.

Giovanardi, invece, si è lanciato in dichiarazioni qualche giorno dopo capodanno:

Nel difendere il diritto di Elton John di concepire in tal modo un bambino, le associazioni gay più oltranziste finiscono con l'iscriversi alla scuola positivista del '900 che teorizzava questo tipo di eugenetica, che poi è stata ripresa in molti aspetti dal nazismo.

Che dire? Si spera che il buon proposito del nuovo anno sia tacere, che è meglio.

martedì 7 dicembre 2010

Che confusione, sarà perché è natale

Fonte: Unità.

Sfida natalizia: provate un po' a trovare un senso a questa dichiarazione di Giovanardi sul Don't ask don't tell e sulla possiblità dei gay di far parte dell'esercito. In palio un cioccolatino dal mio calendario dell'avvento.

Concordo in pieno con le regole dell'esercito Usa. Non chiedere e non dire che sei gay. Perche' se uno e' omosessuale e' affare suo, ma se fa apertamente coming out non e' piu' affare suo, la sua omosessualita' diventa un manifesto politico. Penso che la sfera della sessualita' dovrebbe rimanere riservata, specialmente quando ci sono responsabilita' legate al combattimento non capisco cosa possa aggiungere il proclamare apertamente di essere eterosessuale o omosessuale. Credo sia giusto l'ordinamento dell'esercito americano dove e' severamente proibito praticare l'omosessualita'. Se un ufficiale o un soldato (anche etero) hanno un rapporto tra di loro vengono immediatamente radiati dall'esercito. Il modello americano che funziona e' quello del non chiedere e non rispondere, tu non esibisci la tua cosa e io non ti chiedo nulla. Non dico che un omosessuale conclamato sia inadatto all'esercito, io dico che un omosessuale puo' essere ed e' stato un grande politico, un grande imprenditore, un grande artista, ma questi lo sono stati per la loro intelligenza, non perche' hanno mai proclamato di essere gay. Concordo con l'ordinamento americano perche' credo che anche per un ufficiale italiano che cominciasse a praticare la poligamia o a tenere atteggiamenti non consoni alla divisa che indossa abbia qualche difficolta' a continuare a fare l'ufficiale. Se uno e' omosessuale e' affare suo, se diventa un militante di un movimento gay non e' piu' un affare suo, diventa un manifesto politico.

N.B. Non si imbroglia, va spiegato anche il balletto gay > etero > poligamo (io ci tengo ai miei cioccolatini).

giovedì 2 dicembre 2010

Era meglio tacere



Paola Binetti, ripeto, Paola Binetti ha dato a dato a Vendola dell'omofobo. (potete sentirle l'intervento qui).
Ora, non è che a me piaccia più di tanto Vendola e senta il bisogno di difenderlo a spada tratta o che, ma mon dieu, Paola Binetti che accusa qualcun'altro di omofobia. Paola Binetti.
Sono un po' confusa.

martedì 23 novembre 2010

Era meglio tacere


Papa Ratzinger:

L'omosessualità è" una grande prova" di fronte alla quale una persona può trovarsi, "così come una persona può dover sopportare altre prove. Ma "non per questo diviene moralmente giusta"

Oh per carità. Non saprei nemmeno da d0ve inziare.
Lasciamo la parola a quelli di Spinoza che (come al solito, e perfortuna! grazie spinoza!) sanno sempre cosa dire:

Ratzinger: "L'omosessualità non è mai moralmente giusta". Su riciclaggio e pedofilia deve ancora farsi un'idea.

mercoledì 3 novembre 2010

Tanto rumore per cosa?


