mercoledì 16 giugno 2010

I gotta run



A me piacciono i teen-movie anche quando sono sono stupidi e godibili, a maggior ragione se sanno essere qualcosa di più. 10 cose che odio di te è uscito nel 1999, io non l'ho visto al cinema ma sarà stato su per giù quell'anno lì. Io, nel 1999, avevo tredici anni; dodici, in realtà, per la maggior parte (rapido calcolo, ancora per poco sono più giovane del quarto di secolo, ah!).
L'ho rivisto, poi, da allora, parecchie volte. Perché mi piacciono i teen-movie, perché ho un debole per quella Julia Stiles così irriverente, ma soprattutto per la sua colonna sonora.
Insomma, ad una ragazza di tredici anni (o dodici, perfino) un film che si apre con Bad reputation di Joan Jett and the Blackhearts spalanca un mondo.
Dieci anni dopo, con ansia, ho aspettato che uscisse The runaways, ho fatto in tempo a stressare anche voi. Ora l'ho visto (ovviamente ricevendone una copia dalla produzione, visto che Etwas ed io siamo persone importanti, si si). Due volte in tre giorni. E ancora non mi basta. Non è un film perfetto, no, ha quella lentezza e quel dilungarsi sulla fotografia e sulla colonna sonora tipici dei film che raccontano la musica (indimenticabile Control, ma anche Velvet Goldmine), e mi rimarrà sempre la curiosità di come sarebbe stato con Tylor Momson a fare Cherrie Currie, nonostante la bravissima Dakota. Eppure c'è qualcosa che mi ci fa tornare, qualcosa nel clima, nei vestiti, nell'incredibile somiglianza di Kristen Stewart con Joan Jett.
Che altro può fare una ragazza che a tredici anni si è innamorata di Joan Jett, e poi delle Runwayas delle Tilt delle Bikini Kill de Le Tigre [...] ?

domenica 13 giugno 2010

Be proud everybody!


Insomma, il Pride. Arriva una volta l'anno come tutte le date importanti, lo si aspetta fantasticando sugli effetti che avrà e l'abbigliamento da indossare, si balla per gran parte del tempo, ci si commuove pure spesso e prima di rendersene conto è già finito.
Passo la giornata di oggi a sfogliare le foto che ho scattato io, a cercare quelle che hanno scattato gli altri e a bere acqua, tanta acqua. E dire che non è durato poco, questo Pride lungo 8000 persone, dal concentramento in piazza Castello alle 16.00, all'agognato riposo a Palestro, abbandonato alle 19.00 passate da una me ed Etwas piuttosto provate e necessitanti un bagno.
E' stato un Pride particolarmente divertente, questo, complici gli amici (gay e non) che sfilavano con noi, le bandierine recuperate alla Proiezione di Priscilla, qualche giorno prima, i carri che hanno rinnovato la musica e ci hanno regalato qualche bella canzone davvero inaspettata (credibile o no, non ho ballato né la Carrà, né Renato Zero, né Maracaibo).
Così oggi cerco di rientrare nella routine, tra sbadigli e nostalgia, senza riuscirci tanto bene.

Per le mie foto c'è da aspettare ancora un po', ma arriveranno, promesso.

lunedì 7 giugno 2010

It spread - don't panic

Foto: We heart it.
Fonte: gaynews.

E' quasi tempo di Pride, e mentre i giornali di gossip banchettano su baci gay tanto estemporanei quanto famosi, Milano si risveglia scuotendosi di dosso le temperature invernali. Giugno è il mese più gay dell'anno, si sa. Colpa di Stonewall, dei Pride, un po' anche di Obama. A Milano ci mette lo zampino anche il Festival Mix, festival di cinema gay e lesbico che si terrà dal 22 al 29 (di giugno, ovviamente). Tra i titoli che verranno trasmessi: Plein Sud, J'ai tué ma mère, The secret diaries of Anne Lester, tra gli eventi speciali: UnCut, per riflettere su censura e libertà di espressione (con la proiezione di Ultimo tango a Parigi e Salò o le 20 giornate di Sodoma), e Brain&Sexy, salotto editoriale con presentazioni letterarie e dibattiti. Infine, come ogni anno, la conclusione delle giornate sarà affidata al MusicOnTheSteps, evento di musica elettronica open air nel sagrato del Teatro Strehler.
Con l'arrivo del caldo sono anche riprese le serate del Gaia360, quest'anno ospitate dal gaugin Palabadminton (zona QT8), ogni sabato con ingresso gratuito, da prendere seriamente in considerazione se (come da locandina):

  • non ne puoi più del solito revival e di Raffaella Carrà
  • sei stata emo, dark, grunge, alternativa, ma mai tabbozza
  • quando è passata la legge che regolava il blocco degli alcolici dopo le 2 hai pensato che avresti iniziato ad uscire alle 20.30
  • preferisci Peaches a Laura Bono
  • preferisci i fratelli Guzzanti alle sorelle Carlucci
  • pensi che da anziana, se sopravviverai a tutto e tutti, comunque avrai la tinta riflessante viola perché certi vizi alla fine non muoio mai e va bene così!
(mi hanno convinto).

Iniziando questo venerdì col party di apertura del Pride al Toilet (sede estiva, Corte Regina), passando per il Pride vero e proprio (concentramento in Piazza Castello, ore 16), il Festival Mix e i vari appuntamenti mondani di quest'estate, Milano è sempre più gay (se ce ne fosse bisogno).

Il contagio si è diffuso.
Don't panic.

domenica 6 giugno 2010

Ma tu pensa...


A è un giornale stupidino che leggo solo perché a mia zia hanno regalato l'abbonamento, e lei non se ne fa nulla. E' un giornale un po' stupidino che si legge molto in fretta, vuoi per le poche pagine, i pochi contenuti o per le tante pagine di foto d'accompagnamento ai contenuti.
Hey, però se non avessi letto A non saprei che Sandro Bondi è per il riconoscimento delle coppie di fatto, si, anche di quelle gay! Si, si, proprio quel Sandro Bondi.
Sentite un po'

Io e Manuela siamo per i valori della famiglia, ma vorremmo che venissero riconosciuti dei diritti anche alle coppie di fatto, anche quelle gay. La chiesa dovrebbe cambiare atteggiamento.

Chi l'avrebbe mai detto, eh? Io no, ad esempio. Neanche per sbaglio.

martedì 1 giugno 2010

This is ground control to major Tom



Uno dei pregi del passare una settimana in un posto fuori dal mondo (a parte gli scontati buona compagnia e buon cibo, essere lontani assai lontani da unimi, le occhiaie che finalmente se ne vanno un po' etcetera etcetera) è come il suddetto posto fuori dal mondo sia tagliato fuori delle telecomunicazioni. Poca tv, poco telefono cellulare, zero internet.
Tornare a Milano significa entrare a contatto con un bel po' di notizie spiacevoli, notizie che fanno cadere un'ultimo baluardo di pia illusione: ma no, a Milano non ci sono aggressioni omofobiche, ti pare?
Eh già. Mi ha fatto un po' sorridere , a tal proposito, la dichiarazione rilasciata da Arcigay Milano, che per il Pride del 12 giugno ha proposto che ogni manifestante abbia con se un fischietto:come in una scena del film Milk: in caso di aggressione si usava il fischietto per dare l’allarme. Suggerimento appropriato, visto che mala tempora corrunt e ci aggiungerei (senza ironia) che f orse è il caso di tornare in palestra a farsi un po' di muscoli.
Ma dagli anni 70, non avevamo fatto qualche passo avanti? Pare di no.


Fischietto o meno, il pride di Milano è il 12 giugno. Sapete cosa fare