sabato 15 maggio 2010

Bad reputation


Oggi ho letto Elle (beh, non proprio letto, sfogliato diciamo), certi giorni il lavoro è anche così. Questo mese lo speciale si intitola Sorelle d'Italia e parla di (testuale) una giovane filosofa che ci osserva da Parigi, il confronto generazionale in quattro grandi famiglie, la realtà toccata con mano dalle blogger più seguite e da una vittima di molestie sul lavoro, le speranze nel futuro di alcune fra le migliori neolaureate in Italia. Uno speciale davvero molto bello (non è una novità tra le pagine di Elle) che cerca di mettere a fuoco una realtà non sempre evidente agli occhi degli italiani (uomini e donne). Si finisce per parlare, irrimediabilmente, anche di femminismo, di diritti conquistati e ancora da conquistare, di immagine pubblica della donna e, soprattutto, di aspirazioni.
Ora, il femminismo è, a mio parere, un po' un campo minato, anche e soprattutto per il modo in cui è stato recepito, che in parte è, c'è da ammetterlo, colpa degli estremismi (che bene non fanno mai, men che meno in situazioni del genere) che si sono diffusi. Ci sono fin troppe donne, oggi, che ne prendono le distanze avendo in mente l'immagine negativa e falsata che è un po' zitella, un po' gattara, un po' lesbica, un po' col ciclo perenne.
Ci si dimentica spesso (me pure, mea culpa) che femminismo non è solo riduzione di qualsiasi conflitto all'opposizione maschio/femmina (il testo è maschio, la traduzione è femmina è stato un apice difficilmente raggiungibile), ma anche e anzi soprattutto presa di coscienza, intelligenza, partecipazione politica e sociale, orgoglio di sesso e ribellione allo status quo.
Per fortuna che ci sono donne più sagge e più lungimiranti di me che hanno voglia di ricordarlo.

Essere femminista non è una condizione permanente ma è legata alla situazione. E credo che oggi sia necessario essere dalla parte delle donne.
Michela Marzano, filosofa, 40 anni.

A questo proposito, ho rubato qualche titolo interessante dai consigli di Elle, consigli che giro a voi anche a scatola chiusa. Anche ad essere brutti libri, saranno comunque letture interessanti.

Ma le donne no! Come si vive nel Paese più maschilista d'Europa
Caterina Soffici
(Feltrinelli)

Riprendetevi la faccia
Balbara Alberti
(Mondadori)

Mogli, amanti, madri lesbiche
Antonella Montano
(Mursia)

Ti auguro che sia donna
Michela Marzano
(Mondadori)

giovedì 13 maggio 2010

L'avete fatta la catarsi?




Che dire? So che è solo giovedì e mi ero ripromessa, davvero, mi ero ripromessa di aspettare educatamente fino a venerdì, come da rubrica, ma pare proprio che non ce la faccia. Il fatto è che quando inciampo in questa donna, attraverso lo schermo o dal vivo che sia, mi riempio d'amore come un bignè e devo tirarlo fuori in qualche modo o mi faccio venire il diabete da sola.
Quindi eccoci qua, mia care lettrici, preparatevi ad una sviolinata perché è quello che vi aspetta.
Due giorni fa sono andata al cinema (grazie, Esselunga, davvero grazie per i tuoi biglietti del cinema!) a vedere l'ultima creazione di una mente geniale: Draquila, L'Italia che trema, nonostante la pioggia, la stanchezza, i milanesi che a quanto pare non sanno proprio stare zitti in sala.



Devo ammettere che Le ragioni dell'aragosta non mi aveva fatto impazzire, pur essendo un film piacevole e ben girato. Draquila, invece, è di nuovo Guzzanti all'ennesima potenza, è di nuovo genio ed è, di nuovo, arte. Come già Viva Zapatero e Raiot (lo spettacolo teatrale), Draquila sa essere allo stesso tempo un pugno nello stomaco e attimi di pura comicità.
Una Guzzanti che val davvero la pena di vedere, che supera senza neanche guardarli tutti i vari intelletualoidi di stampo italiano che ci portiamo dietro come zavorre.


Io, la Guzzanti, me la immagino sempre così.

martedì 11 maggio 2010

I don't want to be buried, in a pet sematary





Ora, io non so come la vediate voi, ma secondo me fra i grandi vantaggi dell'essere lesbica (e un po' ce ne sono, dai) c'è il fatto che non si possa rimanere incinta accidentalmente .Niente pillole, niente ansia, niente preservativi,niente giorni col fiato sospeso: solo sesso, lallallero lallà.
E non essendo nemmeno particolarmente interessata ad avere figlioli (non per ora, almeno,non per i prossimi dieci anni almeno) tutto l'affair riproduttivo m'interessa al pare della volontà di potenza di Nietzsche: assolutamente zero. Per cui, non dovrei proprio essere qui a scrivere post sulla vicenda (incresciosa? raccapricciante? orrenda? disgustosa? medioevale? ) dei funerali per feti abortiti a Cremona, che non è lesbica nemmeno un po', ma che cazzo: squallidi, squallidi squallidi.
Squallidi oltre modo, oltre ogni ragionevolezza.

sabato 8 maggio 2010

Chapeau!


Beh, se altrove si pubblicizzano le serate in disco con Vero del GF10, questo blog potrà ben fare lo stesso per una festa di autofinanziamento organizzata dall'Arc per la causa comune, no? Si:
Cagliaritane/i e automunite/i dell'hinterland, stasera procuratevi un cappello e 10 euro di paghetta del sabato e veniteNE all'Old Coffee in Castello, Via Lamarmora 91, dalle 21,30 all'1,30.
Così facendo finanzierete la manifestazione per la giornata mondiale contro l'omofobia che si terrà sempre a Cagliari sabato 15 maggio, e avrete diritto a 3 drink e all'intrattenimento musicale dei nostri dj: Kuna, Stefano Kerberos e My Nerd Pride.
Venirne a cappello è fondamentale se non vorrete farvi piazzare in testa quello da muratore in carta di giornale!

Don't cry for me Argentina

Indovinate un po'?
L'Argentina fa passare i matrimoni gay.
Qui tutto tace.
Anzi no, si pubblicizzano le serate in discoteca con Veronica del grande fratello. Immagino che la visibilità abbia davvero fatto la differenza.