Oggi voglio spezzare una lancia in favore di Silvio. Dopo due giorni in cui tutti, ma proprio tutti, gli hanno dato addosso per una battuta, sento quasi il dovere di riequilibrare le cose.
Passi L'Unità, che subito lancia la campagna Meglio tutti che Berlusconi; passino tutti quei link su Facebook che, riprendendo la frase del Presidente, propongono Meglio le belle sgnacchere che essere arabi et similia; passino pure i rimproveri su El Paìs, The New York Time, o Le Parisien, le videolettere di Niki e il coro di richieste di dimissioni decorose. Ma stavolta anche molti dei suoi gli si sono rivoltati contro: dal giornalista di Rete4 che chiede le scuse per il suo cameraman gay, agli ex compagni di partito, ma ancora alleati, di Futuro e Libertà, con in testa persino quel fascista di Luca Barbareschi. Tutti a gridare vergogna. Ma che avrà detto mai? Di peggio del solito, si intende. Io ricordo quelle belle battute da bettola sul Marrazzo post transgate, le statistiche sull'assenza di gay nel centro-destra. Quelle si che erano venute bene. Ma stavolta tutto questo indignarsi a destra e a manca mi lascia perplessa. Che la questione omosessuale sia ancora una volta sfruttata per altre battaglie? La risposta non ce l'ho, fatto sta che stamattina tutto questo prodigarsi per noi mi ha fatto venire voglia di uscire dal coro, minimizzando quella che, a confronto con tutta la merda sparata in 16 anni di ribalta, alla fine è solo l'esternazione di una preferenza sessuale, una strizzata d'occhio al suo popolo che per queste esternazioni lo vota! Sicuramente un'esternazione rozza, incompatibile, sulla carta, col suo ruolo, ma trovatemene una appropriata pronunciata da questo premier, siamo realisti.
Mi sembrava una buona difesa stamattina, finché non l'ho confrontata con questa. Come ho potuto pensare di competere con dei professionisti? La difesa di Melania Rizzoli dalle pagine de Il Giornale.it è ineccepibile, batte la mia 4 a 0, perché non ci ho pensato io? La battuta di Berlusconi non è soltanto meno grave di altre/condivisibile dalle lesbiche/un buon diversivo per manovre autoritarie in campo intercettazioni. No! Quella frase è, wait for it: un inno alla vita! Si! Una celebrazione della procreazione naturale, dei perfetti incastri eterosessuali che la natura ha pensato per i nostri genitali. E poi, ipocriti, ammettetelo: Tutti preferiamo figli etero. E' provato empiricamente: chi di voi ha mai sentito una donna in attesa dire "speriamo che sia gay"?
Verrebbe da chiedersi chi abbia mai sentito una donna gravida proclamare a gran voce, assieme alla speranza di avere un figlio sano, magari femmina, magari anche che somigli alla nonna così bella da giovane, anche quella che il figlio venga fuori etero. Ma forse sono io che conosco poche donne incinte.
Peraltro mia cara signora medico e deputata del PDL, qualcuno che un figlio gay se lo augura c'è. Pare che Robbie Williams abbia da poco dichiarato ad una radio australiana di essere pronto per un figlio e che gli piacerebbe averlo gay, maschio o femmina che fosse. Un desiderio un po' strano, in effetti... e io che mi limitavo a sperare in capelli lisci per le codette della bambina di Monsters & co. e al massimo in un odio per le Barbie scritto nel DNA.

martedì 2 novembre 2010

Era meglio tacere



Fonti: queerblog, ri
ver blog, spetteguless

Long story made short:
venerdì sera Matteo Renzi, sindaco pd del comune di Firenze, è ospite alle invasioni barbariche. Fra le altre cose Daria Bignardi (furbacchiona ) gli chiede che ne pensa dei matrimoni gay. Risposta:

"Io non sono d’accordo col matrimonio omosessuale, la penso come quel pericoloso reazionario di Barack Obama; perchè penso che il matrimonio sia l’unione di una donna e di un uomo.Quando si è trattato a Firenze di recuperare il centro storico e dare delle case, io non mi sono posto il problema se le coppie che ci andavano ad abitare fossero coppie eterosessuali o omosessuali. Abbiamo aperto il bando perchè il problema era riportare giovani generazioni nel centro storico”

Segue polemica
varia, perchè forse è il caso di ricordaglielo, il pd resta sempre un partito di sinistra, più o meno, e forse da un partito di sinistra (per quanto centro- centro- centro sinistra) ci si aspetterebbe delle posizioni differenti in ambito di diritti civili.
Polemiche alle quali Renzi ha pensato di ribattere così ( riposta ad un lettera di un lettore di spetteguless, reperibile qui )

Caro A.
Mi spiace moltissimo se hai letto un sottotesto. Ti garantisco che non c'era. La vera sfida, devastante, è combattere la discriminazione. La discriminazione di chi spacca la faccia a un ventunenne fiorentino che ho accompagnato in ospedale e che mentre veniva visitato ha raccontato per la prima volta a suo padre che era omosessuale. Come pure la discriminazione anch'essa intimamente violenta di quella nonnina così gentile che quando a un matrimonio che ho celebrato la settimana scorsa mi ha rimproverato perché ho messo come colonna sonora Tiziano Ferro (Il regalo più grande) perché "Sindaco, ma chillo è culattone!".
Io sul matrimonio non sono d'accordo. Perché, in sostanza, non sono d'accordo sull'adozione dei figli. Tutto qui.
Non penso sia offensivo: è un'opinione, rispettabile come tutte.

E così arri
viamo ad oggi, con Berlusconi che si lascia andare alla più classica affermazione da uomo che non deve chiedere mai:

È meglio essere appassionati di belle ragazze che gay

Non fa una piega. Non ho nulla contro i negri, è che non li voglio come vicini di casa.
A me che la direzione del pd si dichiari indignata dall'affermazione di Berlusconi mi fa una pippa.Ecco.


News delle 19.08

Julianne Moore, a Roma per presentare il film the kids are all right (distribuzione italiana prevista per febbraio, torrent non pervenuto), ha ribattuto con la sua solita, innata classe al nostro caro premier

mercoledì 27 ottobre 2010

Groundbreaking


Non credo che si siano da sprecare nemmeno due parole per l'ennesima, confusionaria e stupida dichiarazione di Rocco Buttiglione. Non si merita nemmeno un "era meglio tacere", perchè la triste realtà è che a queste cose il caro Rocco ci ha abituate, in un'escalation d'affermazioni che partono dall'omofobico e virano verso la stupidità totale, corredete da grossi paroloni nel tentativo di sembrare intelligente.
Cercando (a vuoto) la replica di Gianni vattimo a Buttuglione (era una replica molto sensata e interessante), sono invece incappata in questa notizia. Indovinate un po'? C'è una lesbica al grande fratello!

Florals? For spring? Groundbreaking

giovedì 7 ottobre 2010

Era meglio tacere


Fonte: queerblog

Monsignor Fisichella ha detto che la bestemmia di Berlusconi in chiosa alla barzelletta su Rosi Bindi andava contestualizzata. Dopo che la Bindi gli ha gentilmente risposto, egli ha ribattuto così:

Rosy Bindi senza conoscere il mio giudizio sulla barzelletta di Berlusconi e come agisco in queste situazioni, mi ha criticato in modo maldestro, giudicandomi un relativista che deroga al secondo comandamento per difendere i potenti! Non le rispondo per serietà. Certo, avendo buona memoria, mi sorgono tre domande: è peggio dire un’insulsa barzelletta condita da un’imprecazione, o presentare una legge contro la famiglia e pro nozze gay? Salvare la vita di Eluana o preferire l’eutanasia? Migliorare la legge sull’aborto o favorire la Ru486? Da vescovo sono turbato se vedo le pecorelle smarrirsi nei meandri dell’interesse politico, ignorando l’abc della morale cattolica

Ma che cazzo?



mercoledì 6 ottobre 2010

Era meglio tacere


Non sono proprio sicura che questa dichiarazione vada sotto "era meglio tacere". Dopotutto non è una gargantuesca cazzata, o una presa di posizione particolarmente omofobica. E' una frase superficiale, banale, di quelle che una qualsiasi sciura maria dello spettacolo può rilasciare ad una rivista. Però, quando la suddetta "sciura maria" viene presentata dalla suddetta rivista come colta, laureata, "speciale" nel suo essere fuori dal giro delle rifatte/raccomandate/incapaci, allora forse assume una valenza differente.
Chiara Francini, attrice, e come ci tiene a sottolineare ogni tre righe vanity fair, laureata in lettere con una tesi in ermeneutica:

Insomma, Francini, direi che non ha motivo di lamentarsi. Tra l'altro, in maschi contro femmine so che un ruolo, come dire, scandaloso...
Non è scandaloso. Al massimo, malizioso.Interpreto una lesbica che vive con Nicolas vaporidis e, a un certo punto, ci innamoriamo entrambi della stessa ragazza: Sarah Felberbaum. C'è anche il bacio saffico, lo si vede el trailer, ma niente di terribile.

Ecco, è il mio dentino del giudizio che sta crescendo avvelenato o questa è una frase che da una laureata in ermeneutica non possiamo proprio accettare?