venerdì 7 maggio 2010

Ho inciampato


A girare su Facebook ieri, chiedersi come mai nel mondo del calcio, più che in altri sport, l'omosessualità sia tenuta più nascosta di Bin Laden per l'Intelligence, diventava piuttosto superfluo. Lo scatto di un paparazzo che ritrae l'ex calciatore dell'Inter Ibrahimovic molto molto close to il compagno di squadra Piquè, ha fatto il giro di Facebook in 80 secondi, scatenando le più banali tra le reazioni immaginabili. La ragazzina affranta perché il suo idolo le è caduto in basso; il facebook-predicatore che ammonisce: dio a fatto luomo e la donna due uomini non possono stare insieme; i complimentoni di un mio contatto anche grandino, che francamente ritenevo più sveglio. Qualcuno cade dal pero e spiega ai più ingenui in che modo i due calciatori farebbero sesso se lo scoop venisse accreditato.
Ma questa è ordinaria amministrazione. Il buon vento che mi ha portato qui è invece il primo articolo trovato sull'argomento. Nel titolo e nel corpo del pezzo, due sole ipotesi sulla famigerata foto sono contemplate dal giornalista: Fotoritocco o scatto rubato durante un semplice saluto tra compagni di squadra? Tertium non datur, fine del gossip. E d'altronde mister Lippi docet.

giovedì 6 maggio 2010

The real L word



Quando una argomento, un qualsiasi argomento, raggiunge la pagina televideo gossip/tv/spettacoli di canale cinque è ufficialmente sputtanato.Lo so io, lo sai tu, lo sa casalinga di voghera, insomma la notizia ha fatto il giro del mondo e ora è pronta per andare nel polveroso paradiso delle notizie non più interessanti, ciao ciao caput.
Ora anche mia nonna sa che a breve inizierà The Real L Word, reality saffico bla bla tratto da L word bla bla, Ilene bla bla, donne bla bla bla,dobbiam solo trovare qualcuno a cui la notizia interessi.


martedì 4 maggio 2010

A must have


Karen Walker, sciura molto à la page, sfoggia l'accessorio must have di questa stagione: l'amico gay.

Sebbene l'accessorio must have di questa stagione in realtà sia Il Carletto, certe invereconde, ostinate donnicciole continuano a sfoggiare l'amico gay. Esatto, sfoggiare. Non la volete, voi, una mano, una saggio e caro consiglio quando dovete drestreggiarvi fra ben tre diversi tipi di orride imitazioni vuitton? Un paio di urletti isterici nelle orecchie, un caro orsacchiotto asessuato da abbracciare quando vi si rompe la piastra?
Franca Sozzani insegna: compratevi un gay (più checca possibile, ovviamente).
Le fag hag insegnano: compratevi un gay.
Numerosi telefilm, insegnano: vi serve, un gay.
Immaginatevi il mio fashionista disappunto quando stamane, nel leggere un'intervista a Julianne Moore, ho trovato questa dichiarazione:

E sempre quest'anno c'è stato a single man, doveinterpreta la migliore amica di un gay, cosa che è anche nella vita perchè, per esempio è da sempre legatissima al regista e stilista Tom Ford. Si è mai chiesta com'è che a noi donne capita di avere tanti amici gay?
Perchè sono relazioni che arricchiscono molto e non tolgono nulla. L'amico gay ti fa capire cose della psiche maschile ma, allo stesso tempo, con lui non esiste quel tipo di tensione che c'è inevitabilmente con un amico eterosessuale, e comunque può minare il rapporto, o comunque modificarlo. In molti casi, credo che la donna amica di un gay pensi anche "se non fosse gay mi potrei innamorare di lui", cioè si proietta in una sorta di relazione ideale. Ma è un paradosso, ovviamente. Perchè se l'amico non fosse gay non sarebbe com'è, quindi non ci andresti d'accordo così tanto da innamorartene.

Così passè! Dove sono i riferimenti alla moda, allo shopping, ai consigli di bellezza, alle serate in discoteche gay?
Julianne Moore, potrai anche essere la testimonial di Bulgari, ma a me non mi freghi: sei fuori moda!

lunedì 3 maggio 2010

It's not that gold


Vediamo, una cattiva notizia ed una buona. Beh, non proprio buona (it's not that gold) ma almeno una sorpresa si. Cosa aspettarsi, infatti, da chi ha sposato (qualsiasi sia la ragione) George W. Bush? Non certamente che difenda i matrimoni gay tanto da provocare quella che ha definito un'aspra lite (fonte: gaywave) col marito che però, ovviamente, non l'ha ascoltata neanche per sbaglio. Le ragioni della sua difesa (non una vera e propria difesa, ma un tentativo di non non fare della battaglia contro i matrimoni gay un punto centrale della campagna del 2004) non erano dei veri e propri ideali: si appoggiavano alla sconvenienza dettata dalle conoscenze della coppia, tra cui diversi gay o genitori di gay.
Certo non è granché, ma un piccolo barlume di senno mi sembra comunque degno di nota, soprattutto se in opposizione a personaggi come il signor Bush.
Insomma, se qualcuno molto vicino alla Binetti (non ci sono mariti a cui appigliarsi, qui) cercasse di farla ragionare, io festeggerei alquanto, anche se non dovesse essere utile. Anche solo del fatto che possa aver sentito il nemico in casa, ed essersi sentita sola.

sabato 1 maggio 2010

Baci rubati due volte

Fonte: gaynews.

Che mi piace la fotografia, mi sa che ormai l'avete capito. Recentemente volevo partecipare ad un concorso bandito da Arcigay Bergamo chiamato Baci Rubati che, sostanzialmente, consisteva in fotografie di baci, gay o etero che fossero. Le foto scelte sarebbero poi state esposte al Quadriportico del Sentierone, sulla passeggiata del centro città. Ovviamente, essendo un concorso di Arcigay, le coppie gay sarebbero state numerose, così il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, ha pensato bene di non concedere l'autorizzazione. Motivazione?
Non sarebbe stato opportuno dare il consenso ad una esposizione in mezzo alla città, all'aperto e con foto che mostrano forme esplicite di amore omosessuale. Una parte significativa della città non avrebbe accettato.
Il sindaco, ovviamente, si è dimostrato preoccupato dalla possibilità che i bambini fossero esposti a questo tipo di immagini, ma non si è detto contrario alla possibilità che la mostra fosse organizzata in un luogo chiuso.
Insomma, non c'è niente di inaspettato in questa storia. Dalla parte politica di cui fa parte il sindaco in questione, alle dichiarazioni che ha rilasciato alla stampa, all'appello, sempre ad effetto, alla difesa dei bambini.
Ma davanti alla consapevolezza che altrove due ragazze possano sposarsi e crearsi una famiglia, il tutto mi fa davvero un po' schifo, un tantino di troppo.
E davanti al fatto che due persone di mia conoscenza lo stiano facendo, che rende la cosa mille volte più reale di una notizia letta in rete, davvero, quest'Italia mi sta stretta, con le sue Bergamo, le sue leghe, i suoi finti moralismi e la sua prevedibilità.