giovedì 29 ottobre 2009

Non molto lontano da qui


Domani ore 18.00 Carmen Consoli sarà alla Fnac di Milano a presentare il suo nuovo album, Elettra, in uscita guardacaso proprio il 30 di Ottobre.
A me piace molto, Carmen Consoli. L'ho vista anche due volte in concerto, dal momento che non mi spaventa l'idea di andare da sola. Un uccellino mi ha detto che, forse, ci sarà un altro concerto, per me, non troppo in là. Ad ogni modo, spiegare il perchè mi piaccia non è immediato. Per i primi (cinque?) anni della sua carriera non la sopportavo proprio, tanto da cambiare canale quando la trovavo in tv. Poi però, un giorno, ho iniziato a prestare attenzione ai testi delle sue canzoni e pian piano ho cambiato parere, fino ad innamorarmene (musicalmente e linguisticamente parlando).
Ma queste sono cose personali.
So che la cantantessa riscuote anche molto consenso tra il pubblico lesbico (il primo concerto, a Cagliari, sembrava un Pride in dimensioni ridotte; al secondo, a Milano, diverse ragazze le hanno dichiarato il loro amore ed una di loro l'ha anche chiesta in sposa). Mi chiedo se sia perchè è una bella (oggettivamente bella) ragazza o perchè è una figura femminile forte (ed indipendente), se perchè si sa ben poco della sua vita privata (e il silenzio favorisce sempre il pettegolezzo) o perchè i suoi testi si pieghino facilmente ad una lettura ambigua.
O, forse, è rimasto particolarmente impresso quel video di Fiori d'arancio.

Ad ogni modo, mie care lettrici lesbiche, io ve lo segnalo. Si sa mai che ci si veda lì.

mercoledì 28 ottobre 2009

Se il femminismo si reinventa oggi


Una serata afosa di qualche mese fa, con degli amici davanti ad un gelato si parlava di film porno. Nello specifico ricordo di aver tenuto io banco sciorinando un’accurata conoscenza dell’argomento e proponendo una dettagliata classificazione tra porno per uomini etero, porno per uomini gay, categorie onnipresenti fino ai pop up che si aprono rumorosamente mentre tuo padre accanto a te maneggia la stampante, e i latitanti porno per donne, sia etero che gay. Discutevamo della totale apatia e anzi a volte senso di nausea che una donna mediamente prova davanti ad un porno tradizionale, confezionato per una sessualità prettamente maschile, per una serie di motivi: umiliazione della donna funzionale all’eccitazione dell’uomo, palese ignoranza del regista riguardo all’anatomia femminile, pura fantascienza nelle scene di sesso fra donne. Barbara ci aveva parlato del finanziamento statale di porno femministi in Svezia, ma non ero riuscita a trovare niente per arricchire la mia lezione estiva agli amici.
A fornirmi nuovi argomenti per il prossimo gelato insieme pensa un articolo sul numero di Vanity Fair appena scaduto: Il porno delle donne. Si parla di un sito internet milanese, thenakedarmy.net, il primo in europa nato sulla scia di un movimento statunitense per il rovesciamento dell’erotismo e della pornografia da un punto di vista femminile. Un sito in cui gli attori non sono superdotati, le attrici hanno un corpo più morbido e imperfetto delle Barbie siliconate aduse al mestiere, le posizioni sono più credibili. La missione della giovanissima fondatrice e di chi l’ha preceduta è quella di educare prima di tutto gli uomini, che indottrinati fin da ragazzini dai porno di Siffredi e compagnia non imparano mai a fare l’amore. Ma nel panorama del porno femminismo si trovano siti di indie porn che degli uomini fanno spesso e volentieri a meno. La canadese Jezebelle, una promettente carriera da porno attrice stroncata sul nascere a causa dei troppi tatuaggi dichiara: “finora il porno si è basato su ciò che l’uomo sogna di veder fare ad una donna. La novità è che adesso abbiamo iniziato noi a dire cosa ci piace fare, con o senza maschi intorno”. O di Nofauxxx.com, che si prefigge l’obbiettivo di abbattere i pregiudizi sessuali con un porno politico davanti al quale l’utente si trova eccitato da soggetti e situazioni che non avrebbe mai considerato.
I siti sono agli esordi, contano spesso solo pochi servizi fotografici e cercano collaboratrici per crescere, ma il lesbian porn per soli uomini sta perdendo il suo monopolio. Sarà felice mio padre, al prossimo ricambio di cartucce per la stampante.

martedì 27 ottobre 2009

Gay Community News


Viaggiare Ryanair significa una cosa sola: bagaglio a mano massimo 10 kg. E i libri pesano, per cui bisogna portarsene pochi. Durante il viaggio in Irlanda avevevo a farmi compagnia solo il libro per l'incombente relazione di filosofia della logica, e per quanto sia un libro interessante, non è proprio quello che vuoi leggere dopo ore e ore passate a camminare.
Quindi abbiamo iniziato ad afferrare familiche qualsiasi cosa che fosse scritta e gratuita, e in quel del Irish Film Istituite le mie gelide manine si sono posate su GCN.
Digressione : quand'eravamo a Dublino, La Vero e consorte ci hanno portato a mangiare un hamburger. Vegetariano. Il ristorante non era vegetariano di suo, anzi, sull'insegna capeggiava una bella mucca, e gli hambuger erano orgogliosamente fatti 100% pure irish beef. Nonostante questo, nel menù figuravano due (ben due!!) opzioni di panino senza carne. Per questo amo tanto andare all'estero: non importa quanto minoritaria possa essere la tua minoranza, il tuo spaziettino, il tuo giardinetto esiste sempre.
E i gay irlandesi nel loro giardinetto hanno gratuitamente GCN. Non ho mai comprato una rivista gay italiana quindi non so bene quale sia lo standard e non so fare confronti, ma GCN mi è piaciuta molto. Primo, è gratis, e si trova ovunque: dall'Irish Film Istitute alla cafetteria del nostro ostello, a fianco alle guide di Dublino capeggiava sempre anche lei. Secondo, gli argomenti sono vari: si spazia dai consigli di moda, alle recensioni di ristoranti, alla riflessione sul bullismo omofobico nelle scuole, quindi non si scade mai nel meramente frivolo.Terzo, il tono: per non essendo greve, non è nemmeno ridicolo, e anche la rubrica delle lettere (fantascienza, eh: i asked my girlfriend to marry me and she revealed that she has been unfaithful) non ha quella fastidiosa aura di saccenza che si trova spesso in certe riviste italiane (Mina, qualcuno? )
Insomma: a trovare il suo corrispettivo italiano, io me la comprerei. Ma! C'è un ma, ovviamente: L'Irlanda è al terzo posto nella famosa classifica sulla libertà di stampa. Noi al 49° ,e siamo pure scesi. In Irlanda la percetuale di cattolici ammonta al 91%. Da noi, si sale a 95% . Probabilmente quel 4% in più se ne sta placidamente seduto in parlamento e forse, forse eh, contribuisce alla nostra infelice posizione nella famosa classifica sulla libertà di stampa.

lunedì 26 ottobre 2009

Fannies! It's full of fannies!



Capisco che la via dell'accettazione sia lunga e tortuosa, e alle volte serva fare un passo alla volta, ma c'è una cosa che ultimamente mi sta irritando davvero tanto. Ed è, la riduzione dell'omosessualità (soprattutto quella femminile) ad una questione di testa. Probabilmente parlare di sesso con chi pensa che i gay siano animali pronti a saltare addosso a qualsiasi cosa si muova, adusi ad orge, scambismo e aids non è la scelta più intelligente, ma saltare da un opposto all'altro mi sembra ridicolo.
Quando sento affermazioni del tipo “non è una storia omossessuale, il film parla dell'amore”, oppure “sono innamorata della persona, non del suo sesso” c'è qualcosa che stride. Perchè se non si voleva parlare anche di gay e di tematiche omossessuali, semplicemente si sarebbe scelto un altro intreccio, e perchè chi si innamora della persona è bisessuale, questo vuol dire non prestare attenzione al sesso. La carta “innamorata della persona” non vale quando ci si innamora solo di donne (o di uomini), e non è una questione di non volere etichette, è chiamare le cose col proprio nome.
Insomma, qual'è il problema di dirsi, semplicemente, gay? (o lesbica, che dir si voglia, ma non è una parola che mi piace particolarmente, questione di suono)
Ed essere gay non è solo una questione di testa, ma anche di corpo e di sesso.
Suvvia, mettiamo da parte falsi moralismi e false pudicizie. Quando sono in una discoteca ed una ragazza mi sfiora la vita non è perchè sono una bella persona. Il sesso è parte integrante dell'essere gay, e ne è una parte incredibilmente bella.
Per questo ho amato particolarmente i coming out di Emily (Skins, stagione 3) che, in linea con la sfacciatagine dello show (altrove un po' esagerato), se ne viene fuori con un:

I want to have sex with girls. Yeah, I like girls. I like sex with girls. I like their rosy lips, their hard nipples, bums, soft thighs. I like tits and fanny, you know?

Perchè, come giustamente è stato detto in una puntata de I viaggi di Nina,

Basta con questa storia della testa, quando sei a letto con una donna sei a letto con una donna.

sabato 24 ottobre 2009

Non c'è due senza tre


SPOILER (pochi, ma pur sempre spoiler)
Dunque, Viola di Mare.
A me non piacciono i film tragici, soprattutto se sono a tema. Quando ho visto Brokeback mountain sono uscita dalla sala sbuffando, e per me la questione era finita lì.
Ma: c'è un ma.
E' vero che Viola di Mare è un film tragico, ma è una tragedia che riguarda soprattutto il contesto. La storia lesbica non scompare del tutto ma perde un po' i colori, rispetto al contesto, e questo, per me, è qualcosa di fondamentalmente diverso rispetto a Brokeback mountain, perchè è un contesto che in qualche modo io riesco a capire. Non so se la scelta del 1800 sia stata dovuta solo al romanzo di base, o se sia stato una sorta di giochino manzoniano (o, ancora, se si volesse in qualche modo "tornare alle origini"), ma secondo me è una scelta che in un certo modo salva il film e allo stesso tempo lo rovina.
Lo salva, perchè altresì non riuscirei a scusargli il costante alone di tragedia.
Lo rovina perchè, a mio parere, in qualche modo lo priva della possibilità di essere "utile" (nonostante i vari commenti che ho letto su internet e non, io non credo che questo film possa considerarsi un "manifesto delle lesbiche italiane", proprio perchè quel contesto così presente, ormai, non è più attuale).
Rimane comunque un film che presenta diversi problemi, derivati soprattutto dalla gestione della storia e del tempo, da scelte di regia opinabili (l'utilizzo di una camera a mano, i frequenti flashfoward) e dal montaggio, ma che sa regalare alcune scene particolarmente azzeccate (il dialogo fra la madre di Angela e il parroco, il concepimento e, diciamolo, le scene di sesso).
Alla Solarino, pur molto brava, io ho preferito la Ragonese, più naturale già nell'accento e molto convincente nella resa del personaggio. Mi sono piaciuti, poi, i personaggi minori, dalla Cucinotta che ha saputo mettersi sullo sfondo, alla Volodi che mi colpisce sempre in modo particolare, e così anche gli uomini.
In sostanza, un film che vale la pena di vedere, mettendosi l'anima in pace però sapendo che sarà una cosa a metà fra Brokeback mountain, Boys don't cry e Sonetàula (o, se più vi piace, Baarìa